Arte Moderna (Manierismo)

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  • 1364

    Battaglia di Cascina

    La battaglia di Càscina[2] è un fatto d'armi avvenuto il 28 luglio 1364 tra le truppe pisane e quelle fiorentine in cui queste ultime vinsero, causando ai Pisani notevoli danni.
  • 1409

    Donatello, David marmoreo, Bargello

    Donatello, David marmoreo, Bargello
    Mano sul fianco come l'alabardiere.fase giovanile.
    Destinata a un contraforte della tribuna esterna di SMDF, ma spostasta nel 1416, acquistata dalla Signoria e trasportata a Palazzo Vecchio. Importante era infatti il significato politico: simbolo di indole indomita e libertaria della Repubblica di Firenze che, non a caso, commissionò anche il David di Michelangelo.
    iscrizione ai piedi: «Gli dei danno sostegno per la patria ai combattenti arditi anche contro i nemici più temibili.»
  • 1440

    Battaglia di Anghiari (AR)

    Battaglia di Anghiari, (1440): vittoria sulle truppe di Filippo Maria Visconti, comandati da Niccolò Piccinino.
  • 1440

    Donatello, David bronzeo,1440? Bargello,

    Donatello, David bronzeo,1440? Bargello,
    Cosimo il Vecchio. 1469,nel cortile di casa Medici per le nozze di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini, su una colonna di marmi policromi,perduta, di Desiderio da Settignano.
    Nel 1495 II cacciata dei Medici, venne trafugato dalla folla e trasportato in palazzo Vecchio, quale simbolo della libertà repubblicana e messo nel primo cortile. Stessa sorte della sua Giuditta e Oloferne, più tarda, una sorta di pendant.
    Cosimo I, nel 1555, lo pose in nicchia esterna sulla facciata del palazzo
  • 1453

    Da Donatello, Madonna di Verona, Victoria and Albert Museum

    Da Donatello, Madonna di Verona, Victoria and Albert Museum
    This stucco relief features a composition that enjoyed great popularity in the 15th century,after a version in stucco (formerly pigmented) on the outside of a house at the corner of the Vicolo delle Fogge in Verona. The surviving casts depend from a model by Donatello that is likely to have been produced during his stay at Padua, probably between 1447 and 1453. Riprodotta in stucco e in terracotta
  • 1455

    Donatello (copia da), Madonna di Verona, Museo di Castelvecchio

    Donatello (copia da), Madonna di Verona, Museo di Castelvecchio
    prototipo per Berruguete(Madonna Loeser) individuato da Fiorella Sricchia Santoro nella Madonna di Verona di Donatello (1455), i cui calchi erano giunti fino a Firenze. Stesso gomito tagliente e squadrato, posizione delle dita della mano sinistra con fare “polipesco”. Riproduzioni in stucco e in terracotta policromi.
  • 1460

    Madonna Duddley, Donatello

    Madonna Duddley, Donatello
    attribuita un tempo a Desiderio da Settignano,(stiacciato alabastrino, finissimo), riportata a Donatello da Caglioti e ricondotta al Tabernacolo di Piero Del Pugliese, dipinto su tavola di Fra’Bartolomeo del 1500, che l'avrebbe coperta. Devozione privata, formato piccolo, diffuso nella Firenze del Quattocento. A inizio Cinquecento è di moda studiare i rilievi quattrocenteschi, lo fa Raffaello, lo fa Pontormo, lo fa Michelangelo.
  • 1475

    Verrocchio, David bronzeo, Bargello, 1472-75

    Verrocchio, David bronzeo, Bargello, 1472-75
  • 1479

    Rossellino Bernardo o Antonio, David di casa Martelli,1461-79, Washington NG

    Rossellino Bernardo o Antonio, David di casa Martelli,1461-79, Washington NG
    attribuito a Donatello, oggi a Bernardo e Antonio Rossellino. Databile dal 1461 al 69, alla NG di Washington. è nel ritr di Ugolino Martelli, ambientato nel cortile del Palazzo
  • 1492

    Michelangelo,Battaglia dei Centauri,1492,Casa Buonarroti

    Michelangelo,Battaglia dei Centauri,1492,Casa Buonarroti
    l’intreccio di figure, tipico del tema del Rapimento o della Lotta. La battaglia era tema principe della Firenze del Quattrocento, dalla Battaglia di Nudi del Pollaiolo alla Battaglia di Centauri di Michelangelo del 1492, in casa Buonarroti:
    rottura dell’equilibrio, nuovi baricentri,
    occasione per rappresentare il corpo maschile nudo in sforzo.
    anni della formazione al giardino di San Marco, per Lorenzo il Magnifico.per Condivi sarebbe il Ratto de Deianira e la zuffa de Centauri:qualche donna
  • 1498

    Fra Bartolomeo(1473-1517)Ritratto di Girolamo Savonarola1498 circa, olio su tavolaFirenze, Museo di San Marco

    Fra Bartolomeo(1473-1517)Ritratto di Girolamo Savonarola1498 circa, olio su tavolaFirenze, Museo di San Marco
    Fra Bartolomeo(1473-1517)Ritratto di Girolamo Savonarola1498 circa, olio su tavolaFirenze, Museo di San Marco
  • 1503

    Andrea Sansovino, Battesimo di Cristo

    Andrea Sansovino, Battesimo di Cristo
    Commissionato nel 1502 da Soderini, nel 1503 il marmo è consegnato alla sua bottega. Collocato sulla porta del Paradiso nel Battistero, pretesto per esibire il nudo che rappresentava la valorizzazione del corpo umano, divenendo subito un cardine della scultura rinascimentale, di lì a poco seguito dalla statua del David del giovane Michelangelo, che il Sansovino, facente parte della apposita commissione, contribuì a deliberare che fosse collocata nella Piazza della Signoria.
  • 1503

    Michelangelo, David

    Michelangelo, David
    Commissione di Soderini ereditata da Michelangelo dall’estate 1501; da colloc in uno dei contrafforti di smdf. Blocco già sbozzato da Agostino di Duccio nel 1463-64 e poi da Antonio Rossellino nel76.
    Terminato a metà 1503. A inizio 1504 comm di esperti per deciderne la collocazione. è l’eroe biblico che guidato dalla fiducia in Dio sconfigge il nemico imbattibile; simbolo repubblicano. Si sceglie il selciato del Palazzo dei Priori. Nel 1495 vi era la Giuditta(medicea), spostata sotto la Loggia
  • 1503

    Mariotto Albertinelli, Visitazione, Uffizi

    Mariotto Albertinelli, Visitazione, Uffizi
    Tutto è calibratissimo sia compositivamente che cromaticamente. Loggia in pietra serena con decorazione a grottesche con candelabre alla maniera antica. Artista di transizione tra Perugino e la generazione successiva. Precede di poco il Tondo Doni, con cui si riscontra un'analogia cromatica del giallo aranciato del manto di Elisabetta e il tessuto di cotone di Giuseppe. Volontà di dare forza ai colori puri.
  • 1504

    Leonardo, studio per la Battaglia di Anghiari

    Leonardo, studio per la Battaglia di Anghiari
    Leonardo da Vinci (1452-1519)Studio di testa per la battaglia di Anghiari1504 circa, matita rossa, matita nera su carta biancaBudapest, Szépmüvészeti Museum
  • 1504

    Leonardo, Battaglia di Anghiari

    Comm. di Soderini; a inizio 1504, cartone nella sala del Papa in Santa Maria Novella.
    Leo era interessato alla trasformazione delle fisionomie in espressioni selvagge, violente, sdegnose, rabbiose, forti. Emozioni che raccomanda di esprimere (Trattato della pittura) negli uomini e nei cavalli (antropomorfizzati).
    gran parte completata, ci aveva lavorato per un anno con 6 assistenti. Sperimenta una tecnica nuova, ma il dipinto cola, danni parte alta. Coperta dagli affreschi di Vasari 1557
  • 1504

    Michelangelo, Battaglia di Cascina

    Poco dopo la commissione a Leonardo, Soderini chiamò Michelangelo per la battaglia di Cascina (1364, vittoria sui Pisani). Studio del corpo maschile nudo, sotto sforzo: la battaglia è l’occasione ottima per questo, e il bagno consente la nudità. Michelangelo aveva realizzato il cartone nella Sala del Maggior Consiglio, ma, richiamato a Roma per la Tomba di Giulio II, nel 1505 lasciò Firenze.
  • 1504

    Michelangelo, Tondo Pitti

    Michelangelo, Tondo Pitti
    bassorilievo marmoreo (85x82 cm) di Michelangelo, eseguito tra il 1503 e il 1504 circa e collocato al Bargello. Longhi 53 lo vede come modello della Madonna del 1510 di Berruguete, per le anatomie
  • 1504

    Durer, nativita di Maria, 1504,GDSU

    Durer, nativita di Maria, 1504,GDSU
  • 1505

    Michelangelo, Nudo di schiena, penna e matita nera

    Michelangelo, Nudo di schiena, penna e matita nera
    Michelangelo Buonarroti (1475-1564)Nudo di schiena1504 – 1505 circapenna, tracce di matita neraFirenze, Casa Buonarroti
  • 1505

    Andrea Sansovino, Tomba di Ascanio Sforza, 1505,SMdel Popolo, Presbiterio

    Andrea Sansovino, Tomba di Ascanio Sforza, 1505,SMdel Popolo, Presbiterio
    Una delle prima introduzioni del demi-gisant.
    a SINISTRA, Di fronte al monumento di Girolamo Basso Della Rovere, altro benefattore della chiesa
  • 1506

    Aspertini, Sepoltura di Valeriano e Tiburzio, Oratorio di S. Cecilia, 1505-06

    Aspertini, Sepoltura di Valeriano e Tiburzio, Oratorio di S. Cecilia, 1505-06
    Storie di Cecilia (II-III sec.) e Valeriano, suo marito (177-229).
    Vicinanza all’Antico: il sarcogafo vi è ispirato, ma rivisitato secondo le necessità della sua ricerca.
    È tutto in bilico, come su un piano inclinato, niente è ortogonale. Altro martire sul proscenio con testa sul rocco di colonna; altri elementi macabri su rocco di colonna.
    Antico trasmutato per costruire questo spazio capriccioso.
  • 1506

    Raffaello, Madonna Estherhazy, Budapest,

    Raffaello, Madonna Estherhazy, Budapest,
    Come Michelangelo, anche Raffaello studia l'antico, ma lo rende in modo più soffuso e loi veste alla moderna. Realizzata nel periodo fiorentino, anni di forte revival dell'antico. Torsioni non esagerate, ma presenti. La Madonna sembra ispirarsi all'Afrodite accovacciata, scultura bronzea di età ellenistica di Doidalsa, databile al 250 a.C. circa e oggi nota solo da copie di epoca romana,
  • 1506

    Ritrovamento del Laocoonte a Roma

    Ritrovamento del Laocoonte a Roma
    scoperto il 14 gennaio 1506 scavando in una vigna sul colle Oppio di proprietà di Felice de Fredis, nelle vicinanze della Domus Aurea di Nerone, alla presenza di Michelangelo e Giuliano da Sangallo); CONCORSO 1510 DEL MODELLO IN CERA A GRANDEZZA NATURALE PER COPIARLO IN BRONCO.
    (il Laocoonte stesso è probabilmente una copia romana di I a.C. – I d. C. di un originale bronzeo ellenistico del 150 a. C.).
  • 1507

    Michelangelo, Tondo Doni

    Michelangelo, Tondo Doni
    In genere datato al 1504, Matrimonio di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi. Michelangelo dà l’avvio alla maniera moderna per la cromia e per la postura (contorta, ad incastro nella piramide). È florilegio di citazioni dalla scultura antica: Vasari vi riconosce il Laocoonte, l’Ercole e il Torso del Belvedere.
    I nudi nell’emiciclo: figura col contrapposto delle gambe rimanda all’Apollo del Belvedere. Ha studiato i sarcofagi classici nel giardino di S.Marco.SHEARMAN:fiamma della scult successiva
  • 1507

    Michelangelo, Tondo Doni 2

    Michelangelo, Tondo Doni 2
    la figura che si divincola rimanda al Laocoonte. Il divincolarsi di Giuseppe potrebbe rimandare al Torso.cornice: simboli araldici degli Strozzi, dei Del Tasso.
    Matrimonio Doni: 31/01/1504, ma il Laocoonte fu scoperto nell’aprile del 1506 (visto a Roma). Allora potrebbe essere la nascita di Maria l’8 settembre 1507.
    Il Bambino: esaltazione dell’infante. Divina famiglia di giocolieri (Longhi). Le figure nude evocano il Battesimo del vecchio uomo che diventa Uomo nuovo, inoltre c’è il Battista.
  • 1507

    Raffaello, Sacra Famiglia Canigiani, Monaco, Alte P.

    Raffaello, Sacra Famiglia Canigiani, Monaco, Alte P.
    alla composizione si ispirerà Berruguete per dipinto 1517.
  • 1507

    Andrea Sansovino, Tomba di Girolamo Basso, 1505,SMdel Popolo, Presbiterio

    Andrea Sansovino, Tomba di Girolamo Basso, 1505,SMdel Popolo, Presbiterio
    Una delle prima introduzioni del demi-gisant.
    A DESTRA, Di fronte al monumento di Ascanio Sforza, altro benefattore della chiesa
  • 1508

    Raffaello, Madonna Tempi, Monaco AP, 1508

    Raffaello, Madonna Tempi, Monaco AP, 1508
    Ridotta (71 cm). Negli anni fiorentini, poco prima di Roma. Deriva dalle Madonne di Donatello.
    L'ideale di perfezione artistica non prescinde mai in Raffaello dalla naturalezza.
    Il riferimento all’Antico e a Perugino non è mai scisso dal rapporto con la Natura: rapporti proporzionali tra le parti e con lo spazio.
    Equilibrio armonico senza accidenti, senza macchia.
    Affetto tra i due, sguardo sereno di Gesù e di Maria verso di lui.
    Paesaggio lacustre, definito in senso topografico.
  • 1508

    Berruguete a Roma, poi a Firenze

    Entro il 2 luglio 1508 giunge ventenne a Roma (dove sicuramente conosce Michelangelo) un’età in cui un pittore era già formato (Rosso a 17 anni era già a lavorare nel Chiostro dei Voti!).
    2/07 Michelangelo scrive una lettera da Roma a Firenze al fratello Buonarroto in cui gli chiede di raccomandarlo x vedere la Battaglia.
    lettera 29/07 Michelangelo è “quasi contento” che gli sia stato negato l’accesso alla Battaglia. Potrebbe essere stato, come spesso gli spagnoli, petulante e insistente.
  • 1509

    Aspertini 1508-09,Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Agata, Margherita e Sebastiano, Lucca, San Frediano

    Aspertini 1508-09,Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Agata, Margherita e Sebastiano, Lucca, San Frediano
    CONTROFACCIATA . Date precoci, ribellione a F,C classicisti.
    Impianto classico di SC, come F,C, ma Scompare l’inquadramento architettonico:
    contro il cielo intorno alla vergine;piedistallo con drappo teso da non si sa cosa:
    immagine rustica, non particolarmente sacra; posizioni innaturali, il contrapposto in disequilibrio, affettazione di SM, mano al petto ma lei è lì per caso” come espressione del volto.
    Sebastiano trafitto da frecce “esornative”. Ductus tende all’indefinito come Pontormo.
  • 1510

    Pala del Gran Consiglio, Fra Bartolomeo, Museo di San Marco

    Pala del Gran Consiglio, Fra Bartolomeo, Museo di San Marco
    commissionata nel 1498 a Filippino Lippi da Pier Soderini, per decorare l'altare su un lato della recentemente costruita Sala del Gran Consiglio (lato opposto alle due Battaglie). Morto nel 1504, che non l'aveva neanche avviata,passò a Fra Bartolomeo dal 1510, finito il disegno nel 13. Caduta del governo repubblicano, coi Medici l'artista temporeggiò. La pala restò quindi sempre allo stato del disegno preparatorio, già definita nelle ombreggiature ma priva di colore
  • 1510

    Giovan Francesco Rustici, Combattimento, terracotta; Bargello

    Giovan Francesco Rustici, Combattimento, terracotta; Bargello
    (amico di leonardo): realizza battaglie secondo i dettami del suo Trattato della pittura (cominciato a Firenze nel 1508)
    “farai alcuni cavalli strascinar morto il loro signore…scoprano i denti di sopra…volgersi al nemico con morsi e graffi, far crudele ed aspra vendetta”
    Sembra una versione in terracotta della zuffa dello stendardo.
  • 1510

    Jacopo Tatti detto il Sansovino; Cavaliere che calpesta un vinto1506-1510, terracotta con tracce di doraturaFirenze, Museo Horne

    Jacopo Tatti detto il Sansovino; Cavaliere che calpesta un vinto1506-1510, terracotta con tracce di doraturaFirenze, Museo Horne
    Jacopo Tatti detto il Sansovino(1486-1570)Cavaliere che calpesta un vinto1506-1510, terracotta con tracce di doraturaFirenze, Museo Horne
    Rimane sconvolto da Leonardo anche il ben più classicheggiante Jacopo Sansovino: cavaliere che calpesta un vinto, Museo HOrne, 1506-10, terracotta con tracce di doratura per nobilitare il materiale. Dimostra lo studio di Leonardo, anche quello del Monumento Sforza; figura sotto il cavallo
  • 1510

    Berruguete, Madonna col Bambino, Uffizi

    Berruguete, Madonna col Bambino, Uffizi
    la Becherucci la attribuisce a lui nei 50s. Caglioti ne individua poi il precedente donatelliano:Madonna di S. Maria degli Umili, di cui è nota una versione 500esca in pietra serena al Bode:identiche le pose, mani della Madonna. Inventariata nel 1665-66 a Pitti come Rosso. Longhi53"Comprimari spagnoli della Maniera italiana" vi vede modello sia donatelliano che michelangiolesco (anatomie del Tondo Pitti). Nel 1510 potrebbe essere stato di nuovo a Roma, quando era scoperta la Sistina, x concorso
  • 1510

    artista toscano da Donatello, Madonna di S. Maria degli Umili

    artista toscano da Donatello, Madonna di S. Maria degli Umili
    al Bode Museum, versione cinquecentesca in pietra serena. Caglioti la individua come prototipo della madonna di Berruguete. circa coeva.
  • 1510

    Vasari, vita di Sansovino, concorso 1510 per il modello del Laocoonte

    “[Giulio II]: Zaccheria Zachi da Volterra, Alonso Berugetta spagnolo e [d]al Vecchio da Bologna (Domenico Aimo); i quali, quando tutti furono finiti, Bramante fece vederli a Raffaello", che fa vincere Sansovino".
    Berruguete sappiamo che aveva realizzato molte sculture lignee. Forse raccomandato da Michelangelo per dare fastidio al sodalizio Bramante-Raffaello.
  • 1510

    Scoperta parz. della Sistina

    Scoperta parz. della Sistina
  • 1511

    Andrea del Sarto, Viaggio dei magi, 1511, affr. Annunziata, Chiostrino dei Voti

    Andrea del Sarto, Viaggio dei magi, 1511, affr. Annunziata, Chiostrino dei Voti
    si vede l’intervento di Pontormo, magari su disegno e suggerimenti di Andrea. Nel gruppo di destra: uniformità; a sinistra la folla è bilanciata dalla potenza di una sola figura che si volta verso il riguardante che entra: giovane con mantello ridondante che lo intabarra, un cappello dalla falda larga, da una fierezza e monumentalità non presenti nel coro armonico di destra (Natali). Eloquenza nella ridondanza dei panneggi.
  • 1511

    Albrecht Durer, Resurrezione, xilografia della Piccola Passione

    Albrecht Durer, Resurrezione, xilografia della Piccola Passione
    Riferimenti nordici totalizzanti nel 1523-25 alla Certosa del Galluzzo, affresco con la Resurrezione: riferimento palmare alle stampe di Durer: stesse pose del Cristo e del soldato a sinistra.
  • 1511

    Raffaello, Stanza della Segnatura, 1508-11

    Raffaello, Stanza della Segnatura, 1508-11
    Lunetta che è finestra illusoria. Raffaello inventa lo zoccolo.
    Lo spazio pittorico del Parnaso è più alto, altro luogo della Grecia: zoccolo più alto con rilievi a finto marmo di sarcofagi; in basso inventa una boiserie lignea.
    Sotto la Scuola di Atene: fregio con delle cariatidi (ballerine?? della Caria) col cornicione della scena inframezzate a rilievi a finto bronzo entro cornici marmoree.
    C’è comunque gerarchia tra Historia e Ornato, anche dimensionale.
  • 1512

    Raffaello Botticini (1474-1525) Adorazione del Bambino con Santa Barbara e San Martino 1512 San Pietroburgo, Hermitage Museum

    Raffaello Botticini  (1474-1525)  Adorazione del Bambino con Santa Barbara e San Martino  1512  San Pietroburgo, Hermitage Museum
    Zeri nel suo articolo su Botticini nella Gazette des Beaux Arts del 1968 risolleva la questione del manierismo, dando l'appellativo di anticlassici agli artisti che andavano controcorrente al classicismo peruginesco, fenomeno sviluppatosi non solo in area umbro-marchigiana, bensì da Cremona a Firenze a Bologna.
    In quest'opera emergono elementi di disarmonia nell'espressione del volto di San Martino e la Madonna sembra una scultura robbiana.
  • 1512

    Rientro di Giovanni de'Medici a Firenze

    Il governo di Soderini sopravvisse fino al 1512, quando il cardinale Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo Il Magnifico, poté rientrare a Firenze grazie all'appoggio di Papa Giulio II e della Lega Santa: un esercito spagnolo, al comando di Raimondo de Cardona, invase il Mugello e mise a sacco Prato e Campi Bisenzio in modo orrendo. Davanti a queste devastazioni, i fiorentini si arresero e accettarono il ritorno della casata medicea.
  • 1512

    Berruguete attestato a Firenze

    lettera di Michelangelo da Roma a Firenze al padre nell’aprile del 1512: Alonso è stato male e l’amico – parente che sta a Roma vuole notizie sulle sue condizioni:
    “Ancora vi prego mi facciate un servizio; e questo è che gli è costà un garzone spagnuolo che à nome Alonso che è pittore, el quale comprendo che sia ammalato: e perché un suo o parente o amico spagnuolo che è qua, vorrebbe sapere come gli sta; m’à pregato che io deba scrivere costà a qualche mio amico e far d’intenderlo e avisarlo”.
  • 1512

    Andrea del Sarto, Annunciazione, 1512 circa, tavolaFirenze, Galleria Palatina

    Andrea del Sarto, Annunciazione, 1512 circa, tavolaFirenze, Galleria Palatina
    Commissionata per la chiesa agostiniana di San Gallo a Firenze.
    Forse di Pontormo le due figurette che si affacciano sul porticato.
    La posa dell’Adamo deriva dall’Ares Ludovisi, opera che Bernini restaurerà facendo vedere gli stacchi; elsa della spada con maschera che fa la linguaccia, puttino che gioca.
    La presenza di Pontormo è stringente. Si potrebbe presupporre un viaggio a Roma di Andrea e allievi intorno al 1511; la rovina inquadrata dall’arco è un ulteriore appoggio a questa ipotesi.
  • 1512

    Rosso e Pontormo, Predella dell'Annunciazione di Andrea

    perduta predella della Pala di Andrea con l’Annunciazione del 1512. Si vede la collaborazione nello stesso lacerto di pittura tra rosso e Pontormo.
    Vasari nella vita di Pontormo:” Un Cristo morto con due angioletti che fanno lume con due torce, che gli fanno lume, che non paiono fatti da un giovanotto, ma da un pratico maestro” (scena notturna, complicata); elogia Pontormo.
    Aggiunge che Bronzino si ricorda da Jacopo che forse vi ha collaborato Rosso. Lo stato di conservazione è già cattivo.
  • 1512

    Michelangelo, Cappella Sistina, 1508-12

    Michelangelo, Cappella Sistina, 1508-12
    Separazione della Luce dalle tenebre.
    Momenti della Creazione riquadrati da cornice e ignudi, ognuno dei quali ha una posizione diversa: escamotage per esprimere le sue prodezze anatomiche. Tengono in mano dei rilievi bronzei, elementi riempitivi della scena biblica. Dio che crea è elemento centrale, i tondi sono esornativi.

