L'Italia tra fine XIX e inizio XX secolo

  • Period: to

    Età dell'Imperialismo

    Coniato in Francia al seguito della politica espansionistica di Napoleone III, il termine fu successivamento utilizzato per indicare il periodo di conquista territoriale degli stati europei, del Giappone e degli Stati Uniti. La corsa alla colonizzazione portò alla notevole estensione dei confini nazionali e dell'area degli Stati con la formazioni di Imperi. Questo fenomeno fu supportato dall'ideologia razzista della supremazia europea con il mito del "fardello dell'uomo bianco".
  • Period: to

    Politica di equilibrio di Bismarck e creazione della Triplice Alleanza

    Al seguito dell'unificazione tedesca e della vittoria con la Francia, la Germania acquisì un ruolo di maggiore importanza nella politica europea. Il cancelliere tedesco che riuscì a gestire per un ventennio una pace piena di tensioni fu Bismarck. Non solo risolse i conflitti con la Francia e le rivendicazioni nazionaliste sui Balcani dell'Austria e della Russia, ma intraprese diversi accordi internazionali. Il più rilevante è la Triplica Alleanza del 1882 con l'Italia e l'Austria.
  • Period: to

    Seconda Rivoluzione Industriale e Società di Massa

    La società di massa è l'insieme omogeneo di individui che vivono in un agglomerato urbano e che partecipano ai meccanismi dell'economia di mercato. Con comportamenti quotidiani uniformati secondo modelli generali, ogni cittadino fa parte di una società omogenea nata al seguito della Seconda Rivoluzione Industriale. Quest'ultima comportò anche l'affermazione della democrazia e la diffusione di benessere.
  • Period: to

    Belle Époque

    Periodo di grandi scoperte scientifiche e cambiamenti sociali. Ricordato per l'intervallo di "pace e benessere", nasconde la nascita di sentimenti nazionalisti e razzisti principalmente di natura xenofoba e antisemita. Termina con l'inizio dell Prima Guerra Mondiale.
  • Period: to

    Grande Depressione

    Periodo di crisi per l'economia internazionale. Diversi Stati iniziarono ad applicare un capitalismo organizzato favorendo l'economia nazionale attraverso il protezionismo (imponendo tariffe doganali su prodotti esteri), commesse statali e una politica imperialista.
  • Period: to

    Prima Emigrazione Italiana

    Al seguito di una carenza di lavoro nell'Italia meridionale, molti contadini e lavoratori si spostarono al nord per il conseguimento di uno stile di vita più favorevole. Nel settentrione, con lo svilppo di città e il decollo economico, affluirono moltissimi cittadini, circa il 20% della popolazione italiana, in cerca di lavoro.
  • Seconda Internazionale socialista

    Seconda Internazionale socialista
    I principali partiti socialisti europei si riunirono a Parigi per l'approvazione di importanti decreti. Al contrario della Prima Internazionale, che puntava alla costruzione di una classe unitaria, questo congresso si propose come una federazione di partiti nazionali autonomi. Si delinearono due tendenze, quella revisionista/socialdemocratica, riformista e contro la rivoluzione, e quella ortodossa/rivoluzionaria, pronta a combattere per l'eliminazione delle classi (visione marxista).
  • Non expedit

    Non expedit
    Divieto per i cattolci, sancito nel 1874 da Pio IX, di partecipare alla vita politica (dopo che lo Stato italiano aveva usurpato il potere papale). Con il passare del tempo, la proibizione fu ridotta, lasciando la libertà di voto ai fedeli, impedendo però la creazione di partiti. Con l'enciclica Rerum Novarum del 1891, i cattolici potevano impegnarsi politicamente attraverso l'Opera dei Congressi. Sorsero cooperative bianche e fu fondata l'Azione Cattolica. Il divieto fu abolito nel 1919.
  • Fondazione del Partito Socialista Italiano (Partito dei Lavoratori Italiani)

    Fondazione del Partito Socialista Italiano (Partito dei Lavoratori Italiani)
    Con una sempre maggiore presenza della classe operaia, il partito si divideva in riformisti e massimalisti. I primi, guidati da Filippo Turati, prevedevano una trasformazione graduale della società attraverso riforme. I massimalisti, con a capo Benito Mussolini, miravano alla rivoluzione. Giolitti incluse nel suo governo i riformisti, ma l'insanibile divario ideologico all'interno del partito provocò una violenta guerra tra le due fazioni, spesso vinta dai massimalisti.
  • Period: to

