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Il mito della nascita di Roma narra che Rea Silvia, rimasta incinta dal Dio Marte, viene uccisa dopo che il trono del padre fu usurpato dal fratello di Numitore. I bambini appena nati furono lasciati lungo il Tevere e una lupa trovandoli li allattò. In seguito un pastore e sua moglie gli crebbero e ormai divenuti grandi scoprendo tutto vendicarono uccidendo il fratello di Numitore e affidandosi alle sorti celesti decidono chi fosse a governare Roma, Romolo vince e Remo viene ucciso.
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In seguito ad uno scandalo, Tarquino e il figlio Sesto Tarquinio furono cacciati da Roma e si instituì il consolato. I due primi consoli furono Bruto e Collatino.
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Porsenna riuscì a occupare il colle del Gianicolo e a governare per un breve periodo Roma. Tuttavia il suo dominio sulla città non durò a lungo: sconfitto ad Ariccia da Aristodemo.
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Roma si trovò a fronteggiare i Latini, che si riunirono tra loro in una lega antiromana. Lo scontro culminò nella battaglia del lago Regillo. Secondo Tito Livio i romani vinsero grazie a dei mitici eroi, figli di Zeus .In realtà la guerra si concluse senza vincitori e tra Roma e le città latine venne stipulato un patto difensivo di alleanza, detto foedus cassianum.
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I primi due secoli della storia della repubblica, furono dominati dal conflitto tra patrizi e plebei. I plebei erano esclusi dalla vita politica ,questa mancanza di diritti provocò violenti conflitti. Una delle forme di lotta più efficaci pratica dai plebei fu una specie di obiezione di coscienza di massa ,detta secessione. Nel 494 a.C., i membri della plebe misero in atto una secessione, ritirandosi in assemblea sul colle Aventino
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Romani e Latini uniti fronteggiarono l'avanzata delle popolazioni dei Volsci, degli Equi e dei Sabini. Le guerre contro questi popoli durarono 60 anni circa. Anche in questo caso sono giunti fino a noi racconti leggendari che narrano le imprese di grandi condottieri romani.
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I plebei ottennero una magistratura straordinaria composta da dieci membri, i decemviri, con l'incarico di preparare una bozza del sistema politico . Prima di essere cacciati i decemviri esposero nel Foro le proposte di nuove leggi, incise su dodici tavole di bronzo, le dodici tavole regolavano i diversi aspetti della vita pubblica e privata dei Romani.
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Revoca la proibizione del matrimonio tra patrizi e plebei.
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Il primo contrasto fra loro fu disastroso per i Romani, che furono annientati. Dopo lunghe ostilità i Romani conquistarono Fidene . Dopo che i consoli furono sconfitti, fu nominato dittatore Marco Furio Camilo, che guidò l'esercito alla presa finale della città di Veio. Secondo la leggenda l'assedio durò dieci anni, alla fine Veio fu distrutta-
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Divieto a ogni cittadino di possedere più di 500 iugeri, circa 125 ettari, di agro pubblico.
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La Prima guerra sannitica scoppiò nel 343 a.C., ma per i Romani si rivelò ben più difficile del previsto tanto che nel 341 a.C. chiesero una tregua agli avversari e stipularono un nuovo trattato che durò per un ventennio
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La seconda guerra sannitica durò 22 anni. Una importante vittoria dei Sanniti fu quella delle Forche Caudine, una valle nei pressi di Malevento dove l'esercito romano fu sconfitto. Dopo tale battaglia vi fu un periodo di tregua. Le ostilità ripresero nel 316 a.C. e dopo una serie di battaglie vinte da entrambi , la seconda guerra sannitica si concluse con la vittoria dei Romani presso Boiano nel 305 a.C. I Sanniti chiesero la pace. Roma divenne la principale potenza dell'Italia centrale.
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I Romani subirono una delle sconfitte più cocenti di tutta la loro storia. Mentre i Sanniti, infatti, cercavano di penetrare nel territorio controllato dal nemico, i Romani entravano nel cuore del Sannio: qui nel 321 a.C. essi furono attirati dai nemici in un'imboscata nella zona di Caudio, tra Benevento e Caserta e due intere legioni romane furono disarmare i soldati e subirono l'umiliazione di dover passare nudi sotto un giogo formato da tre lance incrociate, le Forche Caudine.