    Perino invece usa i tondi a finto bronzo per le Storie di San Paolo.
    Prevale il soverchio decorativo, l’insieme sulle storie.
  • 1512

    Michelangelo,Sistina,Adorazione del serpente,1511-12

    Michelangelo,Sistina,Adorazione del serpente,1511-12
    Israeliti, colpevoli di aver mormorato contro Dio e Mosè, puniti con l'invio di serpenti velenosi a uccidere i peccatori. Mosè però, impietosito,forgia un serpente di bronzo (Nehustan): chiunque, morsicato dai serpenti velenosi, si sarebbe potuto salvare solo guardando verso esso.
    tumulto di corpi intrecciati, reso ancora più espressivo dalla cromia violenta;torsionivolti urlanti,vorticosi scorci.Scampati, che implorano l'immagine salvifica,prefig.Crocifisso
  • 1513

    Rosso Fiorentino, Madonna col Bambino in gloria,1511-1513, olio su tavola, San Pietroburgo, Ermitage

    Rosso Fiorentino, Madonna col Bambino in gloria,1511-1513, olio su tavola, San Pietroburgo, Ermitage
    presentato nel 1931 come Rosso; nel 1969 fu espunto dal catalogo dell’artista per il fatto di avere “un ché di spagnolo” a causa dell’“abbreviata anatomia dei corpi”; i putti che si abbracciano e il sorriso del Bambino sono elementi meno tipici di Rosso. Gli artisti a Firenze in questi anni vogliono far capire che conoscono Michelangelo: un putto è stato individuato da Roberto Paolo Ciardi come il David dall’alto.
  • 1513

    Rosso Fiorentino O Pontormo??? Assunzione della Vergine, Annunziata, Chiostrino dei Voti

    Rosso Fiorentino O Pontormo??? Assunzione della Vergine, Annunziata, Chiostrino dei Voti
    gli apostoli hanno dei panneggi rigonfi, con pieghe taglienti, in linea con la figura dal manto viola dell’Adorazione dei Magi. (ROSSO?Pontormo?) era diciassettenne. due versioni, la prima rifiutata dai Serviti. 1511-13
  • 1513

    Viaggio a Roma di Leonardo e allievi pittori e Bambaia

    A Roma vanno tutti, anche Leonardo che parte da Milano nel 1513 con allievi e lo scultore Bambaia in un viaggio non di studio, li lascia liberi di disegnare ciò che vogliono, ritirandosi al Belvedere. Agostino Busti detto il Bambaia (Busto Arsizio, 1483 – Milano, 11 giugno 1548).
  • 1514

    Andrea del Sarto, Natività della Vergine. chiostrino dei Voti dell'Annunziata

    Andrea del Sarto, Natività della Vergine. chiostrino dei Voti dell'Annunziata
    Consonanze con una stampa di Durer.
  • 1514

    Berruguete, Madonna della Coll. Loeser, palazzo Vecchio, 1513-14

    Berruguete, Madonna della Coll. Loeser, palazzo Vecchio, 1513-14
    attribuita nel 53 da Longhi.
    prototipo individuato da Fiorella Sricchia Santoro nella Madonna di Verona di Donatello: calchi giunti fino a Firenze:gomito tagliente e squadrato, posizione delle dita della mano sinistra con fare polipesco
    figli del Laocoonte.
    S.Giovannino schiacciato, relegato in II piano, con l’espr corrucciata rimanda a quello del Tondo Pitti
    Cromaticam è avvicinato, per gli incarnati non reali e il contrasto tra figure e cielo, al gruppo della C.Borgherini, Rosso e Pontormo.
  • 1514

    Andrea del Sarto, Natività di Maria1514, pittura a frescoFirenze, Santissima Annunziata, Chiostrino dei Voti

    Andrea del Sarto, Natività di Maria1514, pittura a frescoFirenze, Santissima Annunziata, Chiostrino dei Voti
    fantesche che la accudiscono, ambiente del Palazzo Fiorentino con baldacchino, putti con stemma. Corrispondenza palmare con l’incisione di Durer del 1504, oggi al Gabinetto degli Uffizi. Letto, caminetto nelle stesse posizioni. La scansione spaziale è diversa, ma l’assetto compositivo è indubbiamente vicino. Emerge la capacità di Andrea di tradurre questo idioma con il suo lessico, il suo idioma (alla maniera sua).
    Interesse per le stampe nordiche da collocarsi tra 1515 e 1520
  • 1514

    Raffaello e aiuti, Stanza dell'Incendio di Borgo

    Raffaello e aiuti, Stanza dell'Incendio di Borgo
    Giulio Romano, Giovan Francesco Penni e Giovanni da Udine. Allude al ruolo pacificatore tra le potenze cristiane di Leone X: Nell'847 divampò nel quartiere antistante l'antica basilica di San Pietro (il "Borgo") un terribile incendio.
    Sullo sfondo la facciata paleocristiana di S.Pietro, con Papa Leone IV Magno che di affaccia dalla serliana. La nuova S.Pietro sarà sorta di reliquiario che ingloba la vecchia S.Pietro.
  • 1514

    Raffaello e aiuti, Stanza dell'Incendio di Borgo 2, 1514

    Raffaello e aiuti, Stanza dell'Incendio di Borgo 2, 1514
    Dopo la Stanza della Segnatura(armonia), viene meno la perfetta simmetria, perché ha visto la metà della Sistina; anche i nudi sono accentuati in senso michelangiolesco. Problema di luce: l’incendio del borgo, che ricorda quella di Troia.
    Nuovi canoni, quelli della Maniera moderna romana.
    Colonne corinzie che sono citazioni letterali del Tempio di Marte Ultore (arch.antica, tramite Vitruvio). Raffaello sarà a breve Sovrintendente delle Antichità, mentre un popolo di statue emerge dal terreno.
  • 1515

    Camera Nuziale Borgherini, A.del Sarto,Pontormo e F.Granacci,Bacchiacca

    Camera Nuziale Borgherini, A.del Sarto,Pontormo e F.Granacci,Bacchiacca
    copertura di armadi Pierfrancesco B. e Margherita Acciaiuoli.Colori vivaci e narrazione continua. Andrea:infanzia di G (5scene) e G interpreta i sogni del Faraone,comprensibile per spettatori,spazio misurabile,geometrico.
    .Pontormo:G.in Egitto:prospettiva diversa, empirica;edifici nordici visti in Durer.Narraz"trappole visive per l'osservatore"(Pinelli);apprezzato da Vasari nel piccolo formato "historia assai grande, pur di figure piccole". Mantello viola e cappello rosso, tunica ocra.
  • 1515

    Pontormo, Giuseppe in Egitto

    Pontormo, Giuseppe in Egitto
    G.presenta al faraone la sua famiglia; a destra G sul carro trionfale trascinato da tre putti, mentre un quarto si erge su una colonna;un inginocchiato con supplica scritta.A destra, su un edificio cilindrico, si avvolge una scala(estranea)a, salita da Giuseppe che tiene per mano uno dei suoi figli;l'altro sempre in verde(trappola),dietro il messaggero di Giacobbe. G e i figli sono accolti nella stanza aperta in alto a destra, dove Giacobbe, li benedice(dx sul2genito!).P.vuole confonderci.
  • 1515

    Nicola Filotesio detto Cola dell'Amatrice, Le sante Maria Maddalena e Scolastica1515Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana

    Nicola Filotesio detto Cola dell'Amatrice, Le sante Maria Maddalena e Scolastica1515Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana
    tavola centinata di polittico.
    Contrapposto dei piedi artificioso.
    Piedi della Maddalena mascolini, deformi.
    Volti asimmetrici, NON corrispondono al CANONE PERUGINESCO. Maddalena sembra stempiata, come un uomo, attaccatura alta dei capelli.
    Farà anche opere a fondo oro, guarda ancora più indietro del Quattrocento.
  • 1515

    Francesco Granacci [e Berruguete ?] Cattura di Giuseppe, 1515

    Francesco Granacci [e Berruguete ?] Cattura di Giuseppe, 1515
    Natali vede la differenza di questa tavola, con queste figure microcefale, rispetto a quella precedente con Giuseppe presenta i genitori al faraone, e ipotizza una collaborazione di Alonso Berruguete (citato da Vasari nella bottega-cenacolo di Baccio d’Agnolo). Abbiamo date certe solo dopo il 1508, anno in cui si trova a Roma e a Firenze, cit da Vasari e da Michelangelo in lettere, ma non si hanno documenti certi di questa sua presenza. Longhi nel 1953 ebbe una prima intuizione in un articolo.
  • 1515

    Francesco Granacci, Giuseppe presenta i genitori al Faraone, Uffizi

    Francesco Granacci, Giuseppe presenta i genitori al Faraone, Uffizi
  • 1515

    Jacopo Sansovino,Bacco,1515 circa, marmo,Bargello

    Jacopo Sansovino,Bacco,1515 circa, marmo,Bargello
    45 anni prima di Giambologna, altro Bacco, quello di Sansovino (1515), è anch’egli ebbro ma sicuro, guarda la patena col vino, incede senza temere di cadere.
  • 1516

    Pontormo, Visitazione,1514-1516, pittura a fresco, Firenze, Santissima Annunziata, Chiostrino dei Voti

    Pontormo, Visitazione,1514-1516, pittura a fresco, Firenze, Santissima Annunziata, Chiostrino dei Voti
    fase "classicheggiante": La maniera tedesca non ha ancora inficiato Pontormo, composizione ampia, ariosa, armonica, fa pensare a Raffaello. Stanza della Segnatura, in particolare la Scuola di Atene. Stessa posa del Diogene di Sinope. Prevale l’aspetto della monumentalità, anche nelle due figure che guardano verso di noi, espedienti di Raffaello.
    Supposto viaggio a Roma di ADS, Rosso, Pontormo.
  • 1517

    Madonna delle Arpie, A.del Sarto

    Madonna delle Arpie, A.del Sarto
    Contr15 x terziarie di S.FR de'Macci, consegna entro il16.
    CAMBI:S.Bonaventura con Fr; angeli incoronanti la Ma, INVECE tengono le gambe.Natali:S.Giovanni ha il libro aperto sul capitolo IX dell'Apocalisse e il Fumo dal piedistallo, già notato da Vasari, quello salente dal "pozzo dell'Abisso"che la M chiude(come Immacolata concezione).F.con la croce è la salvezza in Cristo.Quindi non arpie ma locuste?Perfezione:contrapp.angeli,posa del B scomposta,non eccessiva;velature violente ma colore pacato
  • 1517

    Maestro di Memphis (Bernardo di Leonardo)Alonso BerrugueteRidolfo del GhirlandaioIncoronazione della Vergine,1516-1517, olio su tavolaParigi, Musée du Louvre

    Maestro di Memphis (Bernardo di Leonardo)Alonso BerrugueteRidolfo del GhirlandaioIncoronazione della Vergine,1516-1517, olio su tavolaParigi, Musée du Louvre
  • 1517

    Maestro di Memphis (Bernardo di Leonardo), Alonso Berruguete, Ridolfo del Ghirlandaio, Incoronazione della Vergine 1516-1517, olio su tavola, Parigi, Musée du Louvre

    Maestro di Memphis (Bernardo di Leonardo), Alonso Berruguete, Ridolfo del Ghirlandaio, Incoronazione della Vergine 1516-1517, olio su tavola, Parigi, Musée du Louvre
    pala d’altare comm prima a Filippino Lippi x la chiesa dei Ss Girolamo e Francesco alla Costa a Firenze; ne esegue l’impianto disegnativo con l’aiuto di Bernardo di Leonardo; in seguito alla sua morte nel 1504 fu commissionata a Berruguete e poi ultimata da altri, tornò in Spagna nel 18), almeno secondo quanto riferisce Vasari nella Vita di Filippino. Invece Longhi esclude che vi siano altre mani (Ridolfo?).
    Caratteristici di Berru gli angeli stempiati; cita Raffaello (angelo a dx?).
  • 1517

    Alonso Berruguete,Madonna col Bambino, Sant’Elisabetta e San Giovannino,1516-1517, olio su tavola, Roma, Galleria Borghese

    Alonso Berruguete,Madonna col Bambino, Sant’Elisabetta e San Giovannino,1516-1517, olio su tavola, Roma, Galleria Borghese
    Ispirato nella composizione e nelle pose delle figure dalla Sacra Famiglia Canigiani, Raffaello, 1507, Monaco Alte Pinakothek. Nell’inv del 1790 ritenuta di ADS(Raffaellismo)
    poi Adolfo Venturi la assegna a Fra Bartolomeo e Berenson a Piero di Cosimo per i volti e il sorriso beffardo di Giovanni
    Nel 1952 esposta alla mostra La Maniera italiana a Napoli, Longhi la assegnò a B nell’art del 1953. Chiasmi, concordanze di pose e figure:profili e frontali. La collega con Incoronazione,documentata.
  • 1517

    Alonso Berruguete, Madonna della Cintola1516-1517, legno dipintoFirenze, Basilica di Santo Spirito

    Alonso Berruguete, Madonna della Cintola1516-1517, legno dipintoFirenze, Basilica di Santo Spirito
    doc come scultore in legno in Spagna; attribuita dalla Ciardi Duprè. Oro, damascatura rossa, cromatismo squillante, tipico della prod suc di B. Svolazzo del drappo al braccio decisivo x l’attr. Cit 1a volta 1680 nell’altare Velluti della chiesa. La CD pensa agli ultimi anni fiorentini di B, prima di spec in Spagna nella scultura lignea. Giunto in Italia come pittore; Baccio d’Agnolo era anche legnaiolo, ebanista, architetto, quindi la sua bottega deve averlo stimolato. Pittore del re di Spagna
  • 1517

    Andrea del Sarto, Battesimo delle moltitudini, monocromi del Chiostrino dello Scalzo, via Cavour

    Andrea del Sarto, Battesimo delle moltitudini, monocromi del Chiostrino dello Scalzo, via Cavour
    Portico di accesso alla chiesa della Compagnia dei Disciplinati di s. Giovanni Battista, il cui portacroce andava scalzo.
    Vasari:“Non tecarò che mentre Andrea in queste et in altre pitture si adoperava, uscirono fuori alcune stampe intagliate in rame d’Alberto Duro, e che egli se ne servì e ne cavò alcune figure, riducendole alla maniera sua: il che ha fatto credere ad alcuni, non che sia male servirsi delle buone cose altrui destramente, ma che Andrea on avesse molta invenzione”1509-17maniera
  • 1518

    Pala Pucci, S.Michele Visdomini,Pontormo

    Pala Pucci, S.Michele Visdomini,Pontormo
    si perde la pacatezza di AdS, stravolge i suoi accenni dinamici accelerandoli,esasperandone le novità.Figure concitate e vivide che fendono lo spazio,luce che taglia i piani e crea ombre profonde.Composiz.Piramidale da Sacra Conversazione,ma saturata dalla presenza delle figure.Allitterazioni di pose:capo di G e angelo in alto,espress.di S.G.Ev e Giuseppe(Laocoonte), e chiasmi; corrispondenza diretta,incastro perfetto G-S.Giovannino;Espressività quasi violenta:mani serrate di S.F;angoscia,paura.
  • 1518

    Giovan Francesco Bembo, Madonna col Bambino e Santo Stefano1518

    Giovan Francesco Bembo, Madonna col Bambino e Santo Stefano1518
    Cremona, museo Civico Ala Punzone.
    Bembo cittato in vite di altri da Vasari.
    Cremonese, a Firenze nell’epoca di P,R,AB.

    Frammento di altare la cui predella è all’Accasemia Carrara di Bergamo, Ricorda le Madonne scure di Berruguete, può aver guardato anche Lotto, Aspertini, stampe nordiche fondamentali per tutti gli anticlassici.
    Prendono il grottesco, le deformazioni facciali, il bizzarro, i volti qui sono come visti attraverso una lente deformante:
    fronte del bambino, mascella di S.Stefano
  • 1518

    Gerolamo Genga, Sant’Agostino battezza i catecumeni, 1516-1518, olio su tavola,Bergamo, Accademia Carrara

    Gerolamo Genga, Sant’Agostino battezza i catecumeni, 1516-1518, olio su tavola,Bergamo, Accademia Carrara
    Commissione degli agostiniani .
    Una summa dell’arte dell’Italia centrale.
    Allievo di Luca Signorelli, trae elementi da MIchelangelo, da Raffaello (figura in rosso a destra molto simile a una figura della Disputa del Sacramento).
    L’ignudo che si spoglia è elemento di disturbo; posizioni CHIASTICHE dei due catecumeni che entrano in pose speculari ma da punti di vista diversi. Il chiasmo tornerà in Pontormo.
  • 1518

    Rosso Fiorentino, Pala dello Spedalingo, 1518, tempera su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi

    Rosso Fiorentino, Pala dello Spedalingo, 1518, tempera su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi
    R ha diversa interpr della Maniera nordica, crea effetti più soffusi.
    Ricca vedova catalana aveva lasciato un cospicuo obolo allo spedale per un’opera: Comm da Leonardo Buonafede, spedalingo dello di S.Maria Nuova, contratto del 30/1/1518, 25 fiorini, da consegnare entro il giugno x Chiesa di Ognissanti. 1a comm pubblica.
    Vasari racconta dell’incidente con Buonafede, che durante i lavori la vede e rimane scontento: non gradisce soprattutto i volti delle figure.
  • 1518

    Rosso Fiorentino, Pala dello Spedalingo 2, 1518, tempera su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi

    Rosso Fiorentino, Pala dello Spedalingo 2, 1518, tempera su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi
    Granacci e Bugiardini imposero a Buonafede di pagare R 9 fiorini. Nel 25 inviata nel Mugello alla chiesa di S.Stefano a Grezzano di pertinenza dello Spedale di SM Nuova.Cornice lignea di Ridolfo del Ghirlandaio: hp Ridolfo abbia messo mano su alcune figure, per addolcirle. Modifiche visibili alla riflettografia: il s.Stefano col sasso in testa era prima S.Leonardo (come il committente) trasformato in Stefano per la chiesa. Dietro la Vergine, un cielo piatto: inserito il drappo. Aureole aggiunte.
  • 1518

    Raffaello, Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’Medici (futuro Papa Clemente VII) e Luigi de’Rossi, 1518, Uffizi

    Raffaello, Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’Medici (futuro Papa Clemente VII) e Luigi de’Rossi, 1518, Uffizi
    dipinto di rappresentanza del Papa alla corte medicea: matrimonio della duchessa Maddalena de la Tour D’Auvergne con Lorenzo duca d’Urbino, il dipinto era posto sopra il tavolo dove mangiava la duchessa; forse il tavolo non è casuale.
    Abilità estrema nel ritratto, nella resa dei tessuti, dei lumi, dei riflessi; si capisce che siamo in una stanza papale.
    Vasari parla di Maestà della pittura.
  • 1518

    Loggia di Psiche, villa Farnesina, Raffaello, Giovanni da Udine, Sebastiano, Giulio Romano, Sodoma, Penni

    Loggia di Psiche, villa Farnesina, Raffaello, Giovanni da Udine, Sebastiano, Giulio Romano, Sodoma, Penni
    in via della Lungara a Roma, nel cuore di Trastevere. Commissionata da Agostino Chigi a Baldassarre Peruzzi (1506-12) e affrescata con dipinti ispirati ai miti classici da Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Giovanni da Udine, Giovanni Bazzi detto il Sodoma, Giulio Romano e Giovan Francesco Penni.
  • 1519

    Logge Vaticane, disegno di Raffaello, affr di Giovanni da Udine et al

    Logge Vaticane, disegno di Raffaello, affr di Giovanni da Udine et al
    progettate da Bramante come prospetto per l'antico palazzo di Niccolò III, su desiderio di Giulio II con prosecuzione sotto Leone X. Tre ambienti su 3 piani del Palazzo Apostolico, affrescate dalla bottega di Raffaello.Affacciano sul cortile di san Damasio.
    I piano:ridipinte nel XIX.
    II piano:Loggia"di Raffaello"confinante con le Stanze. Storie bibliche e grottesche.
    III piano: loggia di Giovanni da Udine(1550??)confinante con la Loggetta del cardinal Bibbiena,1519: grottesche della scuola
  • 1520

    Pontormo, Adorazione dei Magi, 1520 circa, olio su tavolaFirenze, Galleria Palatina

    Pontormo, Adorazione dei Magi, 1520 circa, olio su tavolaFirenze, Galleria Palatina
    X Benintendi. Tradizione fiorentina di Ghirlandaio e di Filippino Lippi, con la partenza e lo snodarsi del corteo dei Magi. Il legame con il Battesimo è la rivelazione dell’essenza divina del Cristo. Ciò è descritto con un gusto tipicamente nordico: le smorfie dei volti, gli occhi strabuzzati che guardano al cielo.
    studio delle stampe di Durer e di Luca di Leida. Narrazione continua, antico, nord e Spedale. Nella bottega di Baccio si discuteva anche di arte d’Oltralpe, avversata da Vasari.
  • 1520

    Villa Madama, decorazioni Giovanni da Udine, Bandinelli, Giulio Romano, et al

    Villa Madama, decorazioni Giovanni da Udine, Bandinelli, Giulio Romano,  et al
    Giulio de'Medici incarica Raffaello Sanzio di eseguire il progetto, e Antonio da Sangallo il Giovane dell'esecuzione dei lavori. Rallentamento per la prematura morte di Raffaello ma ripresero per la parte edilizia (1524-1525) dopo l'elezione di Giulio che divenne il secondo papa della famiglia Medici col nome di Clemente VII. Presenti in cantiere Giulio Romano, insieme a Baldassarre Peruzzi e Giovan Francesco Penni. Giovanni da Udine si occupò degli stucchi e Baccio Bandinelli delle sculture.
  • 1520

    Pontormo, ritratto di Cosimo il Vecchio, 1519-20, Uffizi

    Pontormo, ritratto di Cosimo il Vecchio, 1519-20, Uffizi
    per Goro Gheri, amministratore di Firenze. Posa di profilo ripresa da Vasari nel suo Lorenzo il Magnifico 14 anni dopo.
  • 1520

    Michelangelo, Cristo portacroce, Santa Maria sopra Minerva

    Michelangelo, Cristo portacroce, Santa Maria sopra Minerva
    in piedi appoggiato a una croce (simbolica, senza le dimensioni di quella del martirio), mentre tiene anche la canna e la spugna;con il volto guarda nella direzione opposta. Il corpo, dal perfetto modellato anatomico, era originariamente nudo: il drappeggio in bronzo dorato venne infatti aggiunto solo dopo il Concilio di Trento. La posa è estremamente studiata, con una torsione complessa ma efficace che dimostra la continua ricerca di Michelangelo; Ripresa da Baccio nel progetto del 1535
  • 1521

    Pontormo, Madonna col Bambino, 1521, New York, collezione Hester Diamond.