    Rivoluzione Industriale Italiana

    La rivoluzione industriale portò: grandi miglioramenti nell'industria siderurgica, elettrica e meccanica; lo sviluppo nel settore tessile con l'industria del cotone; la formazione del triangolo industriale (Torino, Milano e Genova), e delle principali banche miste, fondate con l'aiuto di capitali esteri. L'importante sviluppo economico e industriale fu attuato dal governo di Giolitti e favorito dalla politica protezionista, già effettuata da altri Stati europei.
  • Dibattito politico e sociale

    Alla luce dei notevoli cambiamenti avvenuti alla fine del XIX secolo, il dibattito ideologico politico si concentrava principalmente sulla questione sociale. I principali partiti si dividevano in: liberali (esaltavano l'iniziativa economica individuale), conservatori (erano contrari alle rivendicazioni dei contadini e operai ed erano propizi all'oppressione degli scioperi), socialisti (favorevoli alle rivolte delle classi oppresse) e la Chiesa (mirava ad una collaborazione pacifica).
  • Period: to

    Seconda emigrazione Italiana (o Grande Emigrazione)

    Coincidente con l'Età Giolittiana, rappresenta la seconda fase dell'emigrazione italiana. In brevi 14 anni, 9 milioni di italiani si trasferirono all'estero. In seguito a diversi episodi di intolleranza tra gli Stati Europei, la meta predefinita diventò l'America.
  • Period: to

    La Età Giolittiana

    Il periodo fu caratterizzata da una crescita economica e sociale, e si svolse verso il termine della Belle Époque. La figura di Giovanni Giolitti detiene riflessioni e memorie assai discordanti. La visione comune dell'uomo lo definiva come una persone altamente preparata per amministrare lo Stato. La sua più notevole capacità risiedeva nel buon senso. La sua furbizia lo portava ad attendere prima di dare un qualsiasi orientamento politico, per evitare conflitti da qualsiasi schieramneto.
  • Il Manifesto del futurismo

    Il Manifesto del futurismo
    Il Futurismo è un movimento d'avanguardia nato in Italia e diffuso a livello internazionale. Il manifesto, scritto da Filippo Tommaso Marinetti, esprime la violenza distruttiva del passato ed esalta la nuova "civiltà della macchina" e le possibilità aperte da scoperte e invenzioni scientifiche.
  • L'Italia dichiara guerra alla Turchia per la conquista della Libia

    L'Italia dichiara guerra alla Turchia per la conquista della Libia
    La Libia, situtata davanti le coste siciliane, divenne il nuovo obiettivo della politica coloniale giolittiana. L'Italia voleva acquistare prestigio a livello internazionale. La conquista mirava non solo a soddifare gli interessi finanziari dei diversi gruppi industriali ma anche ad annettere nuove terre da destinare ai bracciati disoccupati. Dopo l'iniziale presa delle principali città, la forte ribellione libica costrinse l'Italia a cambiare strategia, attaccando direttamente la Turchia.
  • Suffragio universale maschile

    Suffragio universale maschile
    L'estensione del diritto di voto comportò la nascita del partito politico di massa. La formazione di organizzazioni sindacali a livello nazionale (come in Italia la Confederazione Generale dei Lavoratori del 1906) rappresentò il più grande fenomeno di associazionismo della storia Europea. Queste associazioni spesso utilizzavano lo sciopero come strumento di forza per le loro rivendicazioni.
  • Trattato di Losanna

    Trattato di Losanna
    Dopo la resistenza incontrata in Libia, l'Italia decise di attaccare la Turchia. Con la marina nell'Egeo, l'Italia conquistò alcune isole delle Sporadi (creando il Dodecaneso), con Rodi come capoluogo. I Turchi, con il timore della presa dello stretto dei Dardanelli, cedettero la Libia con il Trattato di Losanna. Dopo le ingenti spese per la guerra, la Libia si "rivelò" essere un deserto arido, privo di ogni ricchezza. L'unico beneficio per l'Italia fu l'occupazione della costa libica.
  • Patto Gentiloni

    Patto Gentiloni
    Patto stipulato tra Giolitti e l'Unione Elettorale Cattolica, presieduta da Vincenzo Gentiloni, in base al quale il primo, in cambio del voto dei Cattolici (che gli consentì di vincere le elezioni del 1913), si impegnava a difendere le ideologie della chiesa di quel tempo.
  • Inizio Prima Guerra Mondiale

    La causa apparente dell'inizio della guerra fu a Sarajevo, con l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco. Il sicario dell'attentato fu un nazionalista serbo. Quest'ultimo diede l'occasione all'Austria di dichiarare il 28 luglio 1914 guerra alla Serbia. Lo scontro si trasferì su piano europeo con il coinvolgimento delle alleanze. La Germania dichiarò guerra alla Francia e Russia, successivamente intervenne la Gran Bretagna.
  • Settimana Rossa

