Gabriele d'anunnzio

La società di massa, l'età giolittiana e la prima guerra mondiale (Italia) di Marco Zagardo

  • Le "giustificazioni" teoriche del razzismo

    Le "giustificazioni" teoriche del razzismo
    Viene pubblicato il "Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane". Più in generale nella seconda metà dell’Ottocento vengono formulate altre teorie che cercano di giustificare il razzismo, tra cui quelle di Gobineau, Lapouge e Chamberlain. Il mito popolare del Volk, concepito come comunità di sangue legata misticamente alla terra diventa il pilastro centrale del razzismo tedesco. Questa visione contorta si espande negli Stati europei attraverso giornali, comizi e manifestazioni in piazza.
  • Completamento canale di Suez

    Completamento canale di Suez
    Attraverso l'intervento dell'ingegnere Luigi Negrelli venne realizzato il canale di Suez. L'opera ha avuto un’influenza decisiva nella colonizzazione dell'Africa, riportando il Mar Mediterraneo ad un ruolo strategico, affievolitosi con l’avvento degli scambi tra le due sponde dell’Atlantico. I primi furono inglesi e francesi, e con la Conferenza di Berlino del 1884 si sancì il principio dell' "occupazione di fatto", provocando così un'impetuosa competizione coloniale.
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    La diffusione del Nazionalismo (da principio di nazionalità a nazionalismo)

    Il nazionalismo è la pretesa di una superiorità culturale-razziale del proprio popolo sugli altri ritenuti inferiori. I rapporti tra le nazioni sono destinati a seguire la legge del l'evoluzione, e pertanto la guerra è ritenuta necessaria al fine di permettere la "selezione naturale" tra le nazioni, si forma la logica del militarismo. Il nazionalismo differisce da paese a paese. L'Italia rivendica le terre non liberate (irredente) e un ruolo internazionale di prestigio.
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    Belle époque

    Il '900 fu un secolo di continue scoperte e invenzioni che sembravano dare l'avvio ad un'epoca di benessere e pace. Cominciò a essere impiegata l’energia elettrica per l’illuminazione delle città, le automobili sostituirono le carrozze, presero campo la radio e il cinema. Le grandi capitali europee esplodevano di vita e esperienze artistiche, ma sarà proprio la prima guerra mondiale a infrangere questo sogno. Il simbolo di quest'epoca è il Moulin Rouge, il locale più alla moda di Parigi.
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    Prima fase di emigrazione italiana

    Sia nel Sud che nel Nord una grande fetta della popolazione si vide costretta ad emigrare per via di scarsa offerta di lavoro e dell'impossibilità di assorbire la grande offerta di manodopera proveniente dalle campagne. Partirono 5.300.000 italiani: fu un'emigrazione di carattere individuale: in prevalenza maschi e di età molto giovane. Le mete prevalenti nel Nord furono Francia e Germania, mentre per i contadini del Sud i paesi furono paesi extraeuropei come Argentina, Brasile e Stati Uniti.
  • La triplice alleanza

    La triplice alleanza
    Viene stipulato a Vienna dagli imperi di Germania e Austria-Ungheria e dal Regno d'Italia. Inizialmente fu voluta principalmente dall'Italia desiderosa di rompere il suo isolamento dopo l'occupazione francese della Tunisia alla quale anch'essa aspirava. Successivamente, con il mutarsi della situazione in Europa, l'alleanza fu sostenuta soprattutto dalla Germania per isolare politicamente la Francia. Vi si oppone nel 1907 la Triplice Intesa dividendo così l'Europa in due blocchi.
  • Il Rerum Novarum

    Il Rerum Novarum
    Con lo scopo di trovare una proposta sociale coerente con il messaggio evangelico, Papa Leone XIII promulga l'enciclica sociale Rerum Novarum. Per la prima volta la Chiesa cattolica prese posizione in ordine alle questioni sociali e fondò la moderna dottrina sociale della Chiesa: vengono denunciati gli eccessi del capitalismo, condannate la lotta di classe e le teorie socialiste e viene richiesto l'intervento dello stato in caso di conflitti tra operai e padroni.
  • Il Partito Socialista Italiano

