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In Inghilterra nasce la prima associazione per il riconoscimento del diritto di voto alle donne, la National Society for Women’s Suffrage, le cui aderenti ricevettero l'appellativo di "suffragette". -
John Stuart Mill fu uno dei primi intellettuali liberali a esporre l'idea della parità di diritti fra uomini e donne per una società civile e progredita.
Nell'800 il pensiero socialista che si stava diffondendo in Europa affermava l'uguaglianza di genere, ma il tema era subordinato a una critica radicale della società e della famiglia borghese. Temi affrontati da Karl Marx nelle sue opere giovanili (1843-1848). -
Nonostante nel corso del XIX° secolo le rivendicazioni sociali e salariali erano più diffuse rispetto a quelle di genere, il congresso internazionale per i diritti delle donne mette in evidenza l'esistenza di un coordinamento internazionale dei movimenti per la conquista dei diritti delle donne.
Tra le animatrici del congresso vi fu l'Italiana Anna Maria Mozzoni. -
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Nata nel 1858 a Manchester, Emmeline Pankhurst entrò in polemica con la National Society for Women's Suffrage ritenendo di dover estendere la lotta oltre il diritto di voto, per giungere all'abbattimento della diseguaglianza di genere attraverso la radicalizzazione delle azioni e delle rivendicazioni. Nel 1903 venne fondata la Women's Social and Political Union (WSPU), il cui motto era "deeds, not words". L'organizzazione venne duramente repressa anche a causa dell'utilizzo di azioni di forza. -
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Con l'inizio della prima guerra mondiale la WSPU decise di interrompere le proprie azioni di protesta e supportare il governo britannico. Durante il conflitto le donne andarono a sostituire nei luoghi di lavoro gli uomini al fronte, arrivando così ad assumere ruoli di primaria importanza nella società. L'apporto delle donne nel corso del conflitto accrebbe notevolmente la loro considerazione nei rapporti di genere. -
Al termine della prima guerra mondiale il governo britannico concesse per la prima volta il diritto di voto alle donne sposate con un'età superiore ai 30 anni.
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Il decreto legislativo del 10 marzo 1946, n.74 stabilì l'eleggibilità per l'Assemblea costituente delle elettrici e degli elettori con almeno 25 anni. Nelle elezioni amministrative e nelle consultazioni del 2 giugno del 1946 le donne votarono in Italia per la prima volta. -
Sebbene il decreto legislativo del 1 febbraio 1945, n.23 estendeva il diritto di voto a tutte le donne italiane sopra i 21 anni, rimasero escluse dal voto, fino al 1947, le prostitute "vaganti".
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La Costituzione della Repubblica Italiana afferma, all'articolo 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. -
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono
agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà
enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni dirazza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra
condizione.