    Settimana Rossa
    Dopo la catastrofe della Libia, il governo giolittiano uscì indebolito. Le critiche al Capo di Stato aumentavano, così come le difficotà economiche del Paese. Giolitti diede le dimissioni, indicando Antonio Salandra come degno successore. Quest'ultimo, ignorando completamente la politica del suo predecessore, al seguito di manifestazioni popolari nelle Marche e in Romania, fece scoppiare violenti disordini capitanati dai socialisti, da cui il nome settimana rossa.
  • Cause remote della prima guerra mondiale pt.1

    Diversi episodi e motivazioni anticiparono la prima guerra mondiale. Le cause si distinguono principalmente in politiche, economiche, militari e culturali. Tra i due blocchi che dividevano l'Europa, la Tiplice Alleanza (Germania, Austria e Italia) e la Triplice Intesa (del 1907, Francia, Rusisia e Gran Bretagna), vi erano diverse tensioni in seguito alla contesa del Marocco e alle rivendicazioni nell'area balcanica.
  • Cause remote della prima guerra mondiale pt.2

    Le cause economiche più importanti sono rappresentate dalla rivalità tra Germania e Gran Bretagna, anche in relazione alle colonie, e dalla necessità delle potenze industriali di espandere il prorpio mercato. Le cause militari derivano principalmente dalla corsa agli armamenti nei paesi europei più industrializzati. Infine tra le cause culturali sono presenti il nazionalismo e l'applicazione del darwinismo, trasformato in questo caso nella lotta per la sopravvivenza delle nazioni.
  • Neutralità dell'Italia

    L'Italia inizialmente dichiarò la sua posizione neutrale in quanto la Triplice Alleanza entrava in vigore solo in caso di una guerra di difesa. In Italia si opposero neutralisti e interventisti. I primi, maggioranza della popolazione e del parlamento, erano composti da cattolici, liberali e socialisti. Gli interventisti, in minoranza, comprendevano alcune figure di rilievo dell'epoca, come ad esempio Gabriele D'Annunzio.
  • Le trincee e Guerra di posizione

    Le trincee e Guerra di posizione
    La guerra fu caratterizzata dall'uso di trincee, ovvero fossati nel terreno più o meno profondi, utili come copertura dal fuoco nemico. Non si trattò di una guerra di movimento ma di posizione. Le condizioni igieniche e mentali dei soldati erano spesso portate al limite. Vi era sempre l'incombente minaccia di un attacco nemico.
  • Period: to

    Fronte Italiano

    L'esercito italiano, poco organizzato e munito di armamenti per affrontare una guerra, venne affidato nelle mani del generale Cadorna. Iniziò la guerra contro l'Austria sulle linee di confine, in un territorio molto difficile da difendere. Dopo le prime quattro Battaglie dell'Isonzo l'esercito austriaco fece la sua avanzata e si arrestò ad Asiago. Successivamente, con la strategia di Cadorna, l'esercito italiano ebbe successo nella liberazione di Gorizia.
  • Il Patto di Londra

    Il Patto di Londra
    Patto segreto tra il governo italiano, non appoggiato dal Parlamento, e la Triplice Intesa. L'Italia entrò in guerra con la promessa di acquisizione di determinati territori in caso di vittoria.
  • Disfatta di Caporetto

    Disfatta di Caporetto
    Gli austriaci con un'ingente forza militare tedesca riuscirono a sfondare le difese italiane a Caporetto. Le consequenze furono tragiche, una perdita di 400.000 soldati e 150 chilometri di territorio. Fu fondato un nuovo governo con a capo Vittorio Emanuele Orlando. Il generale Cadorna fu sostituito da Armando Diaz, che si stabilì sul fiume Piave dove il 12 novembre vennero bloccati gli austriaci.
  • Armistizio di Villa Giusti

    Armistizio di Villa Giusti
    Dopo la battaglia di Vittorio Veneto del 29 ottobre 1918, dalla quale l'Italia uscì vincitrice, l'Austria firmò il 3 novembre un armistizio nei pressi di Padova. L'imperatore Carlo I abdicò e in Austria venne fondata una repubblica.
  • Conferenza per la pace di Parigi

    Conferenza per la pace di Parigi
    Conferenza presieduta dagli stati vincitori per decidere la sorte dei perdenti, che vennero convocati solo per la firma finale dei trattati. L'Italia ottenne parte dei territori promessi, tra cui il Trentino, l'Alto Adige, Trieste e Venezia Giulia, ma non i territori stipulati dal patto di Londra, come quelli in Albania, Dalmazia e Turchia annessione della città di Fiume.