    Il Partito Socialista Italiano
    Nasce a Genova nel 1892, si fondava sull'esperienza socialista sia di ispirazione riformista che marxista. Il principale promotore della sua formazione fu Filippo Turati. I diversi partiti socialisti europei erano uniti da vari obiettivi comuni ma divisi da rispettive caratteristiche nazionali. Ricercavano tutti il sorpasso sul sistema capitalistico ed erano tutte guidate da un'organizzazione erede della Prima Internazionale Socialista.
  • Episodi di intolleranza: Francia

    Episodi di intolleranza: Francia
    Nella cittadina di Aigues-Mortes nel sud della Francia si verificò un importante episodio di intolleranza nei confronti degli italiani: furono massacrati dalla folla alcune decine di italiani, accusati di aver "rubato" il lavoro accontentandosi di paghe inferiori.
    Il fatto suscitò un così grande scalpore tanto da creare tensioni diplomatiche tra Italia e Francia. Da questo episodio le emigrazioni in Francia diminuirono significativamente.
  • Gabriele D'Annunzio come modello di vita

    Gabriele D'Annunzio come modello di vita
    In questo anno viene pubblicato il romanzo "Le vergini delle rocce", la sua visione antidemocratica e aristocratica viene influenzata ed esaltata dalla lettura di diverse opere di Nietzsche. Muta il concetto di superuomo di quest'ultimo, da "colui che va al di là del bene e del male" (oltre-uomo) a quello di "uomo superiore": colui che vive una vita impossibile e incredibile agli occhi delle masse. Il suo modello di vita aveva come unico obiettivo il piacere.
  • Potere e seduzione delle masse

    Potere e seduzione delle masse
    Viene pubblicata la "Psicologia delle folle" di Le Bon; ritiene che il dominio delle opinioni delle masse sia stato causato dalla perdita dell'influenza della Chiesa e delle scelte del sovrano. La politica diviene la nuova religione delle masse ed queste vengono dipinte da Le Bon come gruppo irrazionale di persone che ammette e rifiuta in blocco senza tollerare né discutere idee esterne al esse. Indica infine i principi in base ai quali relazionarsi alle masse per poterle dominare (Mussolini).
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    Il decollo industriale dell'Italia

    In questo periodo il tasso di crescita medio annuo fu in Italia intorno al 6,5%, il più alto d'Europa.
    Le industrie avevano sede soprattutto nel “triangolo industriale” di Torino-Milano-Genova, si svilupparono all'interno di un sistema protetto attraverso le varie commesse statali, grazie ad una politica protezionista e alla nascita delle grandi banche miste.
    Questo comportò miglioramenti nel livello medio di vita, mentre nel triangolo industriale i quartieri erano sovraffollati e degradati.
  • Period: to

    La rivolta dei boxer

    La rivolta dei Boxer fu una ribellione sollevata in Cina contro l'influenza straniera colonialista. Dopo le guerre dell'oppio, la rivolta dei Taiping e l'aggressione nipponica, le grandi potenze l'avevano suddivisa in zone d'influenza. Il risentimento nei confronti degli occidentali crebbe, a causa di una graduale intromissione degli stranieri negli affari commerciali per via della passività dell'imperatrice Cixi (mancese), portando alla distruzione e alla violenza contro le aziende straniere.
  • Period: to

    La seconda fase di emigrazione o "grande emigrazione"

    La seconda fase coincide con l'età giolittiana. Venne anche chiamata grande emigrazione poiché quasi 9 milioni di persone partirono dall'Italia.
    Per via di vari episodi di intolleranza, soprattutto in Francia, il 45% degli emigrati li assorbirono gli Stati Uniti.
  • Period: to