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I Romani cercarono di affrontare separatamente gli eserciti nemici, ma questi riuscirono a unirsi in Umbria dove si svolse la battaglia decisiva. Nel 295 a.C., a Sentino, i legionari annientarono l'esercito sannita; vista la difficile situazione, Galli ed Etruschi conclusero con Roma paci separate. I Sanniti rimasero soli a combattere, arroccati sui loro monti: resistettero 5 anni, conducendo una guerriglia ma subendo gravi sconfitte, come ad Aquilonia nel 293 a.C. Si arresero solo nel 290 a.C.
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Riconoscimento ai comizi popolari il potere di emanare leggi attraverso un plebiscito.
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L’espansione di Roma in Campania portò uno scontro con le città della Magna Grecia. La città di Taranto, preoccupata dell’avanzata romana, chiese aiuto a Pirro. L'esercito di Pirro sconfisse i Romani due volte: In entrambe le battaglie vinse grazie agli elefanti. Non li avevano mai visti. Nonostante l’arma segreta, nella battaglia di Ascoli Satriano l'esercito di Pirro subì perdite e fu costretto a rifugiarsi in Sicilia. Senza rinforzi Pirro fu sconfitto nella battaglia di Malevento.
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Secondo e più grande conflitto fra i Cartaginesi e i Romani: la vittoria fa di Roma la prima potenza del Mediterraneo
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I romani furono impegnati sul fronte orientale contro Filippo V di Macedonia, in una serie di scontri che costituirono la Prima guerra macedonica. La guerra si concluse con la pace, detta di Fenice, stipulata nel bel mezzo della Seconda guerra punica.
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La guerra contro Antioco III di Siria fu uno scontro che vide i romani ei contro l'Impero siriano.La vittoria arrise nettamente a Roma, che divenne sempre più padrona dell'Asia Minore.
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La prepotenza dei romani provocano nuove ostilità con i Greci, aiutati soltanto dalla Macedonia. Alla morte di FilippoV,il figlio Perseo raccolse l'impero e organizzò un esercito contro i romani.I Romani fecero sbarcare nuove truppe e nel 168 a.C.vincono a Pidna.La Macedonia venne divisa in 4 repubbliche di Roma. Andrisco, dichiaratosi figlio di Filippo V, radunò un esercitò contro Roma, ma nel 146 a.C. i romani sconfissero di nuovo Macedonia. Nel 146 a.C. venne distrutta Corinto.
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Nel 149 a.C. scoppiò un conflitto tra i cartaginesi e Massinissa e i romani si arrabbiarono con Cartagine per aver trasgredito alle condizioni di pace, si dichiarò disposta a qualsiasi riparazione, ma i Romani, volevano ormai la distruzione della città. I Cartaginesi organizzarono allora una resistenza eroica, che durò 3 anni, fino a quando Scipione Emiliano, riuscì a radere al suolo la città. I sopravvissuti furono venduti come schiavi e il territorio cartaginese fu dichiarato provincia romana.
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Nel 200 a.C. venne dichiarata la guerra,ma solo contro Filippo V che si era alleato con Annibale durante le guerre puniche.Nel 197 a.C., un esercito al comando di Tito Quinzio Flaminino sconfisse gli opliti di Filippo V a Cinocefale, in Tessaglia. La vittoria fu facilitata dalle rivalità che dividevano il mondo greco, le città greche, nemiche dei macedoni e riunite nella Lega etolica, si allearono con i romani. Filippo venne costretto a una pace umiliante( pace di Tempe).
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Roma non lasciava l’intenzione di voler sconfiggere del tutto Cartagine. Fu istituita una flotta composta da 160 navi munite da arpioni, che consentivano di avvicinare la nave nemica, mutando la lotta via terra. I Romani riuscirono sconfiggere due volte i cartaginesi. Quando la guerra venne trasferita in Africa i Romani persero. La prima guerra punica termina con la vittoria dei Romani alle isole Egadi.