    Pontormo, Madonna col Bambino, 1521, New York, collezione Hester Diamond.
    Partendo anche lui da Donatello, in poco più di 10anni cambia lo stile.
    Sguardo pensoso, fuori dal quadro, assorta.
    Ha visto Michelangelo: bambino cresciuto, equilibrio precario. Scompare lo spazio: lo sfondo è nero, ambiente in absentia.

    Crisi dell’antropocentrismo, del rapporto con la Natura.
    Forti toni espressivi, incessante ricerca sperimentale di qualcosa di altro dai canoni di bellezza e perfezione proposti dai loro stessi maestri; dissonante, più rischiosa, eccessiva della Tempi
  • 1521

    Andrea del Sarto, Tributo a Cesare, 1521, pittura a frescoPoggio a Caiano, Villa Medicea

    Andrea del Sarto, Tributo a Cesare, 1521, pittura a frescoPoggio a Caiano, Villa Medicea
    Cambia in questi anni il programma iconografico, prima erano scene campestri, legate alle stagioni; nel 1520 i Medici ottengono i titoli ducali (Giuliano di Nemours e Lorenzo-figlio di Piero il FATUO-duca d’Urbino) e si pensano scene politiche, celebrative.
    Come sfondo un’architettura genericamente bramantesca, rotondeggiante che richiama il Tempietto di S.Pietro in Montorio, con figure vestite alla moderna, che giocano con blandi contrapposti, senza troppa monumentalità o magniloquenza.
  • 1521

    Andrea del Sarto, Tributo a Cesare 2, 1521,Poggio a Caiano, Villa Medicea

    Andrea del Sarto, Tributo a Cesare 2, 1521,Poggio a Caiano, Villa Medicea
    Cesare seduto, figure che ci danno le spalle (contrapp). Uomo sale le scale con la scimmia, in contrapp al nano che guarda noi e ha la scimmia al guinzaglio. Il cane abbaia e spaventa l’armadillo che si nasconde sotto lo scalino. ADS non usa un linguaggio classico: prosa, non verso; discorsivo, semplice, lineare, piano, pacato. Si adatta alla pittura di Pontormo.
    Prima inq da finto loggiato,rimosso: necessaria l’aggiunta di Allori 1582:statua Abbondanza a dx, uniformarsi ma con suo linguaggio.
  • 1521

    Pontormo, Vertumno e Pomona, villa di Poggio a Caiano, 1519-21

    Pontormo, Vertumno e Pomona, villa di Poggio a Caiano, 1519-21
    tema campestre: Vaghegg età dell’oro, tema caro ai Medici. Metamorfosi, con iscr delle Georgiche:"DIIQUE DEAEQUE QUIBUS ARVA TUERI"
    Vasari:si affaticò molto nel conferire varietà di pose,ma complessità dissimulata, grazia, artificio che appare naturale. Partiz uomini e Donne; i puttini perfettamente speculari e simmetrici, una gamba lassa e una piegata. Pomona è semi-recumbens; le donne guardano noi, gli uomini si guardano.calibrato. Non fatica.Recitano:contadini belli, riposati e ben vestiti.
  • 1522

    Rosso Fiorentino, Ritratto d’uomo, 1521-1522, tavola, Firenze, Galleria Palatina

    Rosso Fiorentino, Ritratto d’uomo, 1521-1522, tavola, Firenze, Galleria Palatina
    Negli inventari nel 1885(?) a Bronzino; nel 1928 a Pontormo; recenti restauri hanno portato in luce modi di dipingere di rosso: la basetta capello per capello. Sopracciglia pelo per pelo: attribuito a Rosso. Si colloca vicino alla Deposizione di Volterra del 1521. Riprende anche il profilo del Savonarola dipinto da Fra Bartolomeo, ma anche la maniera tedesca dei ritratti della Riforma.
    Nella Bottega di Baccio d’Agnolo, si ragiona di linguaggi figurativi sia tedeschi che romani...
  • 1522

    Perin del Vaga torna a Firenze

    A Roma: rivoluzione artistica con cui era d'obbligo confrontarsi, e che affondava le sue radici a Firenze: da lì erano partiti nel 1508 Michelangelo e Raffaello, che a Roma avviano un linguaggio completamenti nuovo. C’è la possibilità di confrontarsi con qualcuno che conosceva bene la maniera romana: nel 1521 arriva a Firenze a causa della peste, rivede i vecchi colleghi e le opere della sua formazione, ad es. Cappella Brancacci: Masaccio, partendo da Giotto, creatore di una "nuova lingua"
  • 1522

    Vasari, vita di Perin del Vaga 1

    trovandosi un giorno seco per fargli onore molti artefici, pittori, scultori, architetti, orefici et intagliatori di marmi e di legnami, che secondo il costume antico si erano ragunati insieme, chi per vedere et accompagnare Perino et udire quello che e’ diceva, e molti per veder che differenza fusse fra gli artefici di Roma e quegli di Fiorenza nella pratica..pervennero, guardando l’opere e vecchie e moderne per le chiese, in quella del Carmine
  • 1522

    Vasari, vita di perin del Vaga 2

    "che questa maniera non ci sia chi la paragoni, negherò io sempre; anzi dirò, non per dispregio, che molti conosco e più risoluti e più graziati, le cose de’ quali non sono manco vive in pittura di queste, anzi molto più belle; e mi duole, io che non sono il primo dell’arte, che non ci sia luogo qui vicino da potervi fare una figura, ché farei una prova allato a una di queste in fresco medesimamente, acciò che voi col paragone vedeste se ci è nessuno fra i moderni che l’abbia paragonato"
  • 1522

    Vasari, vita di perin del Vaga, 1.5

    tutti affermarono maravigliarsi che egli avesse avuto tanto di giudizio che egli in quel tempo, non vedendo altro che l’opere di Giotto, avesse lavorato con una maniera sì moderna nel disegno, nella imitazione e nel colorito, che egli avesse avuto forza di mostrare, nella facilità di quella maniera, la difficultà di quest’arte; oltreché nel rilievo e nella resoluzione e nella pratica non ci era stato nessuno di quegli che avevano operato, che ancora lo avesse raggiunto.
  • 1522

    Perin del Vaga torna a Firenze 2

    A Roma, termini di paragone che hanno superato Masaccio; propone di dar prova delle sue capacità su un pezzo di parete per realizzare un affresco (quindi con la medesima tecnica di M). Grande oltraggio ai fiorentini, per cui i pilastri del fare artistico sono il disegno, l’imitazione e il colorito, dati per scontati invece dalla maniera romana: grazia, facilità e prestezza nell’esecuzione, sprezzatura manierista: sembra che non abbia disegno, ma è un disegno così raffinato da superare la natura.
  • 1522

    Vasari, vita di Perin del Vaga 3

    “Il quale cartone vistosi per gli artefici e per altri intendenti ingegni, giudicarono non aver visto pari bellezza e bontà in disegno dopo quello di Michelagnolo Buonarroti fatto in Fiorenza per la sala del Consiglio."
    La disputa si sposta a livello dei cartoni dei grandi maestri delle Battaglie. Di fronte a questo disegno i fiorentini devono ammettere la straordinaria capacità inventiva e disegnativa. Ha imparato le torsioni di Michelangelo, con figure monumentali in primo piano.
  • 1522

    Vasari, vita di Perin del Vaga 4

    ornamenti che univano la conos dell’antico alla vaghezza della m moderna, al bizzarro.Artifizio: non imita la natura ma l’arte.
    "Avevano indosso gli imperadori e’ soldati, corazze all’antica et abbigliamenti molto ornati e bizzarri, et i calzari, le scarpe, le celate, le targhe e le altre armadure fatte con tutta quella copia di bellissimi ornamenti che più si possa fare et imitare et aggiugnere all’antico, disegnate con quell’amore et artifizio e fine, che può far tutti gli estremi dell’arte."
  • 1522

    Giovanni da Udine, PALAZZO MEDICI, PERDUTI Stucchi e monocromi,1521-22

    2 soffitti di Palazzo M per Giulio de'M
    "Lavorò di stucchi e pitture tutta la volta, facendo in un tondo le sei palle, arme di casa Medici, sostenute da tre putti di rilievo con bellissima grazia et attitudine...vi fece molti bellissimi animali e molte bell’imprese degl’uomini e signori di quella casa illustrissima, con alcune storie di mezzo rilievo fatte di stucco; e nel campo fece il resto di pitture, fingendole di bianco e nero a uso di camei, tanto bene, che non si può meglio imaginare"
  • 1522

    Giovanni da Udine, uccelli

    Giovanni da Udine, uccelli
    Di Giovanni a Firenze ci resta poco: un disegno di uccello a colori come studio per una decorazione. Ciò avviene nel 1521-22, quando Giulio è cardinale.
  • 1523

    Andrea del Sarto, San Giovanni Battista1523 circa, olio su tavolaFirenze, Galleria Palatina

    Andrea del Sarto, San Giovanni Battista1523 circa, olio su tavolaFirenze, Galleria Palatina
    Giovan Maria Benintendi chiede a Baccio d’Agnolo i fornimenti in noce per una sua anticamera con il tema del Battesimo. Viene scelto di nuovo Andrea del Sarto, opera fulcro della composizione. Così concupito che nel 1553 passa alla galleria medicea, poi in tribuna, poi alla Galleria Palatina dove tuttora ti trova. Fusione di naturalismo e astrazione idealizzante, difetti emendati. Studio di Michelangelo, del David, ad es nella vena del braccio destro che rende l’idea del suo essere allenato.
  • 1523

    Veit Stoss, San Rocco, legno di tiglio, Annunziata

    Veit Stoss, San Rocco, legno di tiglio, Annunziata
    rare sculture tedesche in Italia. Attestata dal 1523 all'Annunziata, non si sanno le circostanze che l’hanno condotta qui. Attestati legami con i mercanti fiorentini che avevano palazzi a Norimberga.
    In"Come si conducono le figure di legno e che legno sia buono a farle" Vasari la elogia: un tedesco può scolpire "alla tedesca", gli italiani no. Priva di policromia eppure così perfetta!
    in vite giuntine, panni "carnosi", in torrentiniane non c'è il riferimento.
    Rosso nella Deposizione:panneggi.
  • 1523

    Perin del Vaga, Studio per i Diecimila martiri, 1522-1523, Penna e inchiostro bruno, acquerello bruno, lumeggiato a biacca, su carta marrone, Vienna, Albertina

    Perin del Vaga, Studio per i Diecimila martiri, 1522-1523, Penna e inchiostro bruno, acquerello bruno, lumeggiato a biacca, su carta marrone, Vienna, Albertina
    Lunetta allogata dai camaldolesi, che resterà a livello di disegno e cartone. 35 x 33 cm
    Soldati romani guidati da Acacio, giunti in Armenia si convertono tutti al cristianesimo. Il re dell’Armenia, Sapore, applica il dictat da Roma di farli martirizzare: lapidati, messi in croce. Vasari lo descrive apprezzandolo, preso dall’enfasi e dall’emozione, concitato, ammira la grazia e l’estro compositivo “condotto con una diligenza mirabile”.
    Uno sbilanciamento formale, sorta di zig-zag.
  • 1523

    Pontormo, Studio per i Diecimila martiri, 1523 circa, matita rossa, Amburgo, Kunsthalle

    Pontormo, Studio per i Diecimila martiri, 1523 circa, matita rossa, Amburgo, Kunsthalle
    X la confr dei Camaldolesi. Narrazione continua:elimina il monte Ararat con i crocifissi e inserisce un Battesimo (antefatto della conversione dei soldati), in primo piano la zuffa. Sottolinea i canoni della pittura fiorentina con riferimenti molto precisi, non dissimulati come in Perino: DALLE BATTAGLIE E DALLA BRANCACCI( Battersimo, in controparte)
    In Pontormo una partizione più equilibrata e piramidale, nel foglio di Perino vi è uno sbilanciamento formale, sorta di zig-zag.
  • 1523

    Perin del Vaga, Passaggio del Mar Rosso, 1523, Uffizi

    Perin del Vaga, Passaggio del Mar Rosso, 1523, Uffizi
    Ospite di Raffaello di Sandro, cappellano di San Lorenzo, durante la peste; gli dona la tela come segno di gratitudine prima di tornare a Roma. Tela monocromo a finto bronzo (imita un rilievo in bronzo) col Passaggio del Mar Rosso (Uffizi).
    Vasari resta sbalordito da questa tela per la varietà della composizione: varietà di vasi con varie forme, varie acconciature.
  • 1523

    Vasari su Perino, Mar Rosso

    Perino tolse circa a quattro braccia di tela grossa, e fattola appiccare ad un muro che era fra due usci della sua saletta, vi fece un’istoria contrafatta di color di bronzo, in un giorno et in una notte. Nella quale tela, che serviva per ispalliera, fece l’istoria di Mosè quando passa il Mar Rosso e che faraone si sommerge in quello co’ suoi cavalli e co’ suoi carri: : dove Perino fece attitudini bellissime di figure, chi nuota armato e chi ignudo, altri,abbracciando il collo a’ cavalli,bagnati
  • 1523

    Vasari su Perino, Mar Rosso 2

    le barbe et i capelli, nuotano e gridano per la paura della morte, cercando il più che possono di scampare; da l’altra parte del mare vi è Mosè, Aron e gli altri Ebrei, maschi e femmine, che ringraziano Iddio; et un numero di vasi, ch’egli finge che abbino spogliato l’Egitto, con bellissimi garbi e varie forme, e femine con acconciature di testa molto varie, la quale finita lasciò per amorevolezza a ser Raffaello; al quale fu cara tanto, quanto se gli avesse lassato il priorato di San Lorenzo.
  • 1524

    Pontormo, Ritratto di due amici. 1523-1524 circa, olio su tavolaVenezia, Collezione Cini

    Pontormo, Ritratto di due amici. 1523-1524 circa, olio su tavolaVenezia, Collezione Cini
    Ricordano personaggi di spicco della Rifoma luterana che si fanno ritrarre in forme analoghe a questa. Noto nella collezione del Marchese Orazio Pucci a Firenze come “un quadro rappresentante Calvino e Lutero”; in realtà erano due grandi amici di Pontormo che instaurano tra loro e con noi un dialogo filosofico, mostrando col dito una lettera: brano dal De Amicitia di Cicerone, si parla di problemi filosofici relativi all’amcizia.
  • 1524

    Pontormo, Ritratto di due amici 2. 1523-1524 circa, olio su tavolaVenezia, Collezione Cini

    Pontormo, Ritratto di due amici 2. 1523-1524 circa, olio su tavolaVenezia, Collezione Cini
    per Cicerone i valori di amor, benevolentia, pietas, virtus sono alla base di una società giusta, dell’unità della Res Publica. Temi cari a questi pittori che hanno affrontato il periodo fiorentino di Repubblica del primo decennio del Cinquecento.
    Varietas di Pontormo, qui invece si esprime la gravitas (rigore di comportamento, contegno, severità). I colori sono austeri: marrone, nero, qualche guizzo di bianco
  • 1524

    Michelangelo, Tomba di Giuliano duca di Nemours, 1524-34

    Michelangelo, Tomba di Giuliano duca di Nemours, 1524-34
    Sagrestia Nuova in San Lorenzo
    Lorica Anatomica=emblema di forza. Posa ripr da Bronzino in Ugolino Martelli e B Panciatichi (e mani copiate speculari)
  • 1524

    Rosso Fiorentino, Progenitori 2, cappella Cesi, s.Maria della Pace, ROMA

    Rosso Fiorentino, Progenitori 2, cappella Cesi, s.Maria della Pace, ROMA
    vasari: Il che poté intervenire al Rosso nell’aria di Roma, e per le stupende cose che egli vi vide e per le pitture e statue di Michelagnolo, che forse lo cavarono di sé; lequali cose fecero anco fuggire, senza lasciar loro alcuna cosa operare in Roma, fra’ Bartolomeo di S. Marco et Andrea del Sarto. Tuttavia, qualunche si fusse di ciò la cagione, il Rosso non fece mai peggio: e d’avantaggio, è quest’opera a paragone di quelle di Raffaello da Urbino (di fianco alla Cappella Chigi)
  • 1524

    Rosso Fiorentino, Progenitori, cappella Cesi, s.Maria della Pace, ROMA

    Rosso Fiorentino, Progenitori, cappella Cesi, s.Maria della Pace, ROMA
    Creazione di Eva e Cacciata.
    Rosso appena arrivato a Roma. Cappella acquistata da Agnolo Cesi nel 1515, come c funeraria di famiglia. Affida l’architettura a Antonio Da Sangallo; l’apparato scultoreo è di Simone Mosca. Antonio, amico di R, lo suggerisce. Contratto16 aprile 1524, che prevedeva anche la decorazione con stucchi nella volta e la pala d’altare. Vasari dice che Sangallo viene a sapere che R ha parlato male di lui, contratto interrotto. R si trova in un grosso tracollo finanziario.
  • 1524

    Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, Palazzo Ricci-Sacchetti, foto 1891

    Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, Palazzo Ricci-Sacchetti, foto 1891
    Dal 1524 al 27 si specializza in fregi con temi e rilievi all’antica (età imperiale) vivaci, per decorare le facciate dei palazzi romani; collabora con Maturino.
    Piazza de’Ricci a Roma (tra via Giulia e via dei Monserrato); via Giulia vitalissima, univa il centro commerciale con Ponte S.Angelo e la Roma Sacra. Oratori con decorazioni di Salviati, Daniele da Volterra affacciano qui.
    Foto del 1891.
    Dipinti a grisaille, a monocromo.
  • 1524

    Polidoro e Maturino, Andromeda liberata dal mostro, Palazzo Braschi

    Polidoro e Maturino, Andromeda liberata dal mostro, Palazzo Braschi
    Facciata del casino di Palazzo del Bufalo,via di Monserrato, parallela a via Giulia (ponte Sisto, Castel sant'Angelo).Decorazione con scene dall'antico era moda pre-sacco:storia romana, exempla virtutis, virtù, imperatori. Manto bicromo su via Giuia.
    Andromeda con il Mostro, staccata nel 1885 quando il casino era stato distrutto dal nuovo piano di Roma del 1883. Dopo il restauro del 2007 a opera dell'ISCR, Conservata in Palazzo Braschi in sala dedicat con le altre 5 scene di Perseo e Andromeda.
  • 1524

    Andrea Sansovino, Monumento card. Corradini e Armellini, S.Maria in Trastevere

    Andrea Sansovino, Monumento card. Corradini e Armellini, S.Maria in Trastevere
    Su disegno di Peruzzi.
    DEMI-GISANT
    sua invenzione fu la posizione del defunto sopra il sarcofago, perché, abbandonata la rigidità del defunto coricato supino, lo ritrasse sollevato e appoggiato sul gomito, trasformando il monumento funebre dalla rappresentazione di un cadavere alla rappresentazione di un uomo, con una ripudiazione della piatta visione gotica che celebra un morto, a favore di una nuova concezione che esalta la persona vivente e attiva.
  • 1525

    Pietà di Luco,Andrea del Sarto,G.Palatina

    Pietà di Luco,Andrea del Sarto,G.Palatina
    monastero di S.Pietro a Luco(DI Mugello,FI),monache camaldolesi.A.si oppone alle teorie luterane sull'ostia nella liturgia. Vasari parla del contratto nell'ed.1550 "il Cristo pane(?) di rilievo, di Carne e morto". Costruzione perfettamente equilibrata: la vergine col braccio di Cristo è asse.Velo e sudario bianchi(transunstanziazione).S.G.supporta il peso di C,colorito verdastro contrappunto all'altare della cappella(?).Ostia vera di bianco div.dal sudario.Maddalena,Caterinad'A,Pietro e Paolo.
  • 1525

    Pontormo, Resurrezione,1523-1525, pittura a fresco, Firenze, Certosa del Galluzzo

    Pontormo, Resurrezione,1523-1525, pittura a fresco, Firenze, Certosa del Galluzzo
    Dopo la fase classich inizia a studiare le stampe nordiche, riferimenti già presenti nella Camera Borgherini (edificio sullo sfondo), studio avviato da Andrea del Sarto
    Riferimenti nordici totalizzanti 10 anni dopo alla Certosa del Galluzzo: riferimento palmare alle stampe di Durer: stesse pose del Cristo e del soldato a sinistra. Xilografia del 1511 della Piccola Passione.
    Vasari lo accusa di essersi appiattito sulle invenzioni del tedesco, perdendo quella vaghezza della sua prima maniera.
  • 1525

    Battaglia di Pavia

    24 febbraio 1525 durante la guerra d'Italia del 1521-1526 tra l'esercito francese guidato dal re Francesco I e l'armata imperiale, costituita da fanteria spagnola e lanzichenecchi tedeschi, di Carlo V guidata sul campo da Fernando Francesco d'Avalos e Carlo di Borbone.Francesco catturato.Supremazia di Carlo V. Sconfitta francese e implicitamente pontificia, dato che papa Clementi VII aveva appoggiato Francesco I.
  • 1525

    Sebastiano del Piombo, Antonfrancesco degli Albizi, Houston, MoFa, 1525

    Sebastiano del Piombo, Antonfrancesco degli Albizi, Houston, MoFa, 1525
    Mostra allestita da Luca Ronconi (40 opere) con spazi per ciascun quadro, prospettiva specifica. Pallucchini xxSEC lo identifica come AF,visto come LorilM poi come Pietro Carnesecchi. Prima attr a Mich, poi a Bronzino da B.West.Corretta attribuzione di Fussli: ha affascinato molto gli artisti.
    La mano in scorcio con l’anello con pietra dura. L’altra gioca con un cappello. Sfondo scuro e ancora più scuro il mantello; cangiantismo. Sinfonia giocata su poche tonalità cromatiche.
  • 1525

    Sebastiano del Piombo, Antonfrancesco degli Albizi 2, Houston, MoFa, 1525

    Sebastiano del Piombo, Antonfrancesco degli Albizi 2, Houston, MoFa, 1525
    Ritrasse Anton Francesco degli Albizi, che allora per alcune faccende sue si trovava in Roma: e lo fece tale, che e’ non pareva dipinto, ma vivo vivo; onde egli, come preziosissima gioia, se lo mandò a Fiorenza nelle sue case. Eranvi alcune mani che certo erano cosa maravigliosa; taccio i velluti, le fodre, i rasi, che per Dio si può dire che questa pittura fosse rara”
  • 1525

    Polidoro da Caravaggio, scene della Maddalena, Cappella di Mariano Fetti in San Silvestro al Quirinale