    Età Giolittiana

    Nel 1901 Giolitti viene nominato Ministro degli Interni e bel 1903 subentrò come primo ministro.
    La sua politica consisteva nell'abbandonare nei momenti di crisi il potere nelle mani di uomini di fiducia e, dimostrata l'incapacità di questi nella gestione del potere, tornava al governo. Sapeva che solo ponendosi come oppositore dell'esecutivo al potere avrebbe potuto crearsi un ruolo politico e ambire a incarichi di governo.
    Questa "età" coincise con la Rivoluzione Industriale in Italia.
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    La politica democratica di Giolitti nei confronti del Nord

    Giolitti consentì gli scioperi e fece assumere al governo una posizione di neutralità di fronte ai conflitti sindacali, i quali portarono un aumento dei salari, dando inizio all'acquisto di prodotti industriali e alla diffusione del benessere economico della società di massa. Parallelamente varò alcune riforme portando alla diminuzione dell'orario di lavoro, alla riorganizzazione della Cassa Nazionale per invalidità e vecchiaia dei lavoratori e alla tutela delle lavoratrici e dei fanciulli.
  • Period: to

    La politica conservatrice e corrotta di Giolitti nei confronti del Sud

    Giolitti non attuò mai una riforma tributaria che consentisse di garantire una maggiore giustizia fiscale, non affrontò il divario economico Nord-Sud e di fronte agli scioperi del Sud fece uso di violente repressioni. Il flusso di denaro alimentò clientele e corruzione nel Sud che era quindi un semplice serbatoio di voti da controllare in modo spregiudicato attraverso metodi illeciti. Giolitti venne anche definito “ministro della malavita” e ha dato luogo all’utilizzo del termine giolittismo.
  • Primo sciopero generale nazionale

    Primo sciopero generale nazionale
    Giolitti con lo scopo di allargare la base della partecipazione alla vita dello Stato italiano coinvolse il Partito Socialista Italiano. All’interno di esso si distinguevano 2 correnti: quella riformista (ritenevano che si dovesse cambiare la società gradualmente attraverso riforme) e quella massimalista (ritenevano necessaria la rivoluzione). Con il primo sciopero generale nazionale (vittoria dei massimalisti) si indissero nuove elezioni. Vinsero i liberali per paura della "minaccia rossa".
  • La nascita della Confederazione Generale del Lavoro

    La nascita della Confederazione Generale del Lavoro
    Fu la prima vera organizzazione nazionale dei sindacati operai italiani dell’industria, nel periodo prefascista. Il movimento sindacale, agli inizi del '900 cominciò a darsi una dimensione nazionale e le Camere del Lavoro, dalle Leghe di resistenza e federazioni sindacali ritenevano ormai più che necessaria la coordinazione delle varie realtà del movimento sindacale.
  • Il controllo dell'Austria sulla Bosnia-Erzegovina

    Il controllo dell'Austria sulla Bosnia-Erzegovina
    Approfittando di un periodo di crisi nel territorio turco, l'Austria si impossessa della Bosnia, sulla quale aveva già il protettorato. La campagna provocò proteste da parte di Russia, Italia e Serbia. Dall’instabilità dell’Impero Ottomano derivarono le Guerre dei Balcani (1912-19139), due conflitti che piegarono la, ormai prossima alla caduta, potenza turca.
  • Il Futurismo

    Il Futurismo
    Nel 1909 nasce, con il "Manifesto" di Marinetti, l'unico movimento culturale completamente italiano: il Futurismo. Vengono esaltati l'aggressività e la violenza nei confronti di tutto il passato e di ciò che lo rappresentava. Vengono celebrati l'amore per il pericolo, la ribellione e la guerra. In linea con questo pensiero, allo scoppio della prima guerra mondiale assunsero posizioni decisamente interventiste e nazionaliste.
  • La conquista della Libia

