modelli atomici

  • 460 BCE

    DEMOCRITO (Abdera, 460 a.C. – 360 a.C.) “Sulle forme degli atomi”

    DEMOCRITO (Abdera, 460 a.C. – 360 a.C.) “Sulle forme degli atomi”
    Allievo di Leucippo di Mileto, é considerato il fondatore dell’atomismo filosofico. Nel trattato ipotizza che la materia é costituita da un insieme di “particelle minime non ulteriormente decomponibili”; che gli atomi sono PIENI, IMMUTABILI, INGENERATI, ETERNI e che tra di essi non ci sono differenze qualitative ma sono quantitativamente diversi cioé si distinguono per forma geometrica e per grandezza. Gli atomi volteggiano caoticamente e il loro movimento é proprietà strutturale della materia.
  • 384 BCE

    ARISTOTELE (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.)

    ARISTOTELE (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.)
    Nel suo trattato “Fisica”, Aristotele sostenne che l’Universo é costituito di materia eterna, immutabile, caratterizzata da quattro proprietà fondamentali percepibili dai sensi umani e opposte: caldo e freddo, asciutto e bagnato. Da queste dipendono le differenze rilevabili tra le varie sostanze riconducibili ai quattro elementi di Empedocle: terra, fuoco, aria, acqua. Il passaggio da un elemento all’altro avviene per perdita o somma di una delle proprietà: secchezza, freddo, umidità e caldo.
  • 341 BCE

    EPICURO (Samo, 341 a.C. – Atene, 271 a.C.)

    EPICURO (Samo, 341 a.C. – Atene, 271 a.C.)
    Del pensiero di Epicuro riferisce T. Lucrezio C. nel De Rerum Natura. Nei libri "sulla cosmologia" parla dell’universo e dei fenomeni fisici riprendendo la fisica di Democrito ed escludendo la causa soprannaturale nella formazione del mondo. «Ogni corpo é composto di corpuscoli indivisibili che si muovono nel vuoto» e il movimento é dovuto al peso. I mondi si formano in virtù del movimento degli atomi per una deviazione "clinamén" rispetto alla traiettoria rettilinea dovuta al peso.
  • FRANCESCO BACONE (Londra, 1561 – Londra, 1626)

    FRANCESCO BACONE (Londra, 1561 – Londra, 1626)
    Nel 1623 scrive: « La teoria di Democrito sugli atomi o é vera di per sé, o con vantaggio può essere assunta coma ipotesi. Se non si ammette l’esistenza dell’atomo, risulta difficile comprendere col pensiero ed esprimere con parole la sottigliezza che la natura manifesta nelle sue cose».
  • Daniel Sennert (Wrocław, 1572 –  Wittenberg, 1637)

    Daniel Sennert (Wrocław, 1572 –  Wittenberg, 1637)
    Nei suoi lavori parla di “atomi semplici” (elementi) e “elementi di secondo ordine” introducendo per primo il concetto di molecola. Sennert introduce una importante innovazione nella teoria corpuscolare, perché nel vecchio atomismo non vi erq posto per la molecola. Sennert sottolineò che gli atomi, ad esempio di oro, nella dissoluzione in qualche acido o nella sublimazione conservano la loro individualità e perciò possono essere ripristinati dai loro composti.
  • Pierre Gassend, (Gassendi) (Champtercier, 1592 – Parigi, 1655)

    Pierre Gassend, (Gassendi) (Champtercier, 1592 – Parigi, 1655)
    G. si discosta poco da Epicuro, ma rifugge l'ateismo. Egli utilizzò l’enghiscopio per rivelare le singole particelle non visibili a occhio nudo. Da qui la conclusione logica di ammettere l’esistenza di particelle ancora più piccole, visibili a seguito di perfezionamenti del microscopio o di altri strumenti. Egli ammetteva l’esistenza di diverse forme di atomi "rotondi, ovali, coperti di protuberanze, a spigoli vivi, muniti di uncini” che unendosi formavano strutture più complesse: le molecole.
  • Robert Boyle (Lismore, 1627 – Londra, 1691)

    Robert Boyle (Lismore, 1627 – Londra, 1691)
    Nel suo libro "The sceptical chymist" dimostrò che non c'erano prove sperimentali a sostegno delle idee di Aristotele e ipotizzò che la materia era formata da particelle e le sostanze erano costituite da atomi diversi. Se nei suoi trattati teologici si sforzava di dimostrare che l’atomismo non era “nutrice dell’ateismo” nei lavori sui gas preparava il terreno alla scienza . I suoi corpuscoli sono formati da una stessa materia e hanno tre proprietà: grandezza, forma, movimento (o quiete).
  • CHRISTOPHER GLASER (Basilea, 1628– Basilea, 1670 (1678?)