    Polidoro da Caravaggio, scene della Maddalena, Cappella di Mariano Fetti in San Silvestro al Quirinale
    Ultima cappella, navata sx.Prime prove del paesaggio puro nella sda italiana. Modalità nuova, libera. Compare 4 volte:antro (ritiro del deserto), ritiro ascerico nel tempio, Noli me tangere, assunzione.La presenza umana non è quella che dà il senso della rappresentazione. Tocco molto rapido dello stile compendiario imperiale (Pompei, Ostia), luoghi riscoperti da Raffa; ispirato dai nordici presenti in Italia. Qualcosa si così innovativo si avrà solo con l’arrivo a Roma di Paul Brill e Annibale.
  • 1525

    Bandinelli, Ercole e Caco:arrivo del marmo

    Bandinelli, Ercole e Caco:arrivo del marmo
    idea di Clemente VII: rappr la tutela e la forza dei Medici.
    Il marmo arriva nel 1525, prima del Sacco, in momento drammatico per il Papa.
    Di solito disegno e modello in terracotta di 15-20 cm, in piccolo, poi grande,a G naturale in stucco con anime di legno e fascine per capire se c’è consonanza proporzionale tra la scultura e il luogo, prima di lavorare nel marmo.
    Baccio fa 2 modelli separati dei due personaggi IN GRANDE per far scegliere al papa la posizione di Caco tra le gambe di Ercole
  • 1526

    Sebastiano del Piombo, Ritratto di Clemente VII, 1526, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte

    Sebastiano del Piombo, Ritratto di Clemente VII, 1526, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte
    Senza barba, poi se la farà crescere.Qui l’atmosfera fastosa di Raffaello si fa pensosa, ascetica.Carlo V ha vinto la Battaglia di Pavia
    Giunto nel 1511, SdP si specializza ed elabora una sua formula di ritratto destinata a lunga fortuna. Ritr ufficiale di CLVII.
    Dal Sacco resta nel suo studio di pittore, fino alla morte nel 1547: Poi in Collezione Farnese, Palazzo farnese a Roma; nel Seicento in Palazzo della Pilotta a Parma; nel XVIII Capodimonte con la fusione dei Farnese coi Borbone.
  • 1526

    Lega di Cognac, Giovanni delle Bande nere muore

    22-05-1526 re Francesco I e CLVII formarono la lega di Cognac contro l'Impero;(Stato Pontificio,Repubblica di Venezia,Regno di Francia,Repubblica Fiorentina,Ducato di Milano).
    a Giovanni delle Bande Nere fu affidato il comando delle truppe pontificie.
    Il 6 luglio il capitano generale Francesco Maria I Della Rovere, abbandonò Milano, ma Giovanni rifiutò di ritirarsi e attaccò a Governolo i lanzichenecchi. Morì qui da eroe.
  • 1526

    Pontormo, Ritratto di Maria Salviati con un bambino,1526 circa, olio su tavola, 88x72 Baltimora, Walters Art Gallery

    Pontormo, Ritratto di Maria Salviati con un bambino,1526 circa, olio su tavola, 88x72 Baltimora, Walters Art Gallery
    Alcuni dei 22 ritratti erano di Pontormo. Errore dell’estensore dell’inventario; vedova di Giovanni delle Bande Nere, morto nel 1526, dunque in vesti vedovili (presumibilmente realizzato nell’anno della morte del marito). Nell’inventario del 1612 il bambino è definito “puttina”, ma ebbe un solo figlio, Cosimo I, che nel 1526 aveva 7 anni. Dunque tre ritratti di Cosimo in varie fasi della vita.
  • 1526

    Sebastiano del Piombo, Ritratto di Clemente VII, 2, 1526, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte

    Sebastiano del Piombo, Ritratto di Clemente VII, 2, 1526, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte
    Contrapposizione tra corpo da un lato e testa rivolta dall’altro: zig-zag dal volto al corpo: savonarola messa di scorto.
    Gabbia anatomica di stampo mich: sovradimensionato, il braccio esce;sorta di scultura.
    Matrice veneziana del cromatismo e del cangiantismo: velluto verde scuro striato di qualche lumeggiatura, forse di candela, che fende. Velluto rigido della mozzetta. Molti bianchi più o meno luminosi nella veste. Modalità che verrà ripresa anche da Tiziano nel ritratto di Pietro Bembo
  • 1526

    Sebastiano del Piombo,Ritratto di Andrea Doria,1526, olio su tavolaGenova, Palazzo del Principe

    Sebastiano del Piombo,Ritratto di Andrea Doria,1526, olio su tavolaGenova, Palazzo del Principe
    Mantello-sfondo: sinfonia di grigi che tende al nero; difficoltà di attenzione.
    Comandante delle truppe papali,ci osserva beffardo, con aria di sfida. Unico riferimento all’ambiente è il rilievo che addita e fa da parapetto:prob copiato da vero rilievo antico, forse uno di quelli murati in S.Lorenzo fuori le mura; predella con elementi che parlano di lui: possiede 6 flotte pontifice e 6 sono gli elementi nel rilievo: Aphlaston, ancora, prora con testa di cinghiale, poppa a forma di cigno...
  • 1526

    Lucas Cranach il vecchio, cardinal Johann Albrecht di Brandeburgo, 1526

    Lucas Cranach il vecchio, cardinal Johann Albrecht di Brandeburgo, 1526
    committente della cappella dei Margravi in santa Maria dell'Anima a Roma.
  • 1527

    Sacco di Roma, 6 maggio 1527; poi cacciata dei Medici

    Sacco di Roma, 6 maggio 1527; poi cacciata dei Medici
    ad opera delle truppe imperiali, papa ClVII si ritira a Castel Sant'Angelo.Un evento gravissimo, inimmaginabile, documentato da molti, tra cui Guicciardini nella Storia d’Italia, L XIII, 1537-40.
    “tutte le cose sacre, i sacramenti, e le reliquie de’santi, delle quali erano piene tutte le chiese, spogliate de’loro ornamenti, erano gittate per terra; aggiungendovi la barbarie tedesca infiniti vilipendi”.Punto di non ritorno.
  • 1527

    Seconda Cacciata dei Medici, diaspora artisti 16-05

    16 maggio 1527. Conseguente al sacco di Roma vi è la cacciata dei Medici(Alessandro), e l'allontanamento di tutta la fazione filo-medicea, tra cui artisti e committenti:
    Giovanni Angelo Montorsoli a Poggibonsi,
    Pierfrancesco Borgherini,
    Vasari (a Pisa, poi ad Arezzo),
    Giovan Francesco Rustici in Francia.
    Fine dell’età dell’oro auspicata dai Medici.
  • 1527

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli, 1525-27, Boston MoFA

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli, 1525-27, Boston MoFA
    x Vescovo di Sansepolcro Leonardo Tornabuoni o comm x Capp Cesi in SMDPace (Natali2006) rifiutata?
    Passa alla madre di Mons Giovanni Della Casa a Roma (parente del TB)
    Firma su base del sarcofago, sopra decoro con tondino.
    Corpo non martoriato, molle,non c’è il rigor mortis:addormentato; angeli tranquilli, belli:uno ha un sorriso sicuro della resurrezione.Corpo vivo, sensuale e languido: peluria pubica, barba rossastra, vene palpitanti dell’avambraccio.Attenzione al dettaglio anatomico vivo.
  • 1527

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli 2, 1525-27, Boston MoFA

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli 2, 1525-27, Boston MoFA
    John Shearman: articolo sull’opera nel 1986 al Boston Museum Bullettin: si distacca dall’ imago pietatis del Cristo esangue con angeli dolenti. Due sorreggono due elegantissimi ceri pasquali, ulteriore accenno alla Pasqua; il sarcofago può essere letto come un altare, sorta di ostensione del corpo di Cristo risorto. Capelli filigranati degli angeli. Il corpo del Cristo è possente come quelli michelangioleschi; Rosso ha guardato anche il Raffaello della Cappella Cesi, da cui attinge la grazia.
  • 1527

    Parmigianino, Visione di San Girolamo, 1526-27, LNG

    Parmigianino, Visione di San Girolamo, 1526-27, LNG
    VASARI:per madonna Maria Bufolina da Città di Castello una tavola che dovea porsi in S.Salvatore del Lauro in una capella.. fece in essa Fr una Nostra Donna in aria che legge et ha un fanciullo fra le gambe, et in terra con straordinaria e bella attitudine ginocchioni con un piè fece un San Giovanni che torcendo il torso accenna Cristo fanciullo, et in terra a giacere in scórto è un San Girolamo in penitenza che dorme.Ma quest’opera non gli lasciò condurre a perfezzione il sacco di Roma
  • 1527

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 2, 1526-27, LNG

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 2, 1526-27, LNG
    era parte di un trittico che prevedeva due pale con Immacolata Concezione e i SS Gioacchino e Anna. Il Sacco interrompe, le laterali non saranno mai realizzate. Aneddoto dei lanzichenecchi che, stupiti, gli salvano la vita in cambio di disegni
    Sua unica opera romana che crea CHOC per gli altri.
    Nel 1558 i Bufalini decisero di trasferirla nella loro cappella in Sant'Agostino a Città di Castello;
    l'acquistò nel 1790 il pittore inglese James Durno, e finita alla National Gallery di Londra.
  • 1527

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 3, 1526-27, LNG

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 3, 1526-27, LNG
    L’aspetto della plasticità è secondario alla ricercatezza formale (pelle di porcellana); artificio raffinatissimo dissimulato come se fosse natura (pose). Girolamo dorme sdraiato col cappello sopra un teschio; ha in mano una croce con un cristo forse in avorio. Sogna la visione di SGB che indica la Madonna e il Bambino.Come se avesse più falangi. Raggi di luce argentei dai notturni di Correggio.
  • 1527

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 4, 1526-27, LNG

    Parmigianino, Visione di San Girolamo 4, 1526-27, LNG
    Composizione su vari piani, che non sono misurabili:senso di vertigine, di spazio innaturale. Per Chastel funziona per paradossi: la posizione dei personaggi non fa concentrare su ciò che accade, ma sul dinamismo. Soluzione originalissima che riassume il plasticismo di Michelangelo, la raffinatezza di Raffaello e Correggio.
  • 1527

    Sacco di Roma, 6 maggio 1527, trauma per gli artisti

    vasari:muoiono Maturino da Firenze e Marco Dente, incisore di Ravenna.
    B.Cellini racconta la drammaticità dell’assedio, chiusi in Castel S.Angelo; Sebastiano in lettera del 1531 a Michelangelo “non mi par essere quel Bastiano che ero avanti al sacco”.Diaspora degli artisti, si diffonde il linguaggio clementino:Perin del Vaga va a Genova (affreaschi di Palazzo del Principe); Polidoro a Napoli, poi Messina; Giovanni da Udine torna a Udine.
    Giulio Romano se n'era già andato a Mantova nel 1524.
  • 1527

    Sacco di Roma, 6 maggio 1527, diaspora: Venezia

    Sebastiano Serlio, Jacopo Sansovino tornano a Venezia.JS:Piazza San Marco, loggetta del campanile.
    Sebastiano del Piombo si rifugiò in Castel Sant'Angelo; periodo a Orvieto, nel giugno 1528 fu a Venezia; tornò a Roma alla fine di febbraio 1529, uno dei primi.
  • 1527

    Sacco di Roma, 6 maggio 1527, diaspora: Francia

    Rosso Fiorentino lascia Roma: il primo degli italiani ad aprire la via alla migrazione alla corte di Francesco I per il rinnovamento della corte di Fontainebleau, poi dopo di lui:
    Francesco Primaticcio,
    Niccolò dell’Abbate,
    Sebastiano Serlio,
    Benvenuto Cellini.
    In Spagna diaspora di italiani costante.
    In Inghilterra quasi nessuno.
    Francesco I invece convinse vari italiani: prima Andrea che sta poco perché la moglie non vuole, poi Rosso che diventa sovrintendente dei lavori della galleria
  • 1527

    Cherubino Alberti da Rosso Fiorentino, Adorazione dei Magi

    Cherubino Alberti da Rosso Fiorentino, Adorazione dei Magi
    Durante il Sacco, Rosso si rifugia a Perugia, dove realizza un perduto cartone per un'Adorazione dei Magi, lasciata come ringraziamento per l'ospitalità al pittore Domenico Alfani. Dell'opera resta una versione a stampa di Cherubino Alberti e la pala che ne trasse l'Alfani per la chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Castel Rigone, oggi in ubicazione sconosciuta.
  • 1527

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli 3, 1525-27, Boston MoFA

    Rosso Fiorentino, Cristo morto con angeli 3, 1525-27, Boston MoFA
    Sulla destinazione originaria della pala sono state fatte varie ipotesi, sia relative a un luogo a Roma, che a Borgo San Sepolcro, sede titolare del vescovo Tornabuoni.Natali2006:per la cappella Cesi, in Santa Maria della Pace:sarebbe finita al Tornabuoni solo dopo la risoluzione del contratto con Angelo Cesi, magari x nuova sistemazione architettonica che richiedeva una tavola di dimensioni maggiori;forse l'opera, nella sua modernità, era stata rifiutata, come avvenuto per altri lavori di Rosso
  • 1528

    Cappella Capponi in S.Felicita: Annunciazione, Deposizione,Pontormo

    Cappella Capponi in S.Felicita: Annunciazione, Deposizione,Pontormo
    anni di nascita del Manierismo per S.(1525-28). Vetrata di Guillaume de Marcillat con Trasporto di Cristo.Nella Volta:Dio Padre,Patriarchi,tondi con evangelisti di Bronzino e Pontormo.
  • 1528

    Trasporto di Cristo, Pontormo, Cappella Capponi in S.Felicita

    Trasporto di Cristo, Pontormo, Cappella Capponi in S.Felicita
    1526-28. Vasari:"Senza ombre e colorito chiaro"(disappunto per il colore uniforme)"estravaganti modi".Non c'è calibrazione dei gesti:espansione,trasognato balletto(Pinelli)senza misura,intreccio di gesti,moti,figure,vesti.Corpi evanescenti,diasfani,immateriali coperti da drappi.Ambientazione e contesto assenti.Sconvolge la compagine di Andrea dal punto di vista compositivo e cromatico.
  • 1528

    Rosso Fiorentino,Deposizione,1527-1528, olio su tavola,Sansepolcro, Chiesa di San Lorenzo

    Rosso Fiorentino,Deposizione,1527-1528, olio su tavola,Sansepolcro, Chiesa di San Lorenzo
    Fuggiasco e senza soldi, ottenne questa commissione grazie all’intercessione di Leonardo Tornabuoni, cedutagli da Raffaellino dal Colle, per la Confraternita di Santa Croce di Sansepolcro, chiesa si San Lorenzo; è l’ultima opera in Italia.
    Contratto 23 settembre 1527, ultimata nel gennaio 1528, molto veloce.
    La Confraternita chiede che sia dato un ampio spazio al corpo di Cristo; Rosso soddisfa questa richiesta, ma in modo scioccante: Cristo è rappresentato totalmente nudo, senza il sudario.
  • 1528

    Rosso Fiorentino, Deposizione,1527-1528, olio su tavola,Sansepolcro, Chiesa di San Lorenzo

    Rosso Fiorentino, Deposizione,1527-1528, olio su tavola,Sansepolcro, Chiesa di San Lorenzo
    DIFFICULTOSA;onda centrifuga e centripeta: ha perso LA VIVA MATERIA romana ed è tornato allo sperimentalismo anticlassico pre-romano, con atmosfera notturna e tenebrosa. Vi sono pose impossibili (GDA che si inerpica sulla scala), presenza sconcertanti (scimmia?).Madonna sembra mimare la Crocifissione; Cristo, con le singole costole accentuate, scultura tedesca del Trecento.
    50anni dopo, visita pastorale Angelo Peruzzi, vescovo di Sarsina (Forlì-Cesena) lo dichiarò indecente,chiese la rimozione
  • 1529

    Accordo di Barcellona tra Clemente VII e CARLO V; Assedio di Firenze

    Clemente VII si schiera con Carlo V, chiedendogli di reinsediare i Medici a Firenze, dando fine al virgulto repubblicano brevissimo. Lunga fase di assedio da parte delle truppe di Carlo V molto lunga per ristabilire l’ordine. Firenze cerca di resistere strenuamente.
    Si assoldano i più importanti mercenari: Malatesta Baglioni, Giovanni delle Bande Nere. Costruzione di nuovi bastioni; perdita di risorse umane e alimentari.
  • 1529

    29-06 Pace di Barcellona tra Clemente VII e Carlo V d'Asburgo

    in conclusione della guerra che vedeva contrapposti gli Asburgo alla Lega di Cognac. Clemente VII accondiscendeva a cedere all'Impero la supremazia sull'Italia, purché venisse reintegrato al Ducato di Milano Francesco IISforza, alla Signoria di Firenze la famiglia Medici, e venissero restituiti allo Stato Pontificio i territori sottrattigli nel 1527. L'Imperatore si impegnava altresì contro i protestanti, a fronte dell'appoggio del Pontefice nelle iniziative anti-turche di Carlo V. Segue assedio
  • 1530

    Pontormo, Martirio dei diecimila, 1530 circa, tavolaFirenze, Galleria Palatina

    Pontormo, Martirio dei diecimila, 1530 circa, tavolaFirenze, Galleria Palatina
    1530 acq terreno dello Spedale degli Innocenti, forse come ringraziamento o pagamento realizza questa tavola.
    Non vi è più centralità (lunettone VS pala “quadra”). Re Sapore col gesto avvia il martirio dando ordine alla figura di spalle con la cesta con chiodi (lapidazione, camminare sui chiodi, crocifissione). Inserisce monte intermedio prima dello sfondo. Riflessioni su Michelangelo, sulla battaglia, ma nel Re Sapore riprende il monumento di Giuliano, duca di Nemours, delle Cappelle medicee.
  • 1530

    Battaglia di Gaviniana, 3-08-1530; tradimento di Malatesta Baglioni

    Signore di Perugia, la consegnò a Filiberto di Orange, e assunse il ruolo di difensore della repubblica di Firenze MA accordo segreto con ClVII e con gli imperiali stabiliva che avrebbe riottenuto la signoria della città al termine della sua condotta per Firenze.
    tradimento fu rivelato il 3 agosto 1530, battaglia di Gavinana, in cui le forze fiorentine comandate da Francesco Ferrucci furono annientate dalle truppe imperiali, anche grazie alle informazioni ricevute da M. "Ahi traditor Malatesta!"
  • 1530

    Agnolo Bronzino, Pigmalione e Galatea, 1529-1530, olio su tavola, 81x63, Firenze, Galleria degli Uffizi

    Agnolo Bronzino, Pigmalione e Galatea, 1529-1530, olio su tavola, 81x63, Firenze, Galleria degli Uffizi
    Vasari"Ritrasse P nel tempo dell’assedio di Fiorenza Francesco Guardi in abito di soldato,e nel coperchio poi di questo quadro dipinse Bronzino Pigmalione che fa orazione a Venere affinché la statua divenga carne e ossa"
    Cropper spiega che il coperchio sia stato realizzato dopo la vittoria medicea per non farsi scoprire ritratto come difensore della Repubblica.
    MA il dipinto coperchio non ha resecazioni ed è più piccolo di 9 cm della tavola in larghezza e 11 in altezza (81x63 contro 92x72 cm)
  • 1530

    Parmigianino, Madonna della Rosa1530, olio su tavolaDresda, Gemäldegalerie

    Parmigianino, Madonna della Rosa1530, olio su tavolaDresda, Gemäldegalerie
    Eseguito per Pietro Aretino che lo donò a Clemente VII, recatosi a Bologna per incoronare Carlo V.

    Si ritiene completata entro il marzo 1530, quando il P si recò a Venezia per acquistare colori per la mai realizzata decorazione a fresco della cappella di San Maurizio in San Petronio, una commissione voluta da CV.Eleganza parmigianinesca: allungamento della figura: bambino, busto della madonna, affettazione: mani allungate, affusolate, appuntate; riccioli arrovellati, dorati e filigranati.
  • 1530

    Parmigianino, Madonna della Rosa 2, 1530, olio su tavolaDresda, Gemäldegalerie

    Parmigianino, Madonna della Rosa 2, 1530, olio su tavolaDresda, Gemäldegalerie
    La M bellissima aria, et il putto è molto naturale, perciò che egli usò di far sempre nel volto de' putti una vivacità propriamente puerile, che fa conoscere certi spiriti acuti e maliziosi che hanno bene spesso i fanciulli; abbigliò ancora la ND con modi straordinarii, vestendola d'un abito che avea le maniche di veli gialletti e quasi vergati d'oro, che nel vero avea bellissima grazia, facendo parere le carni vere e delicatissime, oltra che non si possono vedere capegli dipinti meglio lavorati
  • 1530

    Incoronazione di Carlo V a Bologna,da pt di Clemente VII

    l'ncompleta San Petronio ha ospitato anche un evento entrato nei libri di storia: l’incoronazione di Carlo V a imperatore del Sacro Romano Impero da parte di papa Clemente VII. Era il 24 febbraio 1530.
    Pietro Aretino dona al Papa la Madonna della Rosa del Parmigianino
  • 1531

    Sebastiano del Piombo,Ritratto di Clemente VII con barba,1529-1531, olio su lavagnaNapoli, Museo di Capodimonte

    Sebastiano del Piombo,Ritratto di Clemente VII con barba,1529-1531, olio su lavagnaNapoli, Museo di Capodimonte
    misura 50 x 34 cm.
    (dopo il sacco aveva fatto il voto di non tagliare più la barba). Effetto cinematografico, sfondo di lavagna e potenza espressiva della testa, nessun elemento accessorio, vesti. Si leggono tutti gli elementi
    1528, Cl rientra a Roma deserta, spopolata e povera, con la peste. Cerca di riportare lo status artistico di prima del 1527, SDP:1529: ritorno a Roma; 1531 titolo di piombatore della Zecca Pontificia (carica onorifica: non faceva niente ma aveva una pensione annuale).
  • 1531

    Pontormo, cartoni per Poggio a Caiano

    Pontormo, cartoni per Poggio a Caiano
    Tema del nudo in movimento con torsioni si ritrova nei disegni preparatori per il completamento degli affreschi del salone della villa di Poggio a Caiano, impresa affidata nel 1531 da Ottaviano de' Medici su incarico di Clemente VII e mai portata a termine.Vasari testimonia:Ercole e Anteo,Venere e Adone e un gruppo di Ignudi che giocano a calcio fiorentino, riferimento ai recenti eventi dell'assedio, con la partita giocata sotto il fuoco nemico in piazza Santa Croce il 15 febbraio 1530.
  • 1532

    Bronzino, Martirio dei diecimila, 1530-1532 circa, tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi

    Bronzino, Martirio dei diecimila, 1530-1532 circa, tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi
    composizione deriva dirett dal cartone di Pontormo e dal dipinto degli Innocenti, a lui attribuito fino al 1855. Ha una pittura più smaltata con passaggi cromatici più sfumati.
    Vasari ci dice che anche al tempo si scambiavano le opere dei due, perché Bronzino emulava alla perfezione lo stile del maestro Pontormo.
    Sposta lievemente l’asse prospettico: Battesimo in fondo come nella tavola, proscenio con la battaglia come nel cartone; dalla tavola recupera parte delle crocifissioni; angioletti.
  • 1532