    La conquista della Libia
    Giolitti riprese la politica coloniale per dimostrare ai nazionalisti un governo in grado di aumentare il prestigio internazionale dell'Italia; per assecondare i gruppi industriali e finanziari; e per accontentare l'opinione pubblica, ritenendo necessario conquistare nuove terre per dare lavoro agli emigrati. Cambiò obiettivo: non più l’Etiopia ma la Libia. Nel 1911 l'Italia dichiarò la guerra alla Turchia che dominava la Libia e attaccò quest'ultima, la quale organizzò una forte resistenza.
  • Il trattato di Losanna e la conquista della Libia

    Il trattato di Losanna e la conquista della Libia
    L'Italia attaccò direttamente la Turchia occupando alcuni isole delle Sporadi che formarono il dominio italiano del Dodecaneso. I turchi, spaventati da un'incursione nello stretto dei Dardanelli, cedettero agli italiani, attraverso il Trattato di Losanna, il dominio sulla Libia.
    Gli unici a trarre vantaggi economici dalla campagna furono le banche, gli armatori e l'industria militare, mentre la sovranità dell'Italia sulla Libia rimase limitata alla fascia costiera per diversi anni.
  • Il suffragio universale maschile

    Il suffragio universale maschile
    Venne introdotto il suffragio universale maschile: i cittadini maschi di 21 anni potevano accedere al voto se avessero adempiuto gli obblighi del servizio militare o sapevano leggere e scrivere, in caso contrario tutti i cittadini maschi di 30 o più potevano comunque accedere il voto. Lo scopo di Giolitti era l'allargamento della base politica dello Stato Italiano e avvicinare due grandi movimenti di massa: i socialisti (dominavano il mondo operaio) e i cattolici (dominavano il mondo contadino).
  • Il Patto Gentiloni

    Il Patto Gentiloni
    Giolitti desiderava bloccare l'avanzata del Partito Socialista. Il partito liberale mise a disposizione una nutrita quantità di seggi per i candidati cattolici. Da parte sua, Vincenzo Gentiloni fu incaricato di passare al vaglio i candidati liberali, al fine di far confluire i voti dei cattolici su quelli di loro che promettessero di fare propri i valori sottolineati dalla dottrina cristiana e, parallelamente, di negare il proprio sostegno a leggi anticlericali.
  • La fine dell'età giolittiana

    La fine dell'età giolittiana
    La crisi economica e la guerra in Libia indebolirono notevolmente il governo. In questo contesto, Giolitti decise quindi dare le dimissioni, pensando che lo avrebbero eletto nuovamente dopo questo momento di tensione. Indicò come successore Antonio Salandra (politico conservatore), ma la situazione stava precipitando verso la Prima Guerra Mondiale, a cui Giolitti si opporrà, ma senza risultati. Finisce definitivamente così l'età giolittiana.
  • L'Italia fra neutralità e intervento

    L'Italia fra neutralità e intervento
    L'Italia era divisa tra neutralisti e interventisti, tra i primi c’erano Benedetto XV e Giolitti, quest'ultimo voleva dall’Austria Trento e Trieste in cambio della neutralità. I maggiori gruppi dei neutralisti erano i cattolici, i socialisti e i liberali giolittiani
    Gli interventisti erano prevalentemente nazionalisti, democratici, liberali conservatori e sindacalisti rivoluzionali. L'interventismo di sinistra volevano schierarsi a favore di Francia e Inghilterra per supportare paesi democratici
  • Period: to

    La tecnologia al servizio della guerra

    La nuova tecnologia bellica dettava una condotta dei combattimenti a distanza rendendo invisibili le sue vittime. Due eventi resero evidente il rapporto scienza-guerra
    La battaglia di YpresIl dell'Aprile 1915: si introdusse l'uso dei gas come arma inaugurando l’era delle guerre chimiche
    L'affondamento nel Maggio 1915 del transatlantico Lusitania con un sommergibile tedesco: sottomarino letale.
    L’aviazione insieme all’industria automobilistica ebbero anch'esse un importante impatto nel conflitto
  • L'attentato di Sarajevo e lo scoppio della guerra