    1663 Traité de la chimie
    Accenna alla teoria atomica dei corpi «Così le essenze, le tinture e gli oli, che come si suppone si estraggono dai metalli, rappresentano ancora niente altro che sostanze metalliche rese irriconoscibili a seguito della divisione delle loro parti interne e della loro combinazione con i solventi così che esse possono essere separate e ritrasformate in corpi metallici della stessa forma che avevano prima di venire disciolti”.
  • NICOLAS LÉMERY (Rouen,1645 – Paris 1715)

    NICOLAS LÉMERY (Rouen,1645 – Paris 1715)
    Cours de chymie (1675)
    Gli atomi per Lémery, e anche per Boyle, rivestivano le forme più diverse, erano dotati di dentini, ganci, nodi. Si ammetteva che le forme degli atomi fossero infinitamente varie, in accordo con la grande varietà dei fenomeni chimici.
  • ISAAC NEWTON (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 1642 – Londra, 1727)

    ISAAC NEWTON (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 1642 – Londra, 1727)
    Le particelle di N. somigliano gli atomi di Democrito ed Epicuro. «Queste particelle primordiali si sono mostrate dure, più di qualsiasi corpo poroso da esse formate, talmente dure che non si logorano mai e mai si rompono in frammenti..»; unendosi tra di loro formano “particelle del I, II, III e..ultimo ordine” che unite originano le comuni sostanze. "Le parti dei corpi solidi sono fortemente agganciate tra loro. Io avrei concluso che l’agganciamento é dovuto ad una forza di attrazione".
  • LEONHARD EULER (EULERO),(Basilea, 1707 – San Pietroburgo, 1783)

    LEONHARD EULER (EULERO),(Basilea, 1707 – San Pietroburgo, 1783)
    Nel 1732 all’Accademia delle Scienze di Pietroburgo Euler pronunciò un discorso sulla natura della materia. In esso é chiaramente espresso il pensiero dell’unificazione della teoria atomistica con quella degli elementi chimici. Intendendo per elemento “l’insieme di particelle indivisibili e simili”, egli affermava che «esistono tanti elementi quanti tipi di atomi esistono in natura». Pertanto non è possibile «accettare né l’opinione di Aristotele, né i tre elementi di Descartes».
  • MICHAIL VASIL’EVIČ LOMONOSOV (Denisovka, 1711 – San Pietroburgo, 1765)

    MICHAIL VASIL’EVIČ LOMONOSOV (Denisovka, 1711 – San Pietroburgo, 1765)
    Nel 1741 nell’opera Elementi di Chimica Matematica, Lomonosov diede una chiara definizione di elemento come «parte di un corpo non formata da altre particelle minori, o corpi da lui distinti”. Egli molto più esattamente dei suoi predecessori arrivò alla delimitazione dei concetti di atomo (elemento), e molecola (corpuscolo).
  • RUGGIERO GIUSEPPE BOSCOVICH ( Ragusa, 1711 – Milano, 1787)

    RUGGIERO GIUSEPPE BOSCOVICH ( Ragusa, 1711 – Milano, 1787)
    1758 Rielabora la concezione di Newton sulle forze che diminuivano col crescere della distanza nel libro Philosophiae naturalis theoria redacta ad unicam legem virium in natura existentium. Avanzò l’ipotesi secondo la quale gli elementi primari della materia, che rappresentano i centri ai auali sono apllicate tali forze, sarebbero omogenei, indivisibili e inestensibili. Tra questi elementi della materia agiscono forze attrattive o repulsive a seconda della distanza che separa questi punti.
  • BRYAN HIGGINS (Collooney, 1741 – Staffordshire, 1818)

    Negli anni 1775 – 1795 sviluppa le concezioni atomistiche esprimendo la seguente tesi: gli atomi di tutti gli elementi sono solidi e hanno forma sferica o quasi sferica. Gli atomi si attraggono con forze che dipendono dalla distanza: le forze attrattive sono inversamente proporzionali al quadrato della distanza.
  • JOHN DALTON (Eaglesfield, 1766 – Manchester, 1844)

    JOHN DALTON (Eaglesfield, 1766 – Manchester, 1844)
    Nel 1803 Dalton presenta la sua teoria atomica. Egli giunse all’idea originale che gli atomi dei differenti elementi chimici fossero diversi per qualità e per peso specifico, e che gli atomi di una stessa sostanza fossero identici tra loro. Le proprietà fondamentali: 1) identicità di tutti gli atomi di una stessa sostanza; 2) gli atomi di sostanze diverse hanno pesi atomici differenti; 3) capacità di atomi differenti di combinarsi tra loro in rapporti diversi; 4) inalterabilità e indivisibilità.
  • J. J. THOMSON

    J. J. THOMSON
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