    Giovanni da Udine,volta della Sagrestia Nuova

    Volta a lacunari in stucco delle cappelle (perduta). I due si stimano molto, ma lettera 25/12/1531: Giovanni a Roma scrive che Mich gli ha mandato disegni troppo grandi, adatti per scultore e non per stuccatore,raffinatezza diversa.
    Vasari critica la mancanza di colore e la distanza del riguardante non faceva leggere bene il decoro.Uccelli, fogliami e maschere, nonostante siano bellissimi sono“stramezzati di colori”: privi di colori, sono bianche, quindi appiattite e non ben distinguibili.
  • 1532

    Vasari, Deposizione nel sepolcro,1532, olio su tavolaArezzo, Casa Vasari

    Vasari, Deposizione nel sepolcro,1532, olio su tavolaArezzo, Casa Vasari
    Vasari21enne faticava a trovare una via di accesso a commissioni importanti ; riesce ad entrare da una porta chiusa.Parla dell’opera nei Ricordi,autobiografia.
    X il cardinale Ippolito Medici, passò ad Alessandro, che la conservò nella sua camera. È evidente lo studio della Deposizione di Sansepolcro di Rosso (1528), spec nel cromatismo cangiante, metallico.
    Tratto duro, incisivo della grafica dureriana che conferisce monumentalità alle figure, tanto che Cristo spicca come una scultura lignea.
  • 1533

    Tiziano, Carlo V con il suo cane,1533, olio su telaMadrid, Museo del Prado

    Tiziano, Carlo V con il suo cane,1533, olio su telaMadrid, Museo del Prado
  • 1533

    Baldassarre Peruzzi, s Maria sopra MINERVA:restauro area presbiteriale, 1533

    Baldassarre Peruzzi, s Maria sopra MINERVA:restauro area presbiteriale, 1533
    1280, ispirata a SMN;nel 1453 voltata.
    Aprile 1533 Clemente chiama B Peruzzi, come archi di San Pietro e per restaurare l’area presbiteriale, scelta come sede per le tombe medicee. non San Pietro Perché in trasformazione, oggetto di demolizioni e costruzioni, rudere inutilizzabile per 30 anni:parti inglobate, altre distrutte.
    A Roma c’era SGdei Fiorentini,via Giulia, prima del ponte, Lavori cominciati nel 1523, ma non ancora sede adatta X le tombe dei Papi
    Facciata ultimata 1725.1600, barocco.
  • 1533

    Baccio Bandinelli, Progetto per la tomba di Clemente VII,1533 CA, Providence, Rhode Island School of Design

    Baccio Bandinelli, Progetto per la tomba di Clemente VII,1533 CA, Providence, Rhode Island School of Design
    enorme corpus di disegni per seguire il pensiero. Papa in posizione di demi-gisant (semigiacente sul letto), né vivo né morto, via intermedia.
    A fare da cortina al gesto in Baccio vi sono due angeli con il drappo e due fiaccole; poi una nicchia con l’anima del Papa che indica il passaggio intermedio tra la terra e il cielo, con riferimento all’Immortalità dell’anima individuale, dogma proclamato Da Leone X nel Concilio lateranense del 1513.
    Trinità con Vergine e Cristo affrontati.
  • 1533

    Michelangelo, Cristo morto, Louvre

    Michelangelo, Cristo morto, Louvre
    Probabilmente modello per la PIETà DI Ubeda di Sebastiano.
  • 1534

    Vasari,Ritratto del duca Alessandro Armato,1533-1534, olio su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi

    Vasari,Ritratto del duca Alessandro Armato,1533-1534, olio su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi
    Vasari era desideroso di dimostrare il suo studio, e il Duca di esaltare le sue origini.
    nelle Ricordanze ne parla.
    Sembra ambientato in una grotta di un giardino all’antica, con una fenditura tramite cui si vede Firenze. La posa è quella dello zio Giuliano di Nemours, con il bastone del comando: così Vasari dimostra lo studio di Michelangelo e Alessandro si ricollega ai suoi antenati.
  • 1534

    Vasari,Ritratto del duca Alessandro Armato,2,1533-1534, olio su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi

    Vasari,Ritratto del duca Alessandro Armato,2,1533-1534, olio su tavolaFirenze, Galleria degli Uffizi
    L’armatura era considerata l’abbigliamento più difficile in quanto irrigidisce il corpo: Vasari la sceglie per dare prova della sua abilità. Armato come pacificatore, come descritto da Machiavelli ne Il Principe.
    La sedia è all’antica, ha le zampe.
    L’eccesso di virtuosismo si rivela nel riflesso alla fiamminga della finestra sull’elmo, che contraddice l’ambientazione nella grotta!
  • 1534

    Vasari, Ritratto di Lorenzo il Magnifico, 1534, Uffizi.

    Vasari, Ritratto di Lorenzo il Magnifico, 1534, Uffizi.
    Rievoca quello, sempre di profilo, di Cosimo il Vecchio dipinto da Pontormo (1519-1520) per Goro Gheri.
    Altra commissione di Alessandro, quasi contemporaneo al suo ritratto 1534 (lo stava terminando).
    Esiste una lettera di Vasari ad Alessandro del 1533 in cui spiega il dipinto: Lorenzo è a casa, ma non viene meno l’importanza politica, la virtus.
    Probabilmente l’iconografo fu Paolo Giovio. La lucerna aperta simboleggia il suo “far lume” ai suoi successori (come in un brano di Giovio).
  • 1534

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco, 1525-34, piazza della Signoria

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco, 1525-34, piazza della Signoria
    Virgilio Eneide VIII L, X fatica di E.
    Caco: sanguinario figlio di Vulcano che terrorizza il Lazio, ruba gli armenti a Ercole, che lo rincorre fino a una spelonca nell’Aventino e lo uccide. I popoli del Lazio allora gli dedicano un altare.
    Sul piedistallo che fiancheggia l’entrata di Palazzo Vecchio, angolo via della Ninna, si vede bene dal Corridoio; fronteggia il David. Vasari loda ma evidenzia il problema del confronto.BB si fece rimettere le palizzate per ritoccare la schiena di nascosto.
  • 1534

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco 2, 1525-34, piazza della Signoria

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco 2, 1525-34, piazza della Signoria
    difficile, studiata,ogni parte attesa.
    MA Davitte di Michelagnolo toglie assai di lode all’Ercole, essendo il più bel gigante che mai sia stato fatto, nel quale è tutta GRAZIA e bontà.Considerando l’Ercole di Baccio da sé, non si può se non lodarlo e tanto più, vedendo che molti scultori di poi non vi erano riusciti (Montorsoli, Sansovino e Cellini) il quale se dalla natura avesse ricevuta tanta GRAZIA et agevolezza, quanta da sé si prese FATICA E STUDIO, egli era nella scultura perfetto
  • 1534

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco 3, 1525-34, piazza della Signoria

    Baccio Bandinelli, Ercole e Caco 3, 1525-34, piazza della Signoria
    composizione piramidale che parte larga e arriva stretta sulla testa di Ercole.
    Come tutta la scultura manierista ha un andamento spiraleggiante, deve essere vista a 360 gradi (SI VEDA WITTKOVER), non è scultura da nicchia.
    Siamo in un momento in cui l’aggiunta, la fantasia sono apprezzate (schiena immaginifica con muscoli inesistenti).
  • 1534

    Tomba di Clemente VII:INTERRUZIONE progetto Baccio

    settembre 1534 muore Clemente VII. Ci si deve scontrare con i 4 esecutori testamentari del Papa, che cercano di risparmiare: cardinali Ippolito de’ Medici, Innocenzo Cybo, Giovanni Salviati e Niccolò Ridolfi.
    Ippolito cerca di imporre il suo preferito, Alfonso Lombardi (Ferrara-Bologna).
    Contratto rinn nel 1536,2anni dopo morte. Elabora nuovo progetto meno costoso: Progetto per la tomba di Leone X e Clemente VII, 1535, Madrid, Accademia di San Fernando. ricorda una tomba a sé stante, un’isola.
  • 1535

    Pontormo,Ritratto di Alessandro de’ Medici, duca di Firenze,1534-1535, olio su tavola,Philadelphia, Philadelphia Museum of Art

    Pontormo,Ritratto di Alessandro de’ Medici, duca di Firenze,1534-1535, olio su tavola,Philadelphia, Philadelphia Museum of Art
  • 1535

    Baccio Bandinelli, Progetto per la tomba di Leone X e Clemente VII, 1535, Madrid, Accademia di San Fernando

    Baccio Bandinelli, Progetto per la tomba di Leone X e Clemente VII, 1535, Madrid, Accademia di San Fernando
    esclude il riguardante: a DX leone legge, A SX Cl benedice. Prigioni mich, baciano i piedi.Pietro e Paolo giganti.
    Donne con fiaccole (come angeli P33); alla base due fig remissive: vittoria dello Spirito sulla Materia (dalla tomba di Giulio II);
    Ingresso di un Papa in una città, corteggio e soldati.
    Cristo risorto con Croce nella posa serpentinata di quello Mich in SMSM.
    Dalla base dell’arco trionfale si sviluppa in struttura originale(volute, scale);originale la posa dei Papi fronteggiati.
  • 1536

    Rosso Fiorentino, Elefante reale, Galleria di Francesco I a Fontainebleau, 1536

    Rosso Fiorentino, Elefante reale, Galleria di Francesco I a Fontainebleau, 1536
    simbolo di forza e intelligenza già dalla lett antica (fonti citate da Piero Valeriano negli Hieroglyohica) con stemma di Francesco I sulla testa; ai suoi piedi allegoria degli elementi che simboleggiano i territori di Francesco.
    - Bagno di Pallade
    - Cleobi e Bitone
    - Educazione di Achille
    - E
    - Fratelli di Catania
    - Lotta tra Centauri e Lapiti
    - Morte di Adone
    - Illuminazione di Francesco I
    - Unità dello Stato
    - Vendetta di Nauplio
    - Sacrificio
    - Perdita della gioventù perpetua
  • 1536

    Vasari, apparati per Carlo V, 29-04-1536

    CARLO V soggiorna fino al 4 maggio nell’appartamento di Palazzo Medici del Duca che viene ospitato dai Tornabuoni.Ala del Palazzo con gli affreschi in fieri di Vasari: esposti i cartoni per dare idea di completezza.
    Macchina celebrativa: disegnata da V e descr nelle Ricordanze.
    In città pochi artisti: molti repubblicani, invisi ai Medici, si trova sguarnito di maestranze, si deve rivolgere a Roma, da cui richiama Raffaello da Montelupo(scultore architetto)
    Battista Franco(pittore Veneziano)
  • 1536

    Raffaello da Montelupo, Lorenzetto:Ponte s.Angelo, 8 statue in stucco

    Carlo V a Roma per chiedere scusa per il Sacco: qui era stato allestito Ponte S. Angelo con 8 statue in stucco con Evangelisti e profeti, Abramo, Noè, Mosè.
    Realizzate da Raffaello da Montelupo con aiuto di Lorenzetto (Lorenzo Lotti, detto), controparte scultorea dello stile Raffaellesco.
  • 1537

    Assassinio di Alessandro;Battaglia di Montemurlo, PO

    tra 5 e 6 gennaio, Alessandro assassinato da Lorenzaccio. A Firenze si affrettarono a dare alla città un nuovo successore, Cosimo di Giovanni delle Bande Nere, per prevenire moti popolari o mosse da parte di CarloV.
    il 2 agosto battaglia tra i sostenitori di Cosimo I, e i fuorusciti repubblicani, oppositori della presa di potere mediceo, capeggiati da Baccio Valori e Filippo Strozzi. La vittoria del partito mediceo segnò la definitiva sconfitta dei ribelli e il dominio mediceo
  • 1537

    Pontormo, Alabardiere, 1529-30 o 1537, Los Angeles, Getty

    Pontormo, Alabardiere, 1529-30 o 1537, Los Angeles, Getty
    Voss a Pontormo da Vasari, anni 20.
    E.Cropper, segue Luciano Berti (CRD'A) e lo data 1529-30 id come Francesco Guardi,difensore della Repubblica, con fortezza alle spalle.
    Pinelli al 1537 come Cosimo I dopo la battaglia di Montemurlo che riprende il potere a Firenze: non un’alabarda, ma una picca: manicotto di legno (di lunghezza variabile, fino a 3 o 4 m) con punta metallica all’estremità.
    Malinconico e fiero.
    venduto1989, 32 mil $ in asta di Christie' s primato mondiale per un old master
  • 1537

    Pontormo,Ritratto di giovane (Duca Cosimo),1537 circa, olio su tavola, Princeton, Barbara Piasecka Johnson Foudation

    Pontormo,Ritratto di giovane (Duca Cosimo),1537 circa, olio su tavola, Princeton, Barbara Piasecka Johnson Foudation
    sempre nella collezione dei 22 ritratti medicei della villa di Valfonda dI Riccardo di Romolo Riccardi, citato nell'inv del 1612 pubblicato da Keutner come "Cosimo con berrettino in testa con una penna bianca". Uno dei 3 ritratti di Cosimo in fasi diverse: alabardiere, questo come Duca e da piccolo con Maria Salviati, la madre
  • 1537

    Pontormo, Alabardiere: il GESTO

    Pontormo, Alabardiere: il GESTO
    In un’analisi gestualità del Cinquecento la mano sul fianco è indice di audacia, controllo di certi impulsi, sfrontatezza, imposizione. Il gesto della mano sul fianco è il gesto di trionfo associato alle statue del David, che trionfa su Golia.
    Il David che gli assomiglia di più è quello bronzeo di Donatello. La mano sul fianco è ripetuta, fa parte delle strategie politiche dei Medici. L’alabardiere sarebbe il giovane tiranno che con spavalda sfrontatezza riprende il potere su Firenze.
  • 1537

    Bronzino,Ritratto di Ugolino Martelli,1536-1537, olio su tavola,Berlino, Gemäldegalerie

    Bronzino,Ritratto di Ugolino Martelli,1536-1537, olio su tavola,Berlino, Gemäldegalerie
    Manoscritto su Libro IX dell’Iliade; sx Bembo(Sonetti in volgare); Virgilio(MARO).Coetaneo di Cosimo. Lascia Firenze insieme a Benedetto Varchi per studiare lettere classiche a Padova.David è attributo della famiglia e della fiorentinità, appartenenza a Firenze; inoltre la torsione è quella del Giuliano DdN(speculare).
    Effigi in cui la posizione è congelata in una fissità sospesa, astrazione di posizione e assenza di passioni.
    Fiorentinità esibita per sottolineare la fedeltà ai Medici
  • Jan 6, 1537

    Cosimo I duca; Pierfrancesco Riccio, artisti prediletti

    notte dell’Epifania 1537: assassinio di Alessandro per mano di Lorenzino, sorta di colpo di Stato risolto subito dando il potere al giovane Cosimo I: si arresta quindi la carriera di Vasari, perché Cosimo 18enne era consigliato da PF Riccio, suo ex precettore e maggiordomo.
    Gli artisti di fiducia erano
    Baccio Bandinelli (scultura),
    Bronzino (pittura),
    Tribolo (scultura da giardino, fontane)
    il legnaiolo Giovanni Battista di Marco Del Tasso (architettura, apparati effimeri).
  • 1538

    Pontormo, Visitazione, pieve di Carmignano, PO

    Pontormo, Visitazione, pieve di Carmignano, PO
    ricordata nell’atto di donazione per il proprio altare nella chiesa di Carmignano stilato il 28 giugno 1538 da Bartolomea Pinadori, vedova di Pietro di Paolo di Bonaccorso Pinadori, dedicato alla Visitazione, e sul quale avrebbero dovuto essere celebrate un certo numero di messe. sIMILITUDINI stilistiche con l'Alabardiere notate da Pinelli.
  • 1538

    Villa di Castello, ristrutturazione di Tribolo, Vasari

    Villa di Castello, ristrutturazione di Tribolo, Vasari
    Era la Villa di Giovanni delle bande, Maria Salviati. Giardini saccheggiati nell'assedio. Dal 1538, Cosimo, divenuto duca, la fece ristrutturare da Vasari e commissionò a Niccolò Tribolo il progetto del giardino, che fosse un luogo di magnificenza da usare come rappresentanza e propaganda politica, diretta rappresentazione del potere personale e dinastico del Principe e uno dei primi grandi esempi di giardino all'italiana. Suo diretto discendente, il Giardino di Boboli.
  • 1538

    Vasari a Roma; a Bologna

    Il sogno di Vasari si infrange: deve peregrinare altrove: nel 1538 per la seconda volta a Roma, poi a Bologna. Viaggi importanti per rielaborare i suoi pensieri sul linguaggio raffaellesco (S. Cecilia a Bologna dal 1518).
    Opere di Vasari post 1537: la dolcezza raffaellesca c’è negli sfondi paesistici.
  • 1539

    Tiziano Vecellio, Ritratto di Pietro Bembo, 1539, WNG

    Tiziano Vecellio, Ritratto di Pietro Bembo, 1539, WNG
    Modalità di Sebastiano: contrapposizione tra corpo da un lato e testa rivolta dall’altro: zig-zag dal volto al corpo, ripresa ad esempio da Tiziano nel ritratto di Pietro Bembo del 1539, Washington NG
  • 1539

    Rosso Fiorentino, Primaticcio: Galleria di Francesco I a Fontainebleau, 1532-39

    Rosso Fiorentino, Primaticcio: Galleria di Francesco I a Fontainebleau, 1532-39
    Rosso sovrintendente dei lavori della galleria: si inventa cornici dorate che inquarano gli affreschi e gli stucchi: arriva Primaticcio per realizzarli.
    Gli stucchi entrano nella rappresentazione, c’è un gioco manierista e artefatto tra spazio pittorico e decorazioni.
    Elefante reale (simbolo di forza e intelligenza) con stemma di Francesco I sulla testa; ai suoi piedi allegoria degli elementi che simboleggiano i territori di Francesco.
  • 1539

    Sebastiano del Piombo, Pietà di Ubeda, 1539 circa, olio su lavagna, 124x111,Siviglia, Fundazione Casa Ducale di Medinaceli (in deposito Madrid, Prado)

    Sebastiano del Piombo, Pietà di Ubeda, 1539 circa, olio su lavagna, 124x111,Siviglia, Fundazione Casa Ducale di Medinaceli (in deposito Madrid, Prado)
    comm1533da Ferrante Gonzaga, come dono xCancelliere di CV, Francisco de los Cobos y Molina, che stava allestendo la sua cappella in San Tomàs a Ubeda (Andalusia) centro di diffusione del rinascimento italiano in Spagna.
    Sudario, studio di dettaglio quasi fiammingo.
    Vasari racconta le vicende:prezzo alto,500 scudi,estrema ricerca formale. Mich è suggeritore occulto; S aggiunge delle difficoltà: il braccio sx discostato dal corpo fa vedere il tessuto azzurro squillante.Fruizione limitata, intima.
  • 1540

    Vasari,Crocifissione, 1540, Camaldoli, Arcicenobio

    Vasari,Crocifissione, 1540, Camaldoli, Arcicenobio
    Dolcezza raffaellesca negli sfondi paesistici.
    Composiz più classicista, maggiore compostezza e plausibilità delle pose delle figure (non c’è il Giuseppe d’Arimatea funambolo del Rosso), aspetto di congelamento, elemento ornamentale che sopravanza la realtà: stati d’animo convenzionali, gesti cristallizzati, ornamentali.
    I colori di Rosso(cangianti, di tonalità cupe) INVECE Qui i colori della maniera moderna, manifestamente arbitrari,caratterizzeranno la pittura successiva:oratori, Salviati.
  • 1540

    Baccio Bandinelli, tomba di Leone X; Incontro di Leone e Francesco I a Bologna

    statua del Papa di Raffaello da Montelupo; di Baccio i bassorilievi con l’Incontro di Leone X con Francesco I del 1515 a Bologna; Battesimo di Gesù; Miracolo di San Giuliano.
  • 1540

    Bandinelli, tomba di Clemente VII, RILIEVO incontro di Carlo V col Papa

    Bandinelli, tomba di Clemente VII, RILIEVO incontro di Carlo V col Papa
    statua del papa:Nanni di Baccio Bigio;
    rilievi sull’attico:Pace tra Clemente VII e Carlo V (Bologna 1529),S. Benedetto incontra Totila e S.Giovanni nel deserto.
    L’ignudo a sx cita il David di Donatello, simbolo della Repubblica; dietro, autoritratto di Baccio che si tocca la barba, con i personaggi più importanti del mondo, autocelebrazione. Si autonomina erede di Donatello e Mich, uomo della Corte medicea. Lavora a Roma anche dopo, ma vuole tornare a Firenze per essere lo scultore di Cosimo I.
  • 1540

    Sebastiano del Piombo, Cristo portacroce,1540 circa, Prado

    Sebastiano del Piombo, Cristo portacroce,1540 circa, Prado
    olio su lavagna, supporto adatto per i problemi di luce, acuire il senso di oscurità in contrasto con la luce emanata dalla figura del Cristo.
    Nonostante le piccole dimensioni (43 x 32), di notevole monumentalità, forza plastica della figura che emerge, non è contenuta dal quadro; espressività, forza, mano dinoccolata, estremamente realistiche le ombre proiettate dalle dita sul legno. Ricerca molto raffinata.
    Periodo post-sacco di pittura malinconica, di soggetto sacro; suggestioni da Miche
  • 1540

    Perin del Vaga et al, Sala Regia, Palazzo Apostolico, 1540-1573

    Perin del Vaga et al, Sala Regia, Palazzo Apostolico, 1540-1573
    su progetto di ADSILG. Pareti affrescate da diversi artisti: Livio Agresti, Salviati, Girolamo Siciolante da Sermoneta, Vasari, fratelli Zuccari.
    Perin del Vaga realizza la volta a cassettoni con decorazioni in stucco con l'aiuto di Sansovino e Daniele da Volterra.
    Ogni affresco ha una cornice che a sua volta ha una cornice in stucco con elementi figurativi; c’è quasi più attenzione all’ornato che alle scene. In certi casi è più difficile scompartire e suddividere le parti.
  • 1540

    Bronzino,Bartolomeo Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Bartolomeo Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi
    paggio A Lione DURANTE assedio;Cosimo lo fa ambasciatore alla Corte di Francia.Posa di GDN(lorica anatomica=forza);marsina di velluto scuro e maniche di seta.Mani Copiate specularm.L’ambiente urbano con le cornici aggettanti, mensole delle finestre; libere invenz dalle arch mich delle CM e della L.
    Spada ornamento,non combattente ma cortigiano urbano nello spazio civile; piccolo libro con poesia lirica. Un cane sotto il tavolino (fedeltà): era sposato con Lucrezia Pucci Panciatichi.
  • 1540

    Bronzino,Bartolomeo Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Bartolomeo Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi
    VASARI: “I ritratti di lui e della moglie, tanto naturali che paiono vivi veramente che non manchi loro se non lo spirito”
    apprezza quest'arte perché suo contemporanea.
    ADOLFO VENTURI,1933SDAI:Il profilo allampanato, il lungo naso spiovente, i baffi cadenti in giù, le spalle che scendono ripide. Lo stecchito signorotto […], trova il suo completamento nella scatola marmorea che lo racchiude”
    Per Venturi non fu facile capire il Manierismo.
  • 1540