    L'attentato di Sarajevo e lo scoppio della guerra
    Avviene a Sarajevo l'attentato compiuto da un giovane attentatore ultranazionalista serbo-bosniaco contro l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria-Ungheria. Il gesto fu assunto dal governo di Vienna come il casus belli che diede formalmente inizio alla prima guerra mondiale: appena un mese dopo l'uccisione, il 28 luglio l'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia. Si mobilitarono le alleanze con Russia e Germania. Doveva, in principio, trattarsi di una guerra lampo.
  • Period: to

    Austria, Germania, Russia, Francia e Inghilterra entrano in guerra

    Il 29 luglio lo zar Nicola II mobilita le sue truppe, risponde la Germania il 1° agosto dichiarando guerra alla Russia e la Francia interviene a fianco dell'alleato russo il 3 agosto. Il 4 agosto La Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania. Il giorno seguente L'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Russia e il Montenegro dichiara guerra all'Austria-Ungheria. L'Italia in tutto questo si divise tra neutralisti e interventisti senza quindi raggiungere una decisione unanime.
  • Period: to

    Prima Guerra Mondiale

    La prima guerra mondiale fu un conflitto inevitabile e prevedibile per le varie cause e tensioni che l'Europa, ormai nel XX secolo, aveva tristemente accumulato. Le cause politiche furono la rivalità Russia-Austria e Francia-Germania, i due blocchi che si erano creati e la crisi dell'impero ottomano. Le cause economiche, culturali e militari furono la gara tra Inghilterra-Germania per la crescita economica, il nazionalismo e le tesi razziste, l'esaltazione della guerra e la corsa agli armamenti.
  • Period: to

    Battaglia sul fiume Marna

    A soli 35km da Parigi le truppe tedesche vengono fermate da quelle francesi sul fiume Marna, sulle quali rive si scontrarono 2 milioni di uomini. Morirono circa 500000 unità tra francesi e tedeschi, ma ciò nonostante, nessuno dei contendenti riuscì ad avere la meglio.
  • La sconfitta definitiva della Serbia

    Con l'entrata in guerra della Bulgaria del 5 ottobre, la Serbia, ormai allo stremo, crolla sotto le spinte e la pressione delle truppe austro-bulgare nel novembre del 1915. Viene consequenzialmente occupata.
  • Il genocidio degli armeni

    Fu decisa dal governo turco la eliminazione sistematica della popolazione armena. Le cause di questo atto disumano sono collegabili direttamente al nazionalismo e all'intolleranza religiosa. Dopo la deportazione della popolazione armena ai confini del territorio turco venivano poi deportati a campi di concentramento. Si stima che il numero di persone morte si aggiri poco sotto il milione, quindi circa la metà degli Armeni presenti nel 1914 nell'impero ottomano.
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    Le battaglie dell'Isonzo

    L'esercito italiano non era ancora pronto a sostenere un conflitto così impegnativo ed erano evidenti le carenze tecniche e di armamenti. La conformazione del fronte, inoltre, non era ottimale per la difesa. Venne nominato generale Luigi Cadorna che si distinse per la durissima disciplina imposta ai soldati, tuttavia ancora legato a una visione ottocentesca della strategia militare. I quei 6 mesi di conflitto ci furono numerose perdite, ma gli schieramenti rimasero pressoché immobili.
  • Il patto di Londra

    Il patto di Londra
    Venne sottoscritto il patto di Londra, un trattato segreto che ignorava la volontà neutralista della maggioranza del Parlamento e che prevedeva che l’Italia entrasse in guerra con l’intensa in cambio di Trento e Trieste.
    Il 3 maggio l’Italia uscì dalla triplice alleanza. Il governo aumentò il clima di tensione incoraggiando manifestazioni. Dopo quelle "radiose giornate" Salandra ottenne dal re i pieni poteri e il 24 maggio venne dichiarata guerra all’Austria (non ancora alla Germania).
  • La Strafexpedition austriaca e la controffensiva italiana