    Bronzino,Lucrezia Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Lucrezia Panciatichi,1540 circa, olio su tavola,Uffizi
    Non vuole comunicare niente, si mostra con cintola, anelli ricchezza dell’abito di seta, collane: attenzione al dettaglio. Contrasta con lo sfondo astratto, una nicchia buia. Ci guarda negli occhi, bellezza perfetta. Come se si fermasse dalla lettura del suo Libro d’ore nella sua cappella.Collana d’oro gira larga intorno al collo con delle placchette con su scritto “AMOR DURE SANS FINE”, motto “palindromo” (sans fin amor dure; amor dure sans fin).
  • 1541

    Bronzino, Cappella di Eleonora, volta, 1540?-1541

    Bronzino, Cappella di Eleonora, volta, 1540?-1541
    Forse ha già iniziato nel 1540, ii PIANO app della Duchessa DI V e Leo del Tasso: ambiente piccolissimo che porta all’estremo la perfezione formale estenuata, aldilà del naturale che diviene sprezzatura, arte per l’arte, superamento del bello estetico.Trinità con il Vultus: nel disegno ERA stemma mediceo.SGio a Patmos, S.Michele, S.Fra riceve le stimmate e S.Gerolamo penitente. Pone qui maggiore attenzione all’elemento naturalistico:pelle che si attorciglia nel ventre,ricerca;pareti raggelate
  • 1541

    Bronzino,Cappella di Eleonora,Passaggio Mar Rosso

    Bronzino,Cappella di Eleonora,Passaggio Mar Rosso
    Truppe romane ed egiziani travolte dal Mare. Prospetticamente corretto, prospettiva aerea e proporzioni giuste. Le figure recitano, estrema stilizzazione. Bellezza delle figure in sé, senza prendere in considerazione la drammaticità della situazione. Esseri non disturbati dalle imperfezioni nè dalle emozioni. Simile alla medesima scena di Perino, donata a Raffaello di Sandro, cappellano di San Lorenzo, durante la peste
    Riprende molto Michelangelo nelle anatomie
  • 1541

    Bronzino,cappella di Eleonora,Adorazione del serpente di Bronzo

    Bronzino,cappella di Eleonora,Adorazione del serpente di Bronzo
    Stessa scena in uno dei 4 pennacchi della Sistina resa con espressività del vortice di figure.
    In Bronzino invece: figure studiate singolarmente che si compongono in un insieme riconoscibile. Tutto è calligrafico, gli intrecci dei corpi stessi. Sono corpi trascendenti, lontani dalla presenza reale. Le espressioni comunicano un dolore vago, cristallizzato.
  • 1542

    Aristotile da Sangallo, Battaglia di Cascina, dal cartone di Michelangelo

    Aristotile da Sangallo, Battaglia di Cascina, dal cartone di Michelangelo
    Battaglia di Cascina (copia del cartone di Michelangelo eseguita dall'allievo Aristotele da Sangallo nel 1542 e conservata presso la Holkham Hall di Norfolk in Inghilterra
  • 1542

    Bronzino,Bia de’ Medici,1542 circa, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Bia de’ Medici,1542 circa, olio su tavola,Uffizi
    figlia illegittima di Cosimo (accettata come figlia propria da Eleonora),rappresentaizone in miniatura di Eleonora (abito, impostazione, composizione, posizione). Accenna forse un minimo di sorriso. Estremamente impreziosita di gioielli: catena d’oro con pendente all’antica col profilo di Cosimo (a rafforzare il suo legame con la famiglia), una sorta di cintura con cui giocherella. Abito di raso con maniche a sbuffo come quelle della Lucrezia Panciatichi. Morirà pochi mesi dopo il ritratto.
  • 1543

    Pontormo, Ritratto di monsignor della Casa (?)1540-1543 circa, olio su tavola, Washington, National Gallery of Art

    Pontormo, Ritratto di monsignor della Casa (?)1540-1543 circa, olio su tavola, Washington, National Gallery of Art
    monsignor della Casa (autore del Galateo) o Mons.Ardinghelli, canonico di SMDF. Stoffa lucida, serica delle maniche resa con attenzione come nell’Alabardiere.
    Sul cappello è una medaglia fissata con spilla, su cui sono raffigurati Ercole e Anteo. Sappiamo che nel 1528 una medaglia col medesimo soggetto fu eseguita da Benvenuto Cellini ed era una tipologia di moda sui cappelli.Tra il 1537 e il 38 Cosimo fa coniare da Domenico di Polo una medaglia con “Ercole che scoppia Anteo”.
  • 1543

    Tiziano, Paolo III Farnese,1543, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte

    Tiziano, Paolo III Farnese,1543, olio su telaNapoli, Museo di Capodimonte
    poi anche più anziano con i nipoti Ranuccio e Alessandro (1545, Capodimonte).
    Qui riprende la composizione di Sebastiano per Clemente, tagliando parte della figura (la mano sinistra).

    1 settembre 1535, Tiziano è registrato come famiglio della corte del Papa e architetto, pittore e scultore del Sacro Palazzo Vaticano; arbitro del gusto del tempo.
  • 1543

    Salviati, cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima

    Salviati, cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima
    “[…] e nella chiesa de’ tedeschi cominciò una cappella a fresco per un mercatante di quella nazione, facendo di sopra nella VOLTA degl’Apostoli che ricevono lo Spirito Santo (PENTECOSTE), et in un quadro che è nel mezzo alto Gesù Cristo che risuscita (RESURREZIONE), con i soldati tramortiti intorno al sepolcro in diverse attitudini, e che scortano con gagliarda e bella maniera […] e nella tavola grande fece ultimamente a fresco Cristo morto con le Marie ”(IN REALTà OLIO SU STRATO DI GESSO)
  • 1543

    Salviati, 1 cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima

    Salviati, 1 cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima
    tre fasce:lungo la volta, affr Pentecoste;CLE affr Resurrezione (Soldati"tramortiti con div attitudini,scortano con gagliarda e bella maniera")
    tra S.Maurizio(patrono cattle Magdeburgo;vasari dice Giorgio) e S.Alberto di Sicilia (frate carmelitano,con Loica e Prudenza) a sx, e Stefano e Giovanni Elemosinario a dx (con la CARITà).
    Sopra l'altare Pietà, (Vasari dice tavola ma è un riq a olio su preparazione di gesso, cfr. Alessandro Nova, Mitteilungen KHI1981)
    a fianco grottesche e ovali.
  • 1543

    Salviati, 3 cappella dei Margravi, Quirinus Galler

    Salviati, 3 cappella dei Margravi, Quirinus Galler
    ai lati, all'interno di due ovali attorniati di grottesche, ritratti di Quirinus Galler, agente dei Fugger a Roma e incaricato da JA di occuparsi della decorazione della cappella (a sinistra)
    Le pareti laterali a grottesca potrebbero essere stridenti: mondo fantasioso e anticheggiante. Vuole dimostrare parimenti la conoscenza della pittura moderna che quella antiquaria, anch’essa richiesta dal committente. Ci sono sia gli stili recenti che Raffaello, le decorazioni della Domus Aurea.
  • 1543

    Salviati, 4 cappella dei Margravi, Johann Lemmeken

    Salviati, 4 cappella dei Margravi, Johann Lemmeken
    ai lati, all'interno di due ovali attorniati di grottesche, ritratto di Johann Lemmeken, amministratore dei beni di JA (a destra).
    Le pareti laterali a grottesca potrebbero essere stridenti: mondo fantasioso e anticheggiante. Vuole dimostrare parimenti la conoscenza della pittura moderna che quella antiquaria, anch’essa richiesta dal committente. Ci sono sia gli stili recenti che Raffaello, le decorazioni della Domus Aurea.
  • 1543

    Salviati, 5 cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima

    Salviati, 5 cappella dei Margravi di Brandeburgo in Santa Maria dell'Anima
    Pietà con Johann Albrecht in preghiera, richiesta arcaizzante del comm.
    Il Cristo fa venire in mente il Rosso Fiorentino in S.Maria della Pace, la posa ha delle analogie, l’impatto è simile, ma l’inquadratura è più larga.
    Altra fonte per la cadenza della testa e del braccio destro che si piega e ricade: Pietà di Ubeda di Sebastiano.
    Citazioni rielaborate da fonti diverse.
  • 1544

    Bandinelli,Busto di Cosimo I,1544 circa, marmo.Bargello

    Bandinelli,Busto di Cosimo I,1544 circa, marmo.Bargello
    sovraporta sala di Penelope,Palazzo Vecchio. Marmo levigatissimo, di fattura squisita, alabastrino. Per Vasari “la sua migliore testa”, apprez da Cosimo.
    Armatura alla romana, sguardo fiero aldilà dello spett:lorica anatomica“musculata”. Cit.antico x nobilitarsi,cadetto
    Capricorno,suo ascendente,di Augusto e di CV,legame con l’antichità. Due protomi leonine (teoni) con anelli col diamante, riferimenti a Piero il Gottoso(NONNO LX):2piume nell’anello col diamante; LILM:3anelli(padre di LX)S.P;SV
  • 1545

    Salviati, 1 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 1 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    Cosimo I è saldamente al potere, offre agli artisti tante possibilità di mecenatismo quasi pari a quelle di Roma.
    Commissiona la Sala dell'Udienza in palazzo Vecchio a Salviati.
    Lo stile di Salviati giunge e completa maturazione: abilità disegnativa da un lato (maniera fiorentina) e spirito e eleganza nutriti da Raffaello e dalla conoscenza dell’antico (maniera romana).
    1543-45. Celebrazione di Cosimo che veste i panni del tiranno Furio Camillo.Giovanni di Bicci:tomba IN sagVSL,sotto il tavolo
  • 1545

    Salviati, 2 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 2 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    sala d’angolo:finestre su 2 lati,2pareti per i cicli su 2 livelli: medaglioni e festoni a monocromo; storie; negli interstizi delle finestre colonne con nicchie abitate da Santi e Allegorie della tradizione fiorentina (mashup antico pagano/sacro fiorentino).
  • 1545

    Salviati, 2 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 2 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    Senato:inviato dittatore contro Veio ribelle.(TRIONFO) Ma contro Camillo sorse un'aspra invidia,condannato ed espulso dalla città.(EUTROPIO, breviarum AbUrbeCondita)
    Incoronato da Fama, cavalli perf sfalsati come quelli di S.Marco, prec dal carro con statua di GIunone.Rilievo classico,colore cristallino che deriva dai cangiantismi di ADS e da Raffa+effetto levigato da rilievo laccato.Eleganza raffinata, def del dettaglio nei calzari nelle armature:arte avulsa dalla realtà, guarda se stessa.
  • 1545

    Salviati, 3 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 3 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    Scontro con i Galli che assdiano Roma, 390aC, bottino di oro. FC,esiliato, aiuta.
    La linea dà un’energia intensa e controllata, mai sguaiata; toglie ciò che di vero la figura può esprimere. Prevale il senso ornamentale SULLA storia.
    Violenza diviene danza,esercizio di raffinatezza: interessa la ricerca del dettaglio, non la concitazione del momento o l’espressività.
    Cit Roma fantasiose:torre delle Milizie vicina al Pantheon.
    Visionaria antichità sovraccarica,ritmo accelerato,ammirazione a FI
  • 1545

    Salviati, 4 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 4 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    S.J. Freedberg, la pittura in Italia 1500-1600, ed. 1988.
    “Le immagini di S danno il senso di qualcosa di elaborato, di un’azione sulla concreta materia visiva e tattile....”
    Paragona Salviati a un artigiano, a uno scalpellino:
    “volontà da artigiano, l’intera parete ha la qualità di un oggetto prodotto da un’incredibile unione nel mezzo della pittura dell’arte dello scultore, dell’orefice e dello scalpellino”.
  • 1545

    Salviati, 5 Sala dell'UDIENZA 1543-45

    Salviati, 5 Sala dell'UDIENZA 1543-45
    Dalle stanze di Raffaello in poi.
    Arpie, teste leonine, piume di colori diversi.
    I Galli stanno pesando l’oro, uno indossa un busto squamato decorato con perle, ricercatezza formale portata all’estremo.
    Si sofferma anche sulla protome del perno della bilancia, la testa di leone sul vaso.. non visibili dal basso dal riguardante.
    Cetra, cornucopia, sacco con denari, ara piccola, base di un vassoio, calzari decoratissimi, aldilà della semplice citazione del calzare antico.
  • 1545

    Bronzino,Cosimo I in armatura.1544-1545, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Cosimo I in armatura.1544-1545, olio su tavola,Uffizi
    Fatto Duca da CV,spos nel39 EDT, ultime truppe lasciano Fi. Momento cruciale:mostra la riconquistata potenza del suo ruolo a Firenze in tutta Europa. Prob iconografo Paolo Giovio. In armatura(MODERNA DA CAMPO)come altri importanti regnanti (CV,ritratti di Tiziano), ma pensieroso e pacato, vigilante, con la serietà e la concentrazione del S.Giorgio di D(che guarda altrove).Molto è ancora da fare, tolto l’elmo ma sta in allerta con la corazza indosso. Immagine prototipo, si lega alla tradizione
  • 1545

    Bronzino,Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni,1544-1545, olio su tavola,Uffizi

    Bronzino,Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni,1544-1545, olio su tavola,Uffizi
    Gio futuro cardinale,43:su un piedistallo. Raso bianco con galloni neri con decor alla spagnola, pubblicità dell’industria della seta fiorent.Reticella di maglia d’oro trapunta da perle,nappa.Ricca di doti e casta(reticelle),reliquiario di se stessa, tesoro vivente, oggetto prezioso ma pietrificato. Lo sguardo ci comunica fastidio, riguardante come usurpatore del suo spazio.Bellezza, ornato,ma assenza di espressività. Cum pudore, leta fecunditas (sua impresa di Paolo Giovio):fa molti figli.
  • 1545

    Bronzino,Allegoria di Venere,1545 circa, olio su tavola,Londra, National Gallery

    Bronzino,Allegoria di Venere,1545 circa, olio su tavola,Londra, National Gallery
    Cosimo come dono diplomatico a Francesco I.Varie int,E. Cropper.Restauro LNG(rendere i quadri nuovi) è giusto per la pittura laccata di B.Venere con mela d’oro sedotta da Cupido,si rubano.Putto nella tradiz fiore=Gioco.Lamìa (somiglia a Bia) seduttrice che succhia il sangue degli uomini.Mani inv:favo (gioia, piacere);pungiglioni di scorpione;corpo serpe e leone:Inganno. Dolente che urla. Aldilà della maschera il vuoto.Tempo,che svela l'inganno con la Verità(?). Da un’interpr del DRN di B.Varchi?
  • 1545

    Bronzino,Allegoria di Venere 2,1545 circa, olio su tavola,Londra, National Gallery

    Bronzino,Allegoria di Venere 2,1545 circa, olio su tavola,Londra, National Gallery
    Desiderio diventa un dolore inesauribile.Amanti dimenticano i doveri, dilapidano denari. L’amante deve evitare di essere accecato dal desiderio:anche una donna bella cela i propri segreti.Ammon per Cosimo stesso e per FI. Finzione,ornamento,gioiello per filtrare il contenuto erotico. B filtra le esperienze umane col congelamento della figura, la preziosità: la sensualità è congelata, estetizzata, diviene arte. Corpo esibito ma marmoreo di V, Cupido arrossisce ma di maniera, tutto è calcolato.
  • 1545

    Bronzino,Deposizione di Besançon,1542-45

    Bronzino,Deposizione di Besançon,1542-45
    ADS, Pietà DI Luco e Deposizione di S.Felicita,P: Corpo=panis angelicus,ostia,Sacrificio eucaristico (vicino all’altare). calice,velo.ArmaChristi.Chiodi ricurvi della schiavellazione(G d’Arimatea,del sinedrio,incaricatosi delle esequie;Baccio?);Nicodemo(Bronzino?) col vaso di lapisl,cospargere di unguenti profumati(mirra e aloe).Pontormo dietro?
    Giovanni Evangelista e la Maddalena danno il senso della corporeità; lei=cameo.Firma.Scultura antica richiamata dirett;lasca cit della Pietà di Mich.
  • 1545

    Bronzino, Cappella di Eleonora,s.Giovanni,1445

    Bronzino, Cappella di Eleonora,s.Giovanni,1445
    Artificial, serpentine pose marks Bronzino’s move away from naturalism toward a more abstract,more stylized figures, in the 1540s.
    Part of a triptych altarpiece. B decorated the chapel between 1540 and 1565, as a celebration of the Medici dynasty. Lamentation flanked by Giovanni on the left, and Saint Cosmas on the right (a fragment of which is today in a private collection).Saint John was the patron saint of Florence, while Cosmas was the name saint of Cosimo. Nel 1553 in Guardaroba,sost.Annu
  • 1546

    Tiziano, Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese, Capodimonte

    Tiziano, Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese, Capodimonte
  • 1546

    Michelangelo, Palazzo Farnese e altri; Cupola

    Michelangelo, Palazzo Farnese e altri; Cupola
    con la morte di adsilG 1546, diventa architetto del cantiere di Palazzo Farnese: Progetto di ADS, cornicione e terrazzo con la loggia sopra il portale d’ingresso attr a Mich. Il giardino affaccia su Via Giulia, da lì l’idea di fare il ponte che attraversava il Tevere e lo univa con Palazzo Chigi da loro acquistato (Farnesina); si vede la prima campata di questo ponte, mai proseguito.
    Palazzo Farnese dà l’avvio ai palazzi papali in città del Seicento (Barberini, Altieri).
    S. Pietro: la cupola
  • 1546

    Vasari, Sala dei cento giorni, Palazzo della Cancelleria

    Vasari, Sala dei cento giorni, Palazzo della Cancelleria
    prima grande commissione decorativa ordinata dal cardinal Alessandro Farnese, nipote di Paolo III, per celebrare la vita del nonno attraverso le scene più significative del suo Pontificato. Palazzo di San Giorgio, Sede del Cardinale cancelliere e del Tribunale. Alessandro, tramite Giovio(tramite e iconografo della sala), vuole che sia realizzato nel più breve tempo possibile. Vasari presenta disegni non usati. Raccoglie maestranze anche di cui non si fida:realizzata in Cento giorni.
    24mx12x12
  • 1546

    Vasari, Sala dei cento giorni 2, Palazzo della Cancelleria

    Vasari, Sala dei cento giorni 2, Palazzo della Cancelleria
    più elementi illusionisticI distinguono VdaPDV.
    Accidenti arch finestroni,porte
    "vi si fece un ribattimento, simile alla facciata in testa; e per non far basamento, come insino a quel tempo s’era usato dagl’artefici in tutte le storie, alto da terrA 9 palmi almeno, feci, per variare e far cosa nuova, nascere scale da terra,in varii modi e a ciascuna storia la sua. E sopra quelle feci poi salire le figure di quel suggetto, a poco a poco, tanto che trovano il piano, dove comincia la storia.
  • 1546

    Vasari, Sala dei cento giorni 3, Palazzo della Cancelleria

    Vasari, Sala dei cento giorni 3, Palazzo della Cancelleria
    papa=ritratti
    "Pittura,Scultura,Architettura,pigliano ordine di essequire.l’Animo, che aprendosi il petto mostra il cuore, la Sollecitudine e la Ricchezza. Nella nicchia, la Copia con due Vittorie con l’effigie di Vespasiano. E nel mezzo è la Religione cristiana in un’altra nicchia che divide l’una storia dall’altra, e sopra le sono due Vittorie, che tengono la testa di Numa Pompilio.
    Il nudo è il monte Vaticano con la tiara e le chiavi di S. Pietro nella posa dei fiumi, cita dall’antico.
  • 1546

    Vasari, Sala dei cento giorni 3.2, Palazzo della Cancelleria

    Vasari, Sala dei cento giorni 3.2, Palazzo della Cancelleria
    dall’interno delle Mura Vaticane:coesistenza del paramento nuovo e di antico,in pt distrutto (porticato quadrilatero), in pt conservato, inglobato: sorta di reliquiario della vecchia.
    Laterano, Borromini farà lo stesso per il restauro del giubileo 1650.
    Cantiere con scalpellini, animali che tirano carri col travertino. Un mashup di varie ispirazioni:realtà,finzione,meraviglia e artificio: le scale sono l’artificio, estende la decorazione pittorica fino al pavimento, al contrario di Perino.
  • 1546

    Vasari, Sala dei cento giorni 4, Palazzo della Cancelleria

    Vasari, Sala dei cento giorni 4, Palazzo della Cancelleria
    Paolo III in trono, artificio delle colonne salomoniche inventate, angeli in bronzo che sorreggono busti di marmo.
    Reali i festoni di frutta e fiori, vasi.
    Le scale sono tutte variate da quelle del ricetto della Laurenziana di Michelangelo.
  • 1547

    Perin del Vaga et al, Sala Paolina, 1545-47

    Perin del Vaga et al, Sala Paolina, 1545-47
    Allegoria e storie Alessandro Magno:Soldati:riferimento a Mich imprescindibile anche x P allievo di Raff; ma è tradotto nel linguaggio artificiale della Maniera:Muscoli si piegano ai fini dell’artificio e dell’ornato, la figura stessa che si piega
    P non presenta novità, riprende da diverse tradizioni, partendo dal presupposto che la figura è solo una pt, sottomessa alle regole di un ornato. Stravolge la regola precedente, la gerarchia è invertita: prende delle parti di ReM e le ricompone
  • 1547

    Perin del Vaga et al, Sala Paolina 3. 1545-47

    Perin del Vaga et al, Sala Paolina 3. 1545-47
    MModerna:sorpresa: il riguardante deve restare sopraffatto, stordito, toccato da moti improvvisi, confuso, quasi incipiente svenimento.
    Nella Sala, Perino usa il trompe-l’oeil sui lati brevi: due porte vere e due dipinte. In una un losco figuro (ADSIG?) che ci guarda, ci spia,spiazzamento.
    A fianco del san Michele si inventa una scala da cui dei servi stanno trasportando qualcosa, uno sta inciampando e cadendo addosso a noi. Elem ludico che deve toccare le corde emozionali del riguardante.
  • 1547

    Sala dei cento giorni,Anton Francesco Doni a Lelio Torelli, 1547

    Sala dei cento giorni,Anton Francesco Doni a Lelio Torelli, 1547
    I riguardanti contemporanei restano stupiti, restano alcuni commenti: “modi strani di abbigliamento indosso alle figure, grandissima diversità d’aria nelle teste, così giovani come vecchi, e delle femine con acconciature straordinarie di capelli, di trecce, e poi di abiti modernamente antichi e anticamente moderni, che dimostrano il grande ingegno del pittore"
  • 1548

    Perin del VAGA, Livio Agresti et al, Sala Paolina in castel sant'angelo

    Perin del VAGA, Livio Agresti et al, Sala Paolina in castel sant'angelo
    Tutto dipinto: colonne, zoccoli, stucchi, rilievi: come aveva iniziato Raffaello nelle stanze e ancora di più alla Loggia di psiche. Portano agli estremi le idee di Raffaello,MA fondendo Historia e Ornamento (lui le separa).
    Cartigli in greco, stemmi, rilievi entro elementi che riquadrano; storie di Alessandro sulle pareti lunghe,nei tondi a finto bronzo sulle pareti brevi, storie di S.Paolo; da un lato l’Arcangelo Michele e dall’altro l’Imperatore Adriano. Horror vacui: svolazzi sulle colonne.
  • 1548

    Salviati, Deposizione, Cappella Dini, S.Croce, 1547-48

    Salviati, Deposizione, Cappella Dini, S.Croce, 1547-48
    Salviati dopo l'Udienza ottiene altre commissioni ufficiali: cartoni per l’arazzeria di Cosimo I.
    Poche opere di cavalletto, la più importante è la Deposizione della Cappella Dini in S.Croce, Museo dell’Opera di Sanra Croce.
    Pittura che richiama la tradizione conservatrice, ma presenta anche raffinatezza formale estrema e artificio, dominata dalla LINEA che snoda e contiene la raffigurazione. C’è distacco tra significato e significante, l’espressività non c’è.
  • 1550

    Francesco Salviati, Studio per una brocca, Oxford, Ashmolean Museum, 1550-60

    Francesco Salviati, Studio per una brocca, Oxford, Ashmolean Museum, 1550-60
    Oggetti veramente realizzati, preziosissimi. La dialettica è bypassata, nuova regola fondata sull’artificio: razionalismo e irrazionalità.
    Oggetto funzionale dalla forma disfunzionale, naturalezza che si fonda sul totale artificio (ciò che Vasari chiama Maniera moderna)
    Arte che ha delle ambiguità, l’artificio prende il sopravvento.
    Pinelli usa la metafora della medaglia, di cui sul recto: gioco elegante, sofisticato e mondano; sul verso, l’ansia che emerge dall’uso spasmodico dell’artificio.
  • 1552

    Giambologna a FIRENZE;Bernardo Vecchietti

    ospitalità e protezione nella casa di B.Vecchietti.
    Vecchietti è il banchiere segreto con i Medici, ha rapporto con i Fugger, è un grande collezionista di naturalia e mirabilia (conchiglie o elementi naturali o rifatti in bronzo); Giambologna intaglia una piccola Venere (in marmo, opera da studiolo) oggi perduta(modellino al Bargello, in bronzo?). Vecchietti gli apre anche le porte di Lattanzio Cortesi,
  • 1553

    Bronzino,cappella di Eleonora,Deposizione,1553

    Bronzino,cappella di Eleonora,Deposizione,1553
    Pala d’altare, lascia prestissimo la sua sede. Era affiancata da San Giovanni Battista e San Cosma:Ultimata nell’estate 1545 e nel settembre donata da Cosimo I al segretario particolare di Carlo V, Nicolas de Granvelle di Besançon (dove è conservata). Resta un vuoto, quindi 8 anni dopo ne fa questa seconda versione perfettamente replicata, varia solo la palette (più intensa nei colori puri, molto meno laccata della prima; viraggio più “naturalistico”) e ai lati un’Annunciazione.
  • 1554

    F.Salviati, Betsabea si reca da David, Roma, P.Ricci-Sacchetti

    F.Salviati, Betsabea si reca da David, Roma, P.Ricci-Sacchetti
    52-54.Betsabea invitata da David, titubante:rappresentata 4 volte, narrazione continua. Scala ripresa da Pontormo (camera Borgherini) ma con più eleganza e sprezzatura(more cultural age, maniera moderna).
  • 1556

    Giambologna a ROMA

    Doc per la 1a volta a Roma nel 1556, poi a Fi da B.Vecchietti, suo max committ.
    A Roma documenti di donazione due busti di bronzo per Paolo Giordano Orsini per ingraziarsi la sua comm.
    è già ben formato, specializzato nel bronzo, per il territorio in cui si forma, che offriva pietre locali alabastrine, traslucide, non di elevata qualità (bicromia e tricromia, morbide da lavorare), non esisteva il marmo;Il rapporto col marmo e con Michelangelo sarà la sua ossessione, la sua massima aspirazione.
  • 1559

    Ercole e Anteo, Ammannati; fontana del Tribolo, Pierino da Vinci, Villa di Castello, post 1538

    Ercole e Anteo, Ammannati; fontana del Tribolo, Pierino da Vinci, Villa di Castello, post 1538
    Il modello è il bronzetto di Antonio del Pollaiolo al Bargello (45 cm), simplegma. L'originale bronzeo è conservato alla Petraia. Tema di Ercole e Anteo caro a Cosimo. tentativo del Montorsoli in marmo:1538;poi in bronzo, tentativo 1558; vi riesce Ammannati nel 1559, appena rientrato da Roma.
  • 1560

    Giambologna,Bacco,1560,bronzo, 208 cm,Bargello

    Giambologna,Bacco,1560,bronzo, 208 cm,Bargello
    comm. di Lattanzio Cortesi,mercante;dimensioni monumentali e molto costoso,non finirà mai di pagarlo.Da vedere a 360 gradi, spettatore attivo.Posta in una nicchia di fontana presso Ponte Vecchio:ridotta visione.
    Incede, ha le braccia contrapposte, la testa presenta una torsione: prevede un movimento.
    Lievemente traballante perché ebbro, perde l’equilibrio, versa il vino, guarda giù per capire dove mettere i piedi. Diverso da quello di Sansovino,sicuro del suo incedere
  • 1562

    Giovanni Stradano, Assedio di Firenze, 1556-62 Sala di clemente VII, Palazzo Vecchio

    Giovanni Stradano, Assedio di Firenze, 1556-62 Sala di clemente VII, Palazzo Vecchio
    episodi bellici del periodo di Clemente VII, presa di Firenze nel 1529-1530 da parte delle truppe pontificie e imperiali, culminata con il celebre assedio.tramonto della Repubblica inizio del ducato mediceo.
    Assedio di Firenze, riconoscibili molti monumenti cittadini. Le truppe imperiali sono riconoscibili dai vessilli gialli e si notano attorno alla città gli edifici dove alloggiavano i capitani degli eserciti nemici e gli accampamenti dei soldati con tende e botteghe.
  • 1563

    Giambologna,Fontana del Nettuno,Bologna

    Giambologna,Fontana del Nettuno,Bologna
    A Bologna la sua fama arriva e nel 1563 gli viene commissionata la Fontana del Nettuno, nell’ambito della ristrutturazione della piazza da parte di Carlo Borromeo, legato pontificio. Una sorta di revenche nei confronti dei fiorentini che gli hanno fatto uno sgarbo. nel concorso per la Fontana di Piazza della Signoria
    Inizia a lavorare ai bronzi per la Fontana, riesce a fondere tutto senza errore. A Firenze è la scultura in marmo a dominare (levare il soverchio), non quella per via di porre.
  • 1565

    Ammannati,Fontana del Nettuno,1560-65

    Ammannati,Fontana del Nettuno,1560-65
    concorso per la Fontana: Vincenzo Danti,. Bandinelli, Giambologna e il vincitore Ammannati, Giambologna subisce lo smacco della sconfitta. Nettuno Detto il Biancone
  • 1568

    MANIERA; Vasari, Proemio alla terza parte delle Vite 2

    Per Vasari la Maniera è l'arte che porta alla perfezione le ricerche dei maestri del'400 e Primo'500: l’arte guarda L’arte, non più alla Natura.
    Una bellezza che vada ad invadere tutto l’organismo: la Natura non sempre è perfetta in ogni dettaglio.
    Emendare l’oggetto dalle imperfezioni, “esagerare in bellezza”. Il manierismo cinquecentesco (stylish style): brillante, artificioso, concettoso e aristocratico
  • 1568

    Vasari, vita di Michelangelo, sulla Battaglia

    tutti coloro che su quel cartone studiarono e tal cosa disegnarono, (...) diventarono persone in tale arte eccellenti: studiò Aristotile da S. Gallo amico suo, Ridolfo Ghirlandaio, Raffael Sanzio da Urbino, Francesco Granaccio, Baccio Bandinelli et Alonso Berugetta spagnuolo; seguitò Andrea del Sarto, il Francia Bigio, Iacopo Sansovino, il Rosso, Maturino, Lorenzetto, el Tribolo allora fanciullo, Iacopo da Puntormo e Pierin del Vaga, i quali tutti ottimi maestri fiorentini furono;
  • 1568

    Vasari, Proemio alla III parte delle Vite 1: ELLENISMO

    Maniera moderna legata alla scultura ellenistica.
    “nel veder cavar fuora di terra certe anticaglie citate da Plinio; le quali nella lor dolcezza e nelle lor asprezze, con termini carnosi e cavati dalle maggior bellezze del vivo, si mostrarono con una graziosissima grazia, e furono cagione di levar via una certa maniera secca e cruda e tagliente, che per lo soverchio studio, avevano in questa arte”
    antichi selez il meglio della natura, i moderni il meglio dall’antico e dai maestri precedenti.
  • 1568

    Vasari, Vita di Baccio d’Agnol

    Come accademia privata; a S.MARIA IN CAMPO, dietro il Duomo
    dimoravano assai con esso lui, oltre a molti cittadini, i migliori e primi artefici dell’arte nostre; onde vi si facevano, massimamentre la vernata, bellissimi discorsi e dispute d’importanza. Il primo di costoro era Raffaello, allora giovane, e dopo Andrea Sansovino, Filippino, il Maiano(MORTI GIULIANO 1490, BENEDETTO 1497!) il Cronaca, Antonio e Giuliano Sangalli, il Granaccio, et alcuna volta, ma però di rado, Michelangelo
  • 1568

    Vasari, Vita di Rosso Fiorentino

    Il rapporto di Rosso con Andrea è molto più problematico, non ci sono stringenti analogie. È anche colpa di Vasari:
    “con pochi maestri volle stare all’arte, avendo egli una sua opinione contraria alla maniera di quegli”
    (Vasari, vita di Rosso Fiorentino)
    Un’immagine di autodidatta, genio isolato, incompreso, falsificata. In realtà di può leggere come una scelta dei maestri in base alle sue affinità: non nessun maestro, bensì pochi.
  • 1568

    Vasari su Veit Stoss, vite

    E se bene e’ non hanno gli stranieri quel perfetto disegno...come si può veder in un miracolo di legno, di Ianni franzese, che abitando nella città di Firenze prese nel disegno...la maniera italiana, fece di tiglio una figura d’un San Rocco grande quanto il naturale; e condusse con sottilissimo intaglio tanto morbidi e traforati i panni che la vestono et in modo carnosi e con bello andar l’ordine delle pieghe, che non si può veder cosa più maravigliosa.Senza alcuna coperta di colori o di pitture
  • 1568

    Vasari, vita di Pontormo, sulla maniera tedesca

    Messosi a imitare quella maniera, cercando dare alle figure sue, nell’aria delle teste, quella prontezza e varietà che avea dato loro Alberto, la prese tanto gagliardamente, che la vaghezza della sua prima maniera...piena di dolcezza e di grazia, venne alterata da quel nuovo studio e fatica e cotanto offesa dall’accidente di quella tedesca, che non si conosce in tutte quest’opere, come che tutte sien belle, se non poco di quel buono e grazia che egli aveva insino allora dato alle sue figure
  • 1568

    Vasari, vita di Rosso, sulla Pala dello spedalingo

    Fecegli far lo spedalingo di S. Maria Nuova una tavola, la quale vedendola abbozzata,gli parvero, come colui ch’era poco intendente di questa arte, tutti quei Santi, diavoli, avendo ilRosso costume nelle sue bozze a olio di fare certe arie crudeli e disperate, e nel finirle poi addolcival’aria e riducevale al buono. Per che se li fuggì di casa, e non volle la tavola, dicendo che lo aveva giuntato”
  • 1568

    Vasari, vita di Salviati

    copiosissimo nell’invenzione di tutte le cose
    Dava alle sue teste, bellissima grazia, e possedeva gli ignudi bene quanto altro pittore (PANNI)graziata e gentile maniera, acconciandogli in modo che si vedeva sempre nelle parti dove sta bene l’ignudo...nuovi modi di vestiri;capriccioso e VARIO nell’acconciature de’ capi, ne’ calzarI...Maneggiava i colori a olio, a tempera et a fresco come uno de’ più valenti, spediti, fieri e solleciti artefici della nostra età
  • 1568

    Giambologna,Sansone e il filisteo,1565-1568, marmo,Londra, Victoria and Albert Museum

    Fama di scultore di marmo gli viene da questa:tramite L.Cortesi, che la cede a Francesco I(nel Giardino di San Marco,usata come fontana)donata a Filippo IV di Spagna,poi a Carlo I d’Ingh(dal 1623).
    Composiz si complica: intreccio di 2 fig. Approccio x visioni succes:accesso al giardino,1a pt che si vede=S che tiene per i capelli il Fil x sferrare il colpo mortale. Gli altri pdv contano. Il realismo conta meno della raffinatezza, dell’insieme: i muscoli sono lievitati, non troppo realistici.
  • 1572

    Baccio Bandinelli, Giuliano di Baccio d'Agnolo, balaustra del coro di SMDF

    Il coro[1] della cattedrale di Santa Maria del Fiore,ottagono è situato al di sotto della cupola del Brunelleschi e costituisce l'area presbiterale del tempio, che accoglie l'altare maggiore e la cattedra arcivescovile.
    Baccio e Giuliano lo realizzarono tra il 1547 e il 1572 in luogo di uno costruito nel 1520 da Nanni Unghero e Domenico di Francesco Baccelli, che a sua volta ne sostituiva uno più antico opera di Filippo Brunelleschi e risalente al 1437-1439,
  • 1572

    Vasari,Cosimo I studia l'assedio di Siena, Salone dei Cinquecento

    Vasari,Cosimo I studia l'assedio di Siena, Salone dei Cinquecento
    Per accentuare l'imponenza della sala, il Vasari, che vi lavorò dal 1555 al 1572, innalzò il soffitto di ben 7 metri (su suggerimento di Michelangelo Buonarroti), coprendo con una struttura a cassettoni magnificamente decorata il sistema delle capriate. Le capriate furono costruite ingegnosamente, in una doppia serie a livelli diversi: alternativamente una capriata sorregge il peso del tetto ed una trattiene i cassettoni sottostanti.
    Porta della sala di Penelope col busto di Cosimo di Baccio
  • 1573

    Giambologna,Apollo,1573, 62 cm,bronzo,Studiolo di Francesco I

    Giambologna,Apollo,1573, 62 cm,bronzo,Studiolo di Francesco I
    figure vincolate a unico pdv, nelle nicchie.Figura avvitata su se stessa. Dal Tondo Doni, la figura serpentinata trova un esegeta ottimo in Giambologna.
    Figura volutamente artificiosa, complessa, ma aperta e fruibile da vari punti di vista: ha un perno, il tronco e lo strumento;
    intreccio delle braccia,
    contrapposto delle gambe, testa a destra e busto a sinistra, chiasmo di braccia e testa.
    Torsione ai limiti dell’umano. In dimensione ridotta e in bronzo si sente libero di inventare.
  • 1575

    Giambologna,Firenza Vittoriosa su pisa, Bargello,1575 ca

    Giambologna,Firenza Vittoriosa su pisa, Bargello,1575 ca
    comm 1565 da Francesco per Salone dei 500 come pendant della "Vittoria" di Michelangelo,sotto tavola del"Trionfo dopo la Vittoria su Pisa"di Vasari e Stradano.Modello in gesso esposto nel 1565 x le nozze di Francesco e Giovanna d'Austria, sia nel 1574 per i funerali di Cosimo I. In marmo esposta nel 1589 x le nozze di Ferdi e Cristina di Lorena.1865:Firenze capitale,Camera dei Deputati->Bargello.Firenze=giovane donna;Pisa=uomo barbuto che tiene una volpe (astuto ed insidioso) fra le gambe.
  • 1576

    Giambologna,Oceano,1572-76,Bargello

    Giambologna,Oceano,1572-76,Bargello
    Fontana di Boboli del Tribolo(Anfiteatro,poi isolotto).
    Nel 1911,Bargello. Monum e posa che richiamano il Nettuno di Bologna: più grande del Filisteo, in marmo, finalmente ha il nome di scultore fiorentino,opera di levare ma squisitezza formale. Torsione del corpo,testa, disp delle gambe,curva e movimento. Nasconde una conchiglia in mano, virtuosismo estremo per questo gigantesco formato.Barba richiama la scultura antica rivista da Mich;vene sulle braccia sono derivate dal David, da opere mich.
  • 1576

    Giambologna,Nesso e Dejanira,1576,bronzo,Louvre,42,2CM

    Giambologna,Nesso e Dejanira,1576,bronzo,Louvre,42,2CM
    Uno dei doni che nel 1587 Francesco I fece all'elettore di Sassonia Cristiano I in occasione dell'ascesa al trono e che li custodì a Dresda Ercole uccise N con una freccia avvelenata;camicia intrisa del suo sangue,morirà.Laccatura rossa-marrone, traslucida, patina naturale marrone.
    lui imbizzarrito, su due zampe, squilibrato e solo parzialmente bilanciato dal corpo di lei. Opera da studiolo, perfettamente incisa.
  • 1579

    Giambologna,Ratto della sabina,bronzo,1579,Capodimonte,99cm

    Giambologna,Ratto della sabina,bronzo,1579,Capodimonte,99cm
    Per il Duca di Parma Ottavio Farnese, quindi a Capodimonte La collezione è stata trasferita nella prima metà Settecento per volere di Carlo di Borbone a Napoli: alla morte di Antonio Farnese, estinzione della dinastia farnesiana, il ducato passò all'Impero Spagnolo.
    Vasari:“il rapto d’Elena, et forse di Proserpina, o d’una delle Sabine […] per dar campo alla saggezza e studio dell’arte”.
    SOGGETTO NON IMPORTANTE, Esercizio stilistico.
  • 1580

    Giambologna, Ratto delle Sabine, 1574-1580

    Giambologna, Ratto delle Sabine, 1574-1580
    da vedere a 360 gradi: per vedere bene le tre figure si deve salire e scendere dalla Loggia dei Lanzi, dove è attualmente, ma è stato ipotizzato di musealizzarla. Alle GDA, il modello in terra cruda.
  • 1580

    Giambologna, Appennino,1575-80 Villa medicea di Pratolino, poi Demidoff,1580 ca

    Giambologna, Appennino,1575-80 Villa medicea di Pratolino, poi Demidoff,1580 ca
    Pratolino è acquisizione del 1568 di Francesco I; (14 m),rimedita la figura soggiogata di Pisa.Nonostante la monumentalità ha raffinatezza da figurina da studiolo. PT bassa con grotta esagona dalla quale si accede, mediante scala, al vano ricavato nella parte alta del corpo e nella testa, che prende luce dagli occhi. All'esterno ornata di spugne e concrezioni calcaree, dalle quali versava l'acqua nella piscina sottostante.
    Il Drago fu aggiunto da Giovan Battista Foggini nel Seicento.
  • 1580

    Giambologna,Ratto della sabina,MARMO,Loggia dei Lanzi

    Giambologna,Ratto della sabina,MARMO,Loggia dei Lanzi
    Ratto a3 in marmo,mostra ai fiorentini la sua abilità. Iniziata prima che il G.Duca la commissioni, che poi la adotta per sé e la colloca.
    Spunto da Mich(disegni di Sansone e2Filistei per Piazza della Singoria)?Non è l’attimo berniniano, è divenire del rapimento. Poco importa chi sia la donna:le figure comp unica figura serpentinata, come una fiamma,senza una veduta principale: per vedere le espressioni, i dettagli, è necessario muoversi intorno (scultura “aperte”).Affonda le mani nella coscia
  • 1580

    Giambologna,Ratto della sabina,Rilievo,Loggia dei Lanzi,1574-80.jpg

    Giambologna,Ratto della sabina,Rilievo,Loggia dei Lanzi,1574-80.jpg
    Per far capire che è un ratto della sabina realizza i rilievi bronzei della base con l’ambientazione urbana, mentre nella scultura principale poco importa chi sia la donna
  • 1580

    Giambologna,Mercurio,1580,Bargello

    Giambologna,Mercurio,1580,Bargello
    Il Mercurio del Bargello si contorce per esprimere la sua Grazia, che non viene mai meno: le masse muscolari non sono mai aggiuntive (cosa che avviene nell’Ercole e Caco di Bandinelli), l’aspetto decorativo è sempre composto.
    Mercurio di grandi dimensioni orig destinato al loggiato della villa del card Ferdinando dM a coronamento di fontana;variante rispetto ai preced la testa di Zefiro sotto un piede del dio che soffia e lo sospinge verso l'alto, accentuandone il senso di immaterialità
  • Annibale Carracci, paesaggio fluviale, 1589-90 ca., WNGA

    Annibale Carracci, paesaggio fluviale, 1589-90 ca., WNGA
    60 anni dopo Polidoro nella cappella Fetti in San Silvestro al Quirinale (che comunque figurava delle scene della Maddalena in un paesaggio), il paesaggio come tema autonomo. Il barcaiolo che passa è figura accessoria, potrebbe non esserci affatto.
  • Hendrick Goltzius, Ritratto di Giambologna,1591,Haarlem, Teylers Museum

    Hendrick Goltzius, Ritratto di Giambologna,1591,Haarlem, Teylers Museum
    pittore olandese
  • Giambologna,Ercole e il centauro Nesso,marmo,Loggia dei Lanzi,1598

    Questo gruppo scultoreo fu collocato dapprima, nel 1599, sul Canto dei Carnesecchi. Altro intreccio: Ercole e il Centauro, scelto dal Grancuca Ferdinando I per il verso della sua medaglia celebrativa, i medici sposano l’arte di Giambologna. Inizialmente messo nel Canto dei Carnesecchi per essere poi spostato nella Loggia dei Lanzi fino a oggi. Anch’esso da fruire a 360 gradi, la perfezione formale non viene meno: peluria del centauro, capelli, barbe, vene resi nel dettaglio.
  • Matrimonio per procura di Maria de'Medici e Enrico IV di Francia

    ebbe luogo a Firenze in assenza del re, che delegò il suo favorito Roger de Bellegarde che "sposò" Maria il 5 ottobre in Santa Maria del Fiore.
    La futura regina lasciò Firenze per Livorno il 23 ottobre. Casino di Valfonda dei RICCARDI la festa per il matrimonio: acquisto dei ritratti che devono assistere alla cerimonia come presenze medicee. I 2 ritratti di Cosimo /alabardiere e duca) sono da datare a 10 anni dopo rispetto a quello di Cosimo fanciullo.
  • Rubens, copia della Battaglia di ANGHIARI, Louvre; parte centrale, dal cartone ?