    La Strafexpedition austriaca e la controffensiva italiana
    Le ruppe austriache attaccarono il punto debole della linea difensiva italiana penetrando nel territorio fino ad Asiago. L'offensiva si arrestò per l'intervento dei Russi sul fronte orientale dell'Austria e il 9 agosto Cadorna portò alla liberazione di Gorizia.
  • Period: to

    Le "spallate autunnali del Carso" e le trincee

    Si ritornò alla guerra di logoramento. Le trincee erano un'innovazione nell'arte della guerra che caratterizzò tutto il primo conflitto mondiale. I soldati vivevano in condizioni durissime con rischi di epidemie e malattie. La morte era diventata un evento quotidiano e la paura era penetrata nelle ossa dei soldati che ormai combattevano solo per attaccamento alla patria. Era evidente per la pressione psicologica e le condizioni misere che la guerra non potesse più essere oggetto di esaltazione
  • Period: to

    La battaglia di Verdun

    All'inizio del 1916, i Tedeschi prepararono un'offensiva contro le truppe francesi che provocò la morte di più di 500000 soldati. Le truppe alleate risposero con la battaglia delle Somme (tra il giugno e il settembre dello stesso anno) che consentì la tenuta del fronte francese, ma che risultò nella morte di altre 500000 truppe.
  • La svolta del 1917

    Il danneggiamento degli scambi commerciali con Francia, Italia e Inghilterra per la violenta guerra marina tedesca spinse gli Usa, nell'aprile del 1917, a entrare nel conflitto a fianco dell'Intesa. Nel marzo dello stesso anno il regime zarista fu rovesciato, venne proclamata la repubblica, tuttavia i tedeschi approfittando, penetrarono nel territorio russo. LA confusione portò alla rivoluzione d'ottobre, dove i comunisti guidati da Lenin assunsero il potere e decisero di uscire dalla guerra.
  • La disfatta dell'esercito italiano

    La disfatta dell'esercito italiano
    Con il ritiro dei russi sul fronte orientale, Austria e Germania concentrarono gli eserciti su quello italiano sfondando la linea di difesa a Caporetto. Le truppe austro-tedesche approfittarono della mal organizzata ritirata italiana penetrando in Italia per 150km e causando la morte di 400000 unità. La sconfitta ebbe ripercussioni politiche: fu formato un nuovo governo con a capo Vittorio Emanuele Orlando e la sostituzione di Cadorna con Armando Diaz che blocco l'avanzata nemica sul Piave
  • Verso la conclusione del conflitto

    Nel marzo del 1918 la Russia firma con la Germania la pace di Brest-Litovsk mentre le truppe tedesche tentano un'ultima offensiva in Francia che comunque viene respinta. In agosto il contingente tedesco si ritira infine dal territorio francese.
  • Period: to

    La fine della prima guerra mondiale

    All'inizio 1918 l'offensiva tedesca sul fronte occidentale si arenò contro la reazione delle truppe anglo-francesi che sconfissero l'esercito nemico nella battaglia della Marna e di Armiens. Crollarono così tutti i fronti degli Imperi centrali, il 29 settembre si arrese la Bulgaria; l'Ungheria, la Cecoslovacchia e la Iugoslavia si dichiararono indipendenti dall'Austria e Il 30 ottobre si arrese la Turchia. Il 9 novembre venne proclamata la repubblica in Germania la quale 2 giorni dopo si arrese
  • La conclusione del conflitto in Italia

    La conclusione del conflitto in Italia
    L’esercito austriaco venne sconfitto a Vittorio Veneto e costretto alla ritirata. Il successivo 3 novembre a Villa Giusti venne siglato l’armistizio che sanciva la vittoria dell’Italia e consequenzialmente la abdicazione del re Austriaco. Dei 5615000 soldati italiani che parteciparono al conflitto morirono circa 615000, escluse le morti dei civili per le esagerate limitazioni delle libertà personali come il razionamento di cibo, il rialzo dei prezzi e la difficoltà di ricevere cure di ogni tipo.
  • La nascita del Partito Popolare Italiano

    La nascita del Partito Popolare Italiano
    Papa Benedetto XV abrogò definitivamente e ufficialmente il non expedit, già inapplicato da tempo. Ciò permise la nascita del Partito Popolare Italiano, teorizzata già nel 1905 da don Luigi Sturzo come partito d'ispirazione cattolica, ma indipendente dalla gerarchia nelle sue scelte politiche. Emerse quindi nel mondo cattolico una nuova tendenza politica: la "democrazia cristiana".
  • Il vero vincitore della prima guerra mondiale: gli Stati Uniti

    Il vero vincitore della prima guerra mondiale: gli Stati Uniti
    Con la conclusione del conflitto il primato dell'Europa si era indebolito sia dal punto di vista politico che economico ed emergeva il ruolo mondiale degli Stati Uniti. Furono i principali creditori degli Stati Europei. Per questo motivo alla vigilia della guerra gli Stati Uniti dovevano 5 miliardi di dollari all'Europa, mentre nel 1919 l'Europa doveva 7 miliardi di dollari agli Stati Uniti.
  • Movimento di nuova cultura 新文化运动

    Movimento di nuova cultura 新文化运动
    Il 4 maggio del 1919 la ridefinizione delle idee e valori fu accompagnata da un dibattito parallelo che riteneva la tradizione confuciana responsabile dell’arretratezza cinese. I nazionalisti cinesi chiesero il rifiuto dei valori tradizionali e l’adozione degli ideali occidentali di Mr Science e Mr Democracy per rafforzare la nuova nazione. Chen Duxiu, uno dei leader del 新文化运动 riteneva che solo questi due potessero salvare la Cina dall’oscurità politica, morale e intellettuale in cui si trovava.
  • La Conferenza per la pace di Parigi

    La Conferenza per la pace di Parigi
    Fu una conferenza di pace organizzata dai paesi vincitori della prima guerra mondiale, impegnati a delineare una nuova situazione geopolitica in Europa e a stilare i trattati di pace con le potenze centrali uscite sconfitte dalla guerra. Da questi trattati la cartina d'Europa uscì completamente ridefinita, in base al principio della autodeterminazione dei popoli, concepito dal presidente degli Stati Uniti Wilson, nel tentativo di riorganizzare su base etnica gli equilibri del continente europeo.
  • Il movimento del 4 Maggio

    Il movimento del 4 Maggio
    Oltre 3000 studenti di Pechino scesero in piazza Tian’anmen per protestare contro la decisione di Versailles e la debolezza diplomatica della Cina. Proteste simili scoppiarono in diverse altre città, tra cui Shanghai e Nanchino. A giugno, furono organizzati scioperi sindacali e la chiusura di alcuni negozi rese più tesa la situazione. I disordini continuarono fino a quando il governo di Pechino non aderì ad alcune delle richieste dei manifestanti.
  • L'umiliazione cinese a Versailles

    L'umiliazione cinese a Versailles
    Il trattato di pace di Versailles ignorò completamente gli interessi della Cina e polverizzò le aspettative riposte dagli intellettuali cinesi in un possibile riscatto delle condizioni umilianti imposte dalle potenze straniere nell’800 con i trattati ineguali. Il governo cinese accettò tuttavia i termini del trattato di Versailles che seguiva le 21 richieste del Giappone. Questa decisione infiammò ulteriormente le proteste che sfociarono nel "Movimento del 4 maggio".
  • Il trattato di Versailles

    Il trattato di Versailles
    Parteciparono gli stati vincitori con, ognuno, richieste precise. L’italia chiese gli ingrandimenti territoriali promessi dall'intesa, ma ottenne meno del previsto: Trento, Trieste, l’alto Adige e il Venezia Giulia. Non ottenne i territori in Dalmazia e Albania perché gli altri stati ritenevano che la concessione violasse il principio di autodeterminazione. Questo comportamento causò enormi proteste e risentimento nei confronti degli alleati.