    Rubens, copia della Battaglia di ANGHIARI, Louvre; parte centrale, dal cartone ?
    Zuffa per lo stendardo. Perduto il cartone, le tracce dell'opera coperte nel 1557 dagli affreschi del Vasari. Rubens, però, interpretò la parte centrale da una copia o forse dal cartone (sicuramente non dai resti del dipinto, essendo nato nel 1577); sceglie la scena più confacente al suo gusto.
    Rubens in Italia dal 1501.
  • Guido Reni, Ratto di Dejanira.1617-21,Louvre

    Guido Reni, Ratto di Dejanira.1617-21,Louvre
    Dopo il matrimonio con Ercole, durante il trasferimento in Tessaglia, giunsero presso la sponda di un fiume in piena.
    Il centauro Nesso spiegò d'essere il traghettatore del fiume e la rapì.Serie dedicata alle imprese di Ercole,4 tele per il duca di Mantova Ferdinando Gonzaga, costituiscono una ripresa dei temi mitologici, dopo le opere sacre eseguite al ritorno a Bologna da Roma, dove Reni aveva approfondito la conoscenza di Raffaello e della statuaria antica
  • Riscoperta dell'Ares Ludovisi a ROMA???

    Riscoperta dell'Ares Ludovisi a ROMA???
    Marmo pentelico, copia romana del 320 a.C ca. di originale greco ellenistico. Alcuni restauri del 1622, in marmo di Carrara (per esempio l'elsa della spada con maschera che fa la linguaccia, puttino che gioca sono aggiunte evidenti di Bernini). NON MI TORNA IL DISCORSO DELLA RIPRESA DELLA POSA NELL 'ADAMO (COSì DEFINITO DA NATALI IL NUDO ACCOVACCIATO) DELL'ANNUNCIAZIONE DEGLI AGOSTINIANI DI SAN GALLO DI ADS.
  • Bernini,Ratto di Proserpina,1621-22,Galleria Borghese

    Bernini,Ratto di Proserpina,1621-22,Galleria Borghese
    rapporto dialettico del Manierismo coL Barocco, che si pensa libero a 360 ma è scultura guidata, con modi tempi e percorsi precisi. Affonda le mani nella coscia dettaglio che prima di lui aveva realizzato solo GB.
    B è cinema, GB diorama.
    GB apre al barocco, ma con diversità ontologica: la maniera è artificio, arte che richiama se stessa, mentre B vuole dare un senso del Reale (al sommo grado nei ritratti); a GB non interessa far sembrare vere o farle interloquire con noi.
  • Bellori, Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni

    Vita di ANNIBALE. “e gli artefici, abbandonando lo studio della natura, viziarono l’arte con la maniera, appoggiata alla pratica e non all’imitazione”.
    L’ideale per Bellori è l’antico, ripreso da Raffaello, poi i suoi prosecutori classicisti come Poussin. La maniera è una sorta di “vizio distruttore della pittura”.
    Gli artisti copiano dall’arte. Annibale che riprende a disegnare dal vero con l’Accademia degli Incamminati salva l’arte epurandola dalla maniera.
  • Lanzi in Storia pittorica della Italia (1808)

    Critica la teatralità gratuita e declamatoria, gli spazi affollati, il fluttuare delle figura non su piani precisi, imitazione ossessiva delle forme michelangiolesche. L’eccesso di pratica allontana dalla natura. “volti che nulla dicono, attori seminudi che nulla fanno”; Deposizione di Pontormo.
    “Lavoro di pratica, quasi un meccanismo” “idee capricciose che nascevano in testa agli artefici”. Sicuramente ha davanti la Vita vasariana: V lo descrive come un ghiribizzoso malvestito.
  • Longhi, articolo su Paragone: "Comprimari spagnoli della Maniera italiana"

    attribuzioni a Berruguete di opere prima credute di altri, a partire dalla Madonna col Bambino e San Giovannino alla Borghese: Chiasmi, concordanze di pose.
  • Luisa Becherucci, Momenti dell’arte fiorentina nel Cinquecento, 1955

    ben prima di Shearman e Freedberg. Si domanda se non sarebbe più corretto applicare il termine manierismo alla metà e fine del Cinquecento, dopo il Sacco.
  • Herbert Keutner, inventario Riccardi, alabardiere

    Herbert Keutner: pubblica l'inv 1612 della Villa di Valfonda di Riccardo di Romolo Riccardi in cui è citato l’alabardiere tra i 22 ritratti dei membri della famiglia Medici, sorta di Pantheon mediceo. Descritto come:
    “Alla nona lunetta un ritratto del Duca Cosimo quando era giovinetto (...) con calze rosse, e berretta rossa, et una picca, in mano con arme a’canto, e giubbone bianco, e collana al collo con ornamento in oro bellissimo”
    Alcuni dei 22 ritratti erano di Pontormo.
  • Manierismo, barocco, rococò: concetti e termini, convegno di Roma, Accademia dei Lincei, 1960

    un fallimento. Troppa carne al fuoco. Il manierismo fu ampliato alla musica, alla letteratura, come un’apertura a diverse metodologie, ma alla fine creò confusione.
  • Giuliano Briganti, La Maniera italiana, Roma 1961

    Cerca di caratterizzare meglio il periodo prima del Sacco (con protagonisti Michelangelo, Leonardo, il Michelangiolismo, Rosso, Pontormo, Beccafumi, Alonso Berruguete.
    Papa Adriano VI (1522-1523): Momento di passaggio che porta al Sacco di Roma. Sposta la lancetta al 1523-24 per la prima fase del Manierismo. È un libro-cerniera che recepisce le istanze della storiografia novecentesca e sistematizza prima del congresso newyorchese.
  • Recent concept of Mannerism, XX congresso internazionale di Storia dell’Arte di New York, 1961

    presieduto da Ernst Gombrich.
    John Shearman con l’intervento “Maniera, an aesthetic ideal” e Craig Hugh Smyth con l'intervento “Mannerism and maniera”.
    Convergono nel far iniziare il fenomeno negli anni precedenti e seguenti al Sacco di Roma: spostano il baricentro topografico del manierismo da Firenze a Roma, escludendo una parte dell’opera di Pontormo e Rosso precedente al loro periodo romano, che Smyth definisce come “early anticlassicism”.
  • Craig Hugh Smyth, Mannerism and Maniera, 1963

    Nel convegno 1961, lui e Shearman erano convenuti nel far iniziare il fenomeno negli anni precedenti e seguenti al Sacco di Roma, spostando il baricentro topografico del manierismo da Firenze a Roma, escludendo una parte dell’opera di Pontormo e Rosso precedente al loro periodo romano, che Smyth definisce come “early anticlassicism”, frutto di ricerche e contesti estremamente diverse da quelle del post-sacco a Roma.
  • FEDERICO ZERI, RAFFAELLO BOTTICINI IN GDBA

    parte da un artista decentrato e dimenticabile per dare una luce nuova alla questione. Scrive che il CLASSICISMO PERUGINESCO, perfetto, di cui la Madonna Tempi è un’espressione, si era diffuso universalmente, non era un fenomeno umbro-marchigiano-emiliano: era presente nella Firenze di GRANACCI, nella Bologna di FRANCIA e COSTA, fino alla Cremona di Boccaccio BOCCACCINO. Insorgeva una controcorrente, un’opposizione allo stile peruginesco, mal definita come “primo manierismo”;per lui ANTICLASSICI
  • S.J. Freedberg, Painting in Italy 1500-1600, 1971

    (collana The Pelican history of Art) tradotto nel 1988.
    Parla di First Maniera, High Maniera, Late Maniera e Counter-Maniera: 4 momenti. Viene dal concetto omnicomprensivo di Shearman (espresso nel convegno NY 1961), che partiva dal sacco di Roma e arriva a fine Cinquecento. Sottolinea l’alterità della first maniera dalle successive.
  • La Scultura raccontata da Rudolf Wittkower dall'antichità al Novecento (Sculpture: Processes and Principles, 1977)

    differenze tra scultura manierista e barocca: Bernini ha bisogno di un pdv principale, perché la collocazione DI A&D era appoggiata alla parete della g Borghese.
    Metamorfosi:è necessario un pdv principale e due secondari: dalla parte della porta A che corre; dal centro A che tocca D;a dx la trasf di D e il suo grido.
    Mercuri di Giambologna:necessità di girargli intorno per vedere equilibrio,movimento,dettagli.
    Nella cultura manierista lo spett deve interagire per fruire liberamente dell’opera
  • J. Shearman, Il Manierismo, Firenze 1983 (MANNERISM, 1967)

    si interroga sul termine e fa iniziare il fenomeno negli anni precedenti e seguenti al Sacco: sposta il baricentro da Firenze a Roma, eludendo il periodo fiorentino di Rosso e P. Da Vasari, Lanzi e Bellori, riprende la concezione di manierismo per verificarne le interazioni con la società, con le committenze, col CONTESTO. Stylish style, sceglie la Madonna dal collo lungo di Parmigianino come primo esempio di Manierismo, nel contesto di una "more cultural age" in cui la cultura è ostentata.
  • J. Shearman, Il Manierismo, Firenze 1983 (MANNERISM, 1967)2

    Stylish Style
    *linguaggio artificioso, virtuosistico e colto
    *attento ad esibire sempre facilità e disinvoltura per superare le “difficultà” dell’arte
    *alieno da tensioni emotive o manifestazioni di passioni
    *tendente al bizzarro, al capriccioso, all’estroso
  • Antonio Pinelli (“La bella maniera”,1993)

    storia critica del termine e sistematizzazione cronologica. Parte da Shearman, MA riporta al centro i 10s-20s a Firenze:
    CRISI della visione antropocentrica
    Della renovatio dall’antico, modello Michelangelo, l'arte guarda se stessa, perdita del legame con la cultura classica.
    Crisi della conoscibilità piena della natura.
    “Sperimentalismo anticlassico”, ricerca diversa, COEVA al classicismo rinascimentale pieno di L,M,R compresenti a Firenze x 3 anni.
    Aspertini,Lotto,Albertinelli,P,R,anche ADS
  • Mostra L'Officina della Maniera. Uffizi

    Varietà e fierezza nell'arte fiorentina del Cinquecento fra le due Repubbliche (1494-1530). Firenze, Galleria degli Uffizi, 1997.
    per NATALI:“Officina” come crogiolo vitalistico di pensieri e forme, cronologicamente situato nei primissimi decenni del Cinquecento;
    “Maniera” come evocazione di matrice vasariana della cultura figurativa che contrassegnò il secolo”.
  • C. Pizzorusso, Il Ratto del secolo. Da Bandinelli a Giambologna, 2000

    in Storia delle arti in Toscana. Il Cinquecento, a cura di R.P. Ciardi, A. Natali, Firenze 2000. in volume a cura di Ciardi (esperto di Rosso Fiorentino), e Natali (ex direttore degli Uffizi). Giambologna come summa di tutte le ricerche scultoree da Michelangelo in avanti a Firenze.
  • A. Cecchi, Le due capitali. Tra Firenze e Roma dalla caduta della repubblica fiorentina alla morte di Vasari,

    in Storia delle arti in Toscana. Il Cinquecento, a cura di R.P. Ciardi, A. Natali, Firenze 2000. La diffusione dello sperimentalismo anticlassico da Firenze a Roma. Sala dei 100 giorni a Palazzo della Cancelleria (Roma).
  • Pinelli, Alabardiere in La bellezza impura: arte e politica nel 500 italiano

    Capitolo L'enigma dell'alabardiere.Lo data 1537 per vari motivi:
    Identificazione con Cosimo I dopo Montemurlo, 1537.
    Stile vicino alla Visitazione della pieve di Carmignano, 1537-38 per documento. Volto simile, architetture, aspetto cromatico e luministico.
    Inventario pubblicato nel 1959 da Herbert Keutner: inv 1612 della Villa di Valfonda di Riccardo di Romolo Riccardi in cui è citato l’alabardiere tra i 22 ritratti dei membri della famiglia Medici, sorta di Pantheon mediceo.
  • Mostra "Bronzino, pittore e poeta alla corte dei Medici", 2010

    Bronzino ridisegnato nella varietà della sua ricerca, non solo algido pittore, vari registri espressivi, dal basso al lirico, poesie burlesche: non solo perfezione.
  • Mostra "Pontormo e Rosso Fiorentino, divergenti vie della “maniera”." 2014

    Rosso e Pontormo come due opposti, tranne l’apprendistato negli anni ’10 presso ADS. Rosso è tramite della maniera in Francia, alla reggia di Fontainebleau, sotto Francesco I.
  • Mostra “Il Cinquecento a Firenze”, 2017

    Maniera dal linguaggio con la sua grammatica, discussa nel catalogo della mostra. “Lascivia e devozione” potrebbe descrivere il Cinquecento fiorentino.
  • Period:
    1467
    to
    1529

    Andrea Sansovino (Monte San Savino,AR– Monte San Savino)

    scultore e architetto.
    Inventa la posa demi-gisant per i monumenti funebri, poi ripresa da Baccio nei monumenti papali di SMSMinerva
  • Period:
    1473
    to
    1517

    Fra Bartolomeo

  • Period:
    1474
    to
    1515

    Mariotto Albertinelli

  • Period:
    1475
    to
    1564

    Michelangelo (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564)

    1488Ghirlandaio
    1490-92GSMarco;Madonna della Scala e Battaglia dei Centauri
    1501David
    1504cartone Battaglia
    1505Roma, chiamato da Giulio II x tomba papale
    1508 Giulio II:Sistina
    1514 Cristo portacroce per Santa Maria sopra Minerva a Roma
    1515-1534Firenze:Leone X:facciata di San Lorenzo, Sagrestia Nuova, Biblioteca
    1527-29 Cacciata Medici, Repubblica.“generale governatore e procuratore delle fortificazioni”
    1534def. Roma; Giudizio finale
    1542-1550 Affreschi C.Paolina, P.Apostolico
    1545Mosè
  • Period:
    1475
    to
    1554

    Sebastiano Serlio (Bologna-Fontainebleau)

    architetto e trattatista, attivo a Roma prima del sacco, poi a Venezia e in Francia per Francesco I.
  • Period:
    1477
    to
    1548

    Andrea di Cosimo Feltrini, grottesche

    Moda delle grottesche da fine 1400 al 1500 nata da lui, richiestissimo come decoratore di facciate e attivo al fianco di Baccio d’Agnolo, Andrea del Sarto.
    Cappella dei Papi in SMN: fu edificata nel 1515 in occasione della visita di papa Leone X, che si svolse nel novembre, sontuosi preparativi.Ridolfo del Ghirlandaio,l'Inocornazione della Vergine; il giovane Pontormo, decorò la volta e la parete sud, affiancato da Andrea di Cosimo Feltrini per le grottesche.
  • Period:
    1483
    to
    1520

    Raffaello (Urbino, 1483 – Roma, 1520)

    Apprendistato dal Perugino (1494-1498)
    Città di Castello (1499-1504)
    FIRENZE (1504-1508): Madonne; Pala Baglioni (1507), Madonna del Baldacchino;
    ROMA (1509-1520)
    1508-11 Stanza della Segnatura: Disputa del Sacramento, la Scuola di Atene, il Parnaso, virtù...
    1511: Stanza di Eliodoro: Cacciata di Eliodoro dal tempio, Incontro di Leone Magno con Attila; Liberazione di san Pietro, Miracolo di Bolsena.
    CHIGI:Loggia di Psiche alla Farnesina;Cappella in SMD POPOLO; Sibille in SMD PACE
    RITRATTI
  • Period:
    1485
    to
    1547

    Sebastiano del Piombo (Venezia-Roma)

    dopo il Sacco, artista prediletto di Clemente VII; a Roma fino alla morte nel 1547. Si rivolge a temi prevalentemente sacri, spesso con composizioni suggerite da Michelangelo, con cui aveva un fecondo scambio di idee (non ne è allievo perché a Roma era pittore già formato).
  • Period:
    1486
    to
    1530

    Andrea d'Agnolo, detto Andrea del Sarto

  • Period:
    1487
    to
    1561

    Giovanni da Udine

    Logge Vaticane, grottesche, entro 1519; Loggetta del Cardinal Bibbiena.
    Loggia di Psiche alla Farnesina, animali e piante
    Villa Madama x Giulio de'Medici, decorata dopo morte di Raffaello , stucchi(In contrasto con Giulio Romano), terminata 1525; 1521-22, a Firenze sempre per GiulioDM due soffitti di Palazzo Medici con stucchi dipinti e affreschi a monocromo perduti 1531:ROMA,restauro abside vecchia San Pietro 1532:Firenze,volta della Sagrestia Nuova, perduta; critiche Vasari
    Roma1560
  • Period:
    1488
    to
    1561

    Alonso Berruguete (Paredes de Nava, Castiglia, 1488- Toledo 1561)

    Inizia terminando le comm del padre Pedro, ma non sappiamo niente degli altri primi maestri
    A luglio 1508 è a Roma già 20enne, formato, poi a Firenze.
    Forte l’impatto della pittura del 500 fiorentino, non si ferma a Mich (T Doni) ma guarda anche a Raffa e Leo: prob vede la Battaglia di Anghiari. Negli anni fiorentini (1508-18) rivede completamente il suo approccio alla pittura.
    Cit tra i freq di Baccio da Vasari, esporterà il Manier in Spagna.Cospus fiorentino: Becherucci,Zeri,Longhi 50s
  • Period:
    1488
    to
    1576

    Tiziano (1488-1576) Pieve di Cadore-Venezia

  • Period:
    1493
    to
    1560

    Baccio Bandinelli (Firenze-Firenze)

    Artista di maggior fama a Firenze dopo il 1537.
    Baccio è figlio di un orefice, Michelangelo di Viviano e allievo di Francesco Rustici.
    Riceve prima un’importante commissione di molto tempo prima. Ercole e Caco (1525-34), prima commissionata a Michelangelo nel 1505, che realizzò un (presunto) modellino oggi a CB; pressanti impegni a Roma.
    Nel 1525 si interpellò per la prima volta Baccio, poi nel 1528 si tornò a parlare di Michelangelo. Con il ritorno dei Medici (1530) di nuovo a Bandinelli
  • Period:
    1494
    to
    1498

    Cacciata dei Medici, Repubblica di Savonarola

    il popolo cacciò Piero II de' Medici, accusato di avere ceduto alle imposizioni del re francese Carlo VIII. Breve repubblica con a capo il frate domenicano Savonarola. IDEALI: libertà politica, orgoglio cittadino, moralizzazione dei costumi.
    L'esperimento politico savonaroliano terminò con la condanna e l'esecuzione del frate ad opera dei nemici esterni (primo fra tutti il bersaglio principale delle prediche, papa Alessandro VI Borgia.
  • Period:
    1494
    to
    1557

    Pontormo (Pontorme, 24 maggio 1494 – Firenze, inizio 1557),

  • Period:
    1495
    to
    1540

    Rosso Fiorentino (Firenze, 8 marzo 1495 – Fontainebleau, 14 novembre 1540)

    Il rapporto di Rosso con ADS è molto problematico, non ci sono stringenti analogie. È anche colpa di Vasari:
    “con pochi maestri volle stare all’arte, avendo egli una sua opinione contraria alla maniera di quegli”
    (Vasari, vita di Rosso Fiorentino)
    Un’immagine di autodidatta, genio isolato, incompreso, falsificata. In realtà di può leggere come una scelta dei maestri in base alle sue affinità: non nessun maestro, bensì pochi.
  • Period:
    1498
    to
    1512

    Repubblica di Pier Soderini

    sostenitore non troppo fanatico del partito mediceo, gonfaloniere, incarico che dal 1502 a vita, un governo moderato per la conciliazione fra i partiti. Dal 1503 si trasferisce a PALAZZO DEI PRIORI che si fa PUBBLICO. Nuova stagione di splendore artistico per la città, con le commissioni a Michelangelo e Leonardo [LE BATTAGLIE] e tanti altri artisti, e con importanti incarichi politici affidati a personalità come Machiavelli. Firenze che rifulge come Atene di Pericle.
  • Period:
    1500
    to
    1571

    Benvenuto Cellini (Firenze-Fontainebleau-Parigi-Firenze)

    a Fontainebleau nel 1540, per poi raggiungere Parigi con la corte del monarca: comm di 12 gigantesche statue-torciere raffiguranti altrettante divinità dell'Olimpo (solo Zeus);
    Nel 1543 risultano compiuti la famosa Saliera, già abbozzata in Italia per il cardinale d'Este, e i modelli per la Porte Dorée, detta di Fbleu (ninfa e 2 vittorie)
    Eppure, nel 1545, Cellini decise di lasciare Parigi a causa di «certe magagne che a torto m'erano aposte» (espressamente taciute sia nella Vita che altrove).
  • Period:
    1501
    to
    1547

    Perin del Vaga, Piero di Giovanni Bonaccorsi, detto (Firenze, 23 giugno 1501 – Roma, 19 ottobre 1547),

    Formatosi a Firenze, va giovane a Roma, lavora nella bottega di Raffaello, nelle Logge Vaticane,soluzioni compositive, miniera di invenzioni.
    1521-1522 a Firenze rivede i vecchi colleghi e le opere, disputa
    Dal 1528: decoraz a fresco e a stucco della Villa del Principe Andrea Doria a Fassolo
    1537 Torna a ROma per Paolo III,pittura più nuova e fresca; 1544salariato del Papa, con 25 scudi/mese.Sala Regia in Vaticano:stucchi della volta a cassettoni, con l’aiuto di Sansovino e Daniele da Volterra
  • Period:
    1503
    to
    1512

    Pier Soderini Gonfaloniere a vita

    periodo di grandi commisssioni artistiche repubblicane
  • Period:
    1503
    to
    1572

    Bronzino, Firenze 1503-1572

    allievo di Pontormo.
    pittura lenta e meditativa.Morto Andrea del Sarto1530,Bronzino massimo artista di Firense, pittore di corte e di ritrattoTra III e IV decennio:necessità dei Medici di affermarsi dopo l’assassinio di Alessandro.
    stilizzazione grafica, crea un nuovo canone di bellezza che non si basa né sull’Antichità né sulla natura; versO l’astrazione.
    1531:Genga,Dossi,Villa Imperiale nuova Della Rovere a Pesaro, affr.cultura eterog
    1540-45:Deposizione per Cappella di Eleonora.
    1548 a Roma
  • Period:
    1504
    to
    1570

    Francesco Primaticcio: Bologna-Parigi

    abile negli stucchi
  • Period:
    1505
    to
    1545

    Michelangelo, Tomba di Giulio II, San Pietro in Vincoli

  • Period:
    1508
    to
    1511

    RAFFAELLO, Stanza della Segnatura: Disputa del Sacramento, la Scuola di Atene, il Parnaso, virtù...

    pose della Scuola di Atene riprese da molti, tra cui Granacci e Pontormo (Visitazione di Pontormo nel chiostrino dei Voti, bambino sulle scale riprende Diogene di Sinope).
  • Period:
    1508
    to
    1524

    Raffaello,Giulio Romano,Penni, Giovanni da Udine, Stanze Vaticane

    Giulio II si rifiutò di utilizzare l'Appartamento Borgia, di Alessandro VI; scelse alcuni ambienti al secondo piano del Palazzo Apostolico nell'ala nord, frutto delle ricostruzioni parziali di Niccolò V.
    Staza della Segnatura 1508-11
    Stanza di Eliodoro 1511
    Stanza dell'incendio di Borgo 1514
    Sala di Costantino.(aiuti)
    Nelle Stanze vi è lo zoccolo che Raffaello aveva fatto diverso per ogni stanza: sculture a finto bronzo, in stucco che simulano dei telamoni, boiserie.
  • Period:
    1510
    to
    1525

    SPERIMENTALISMO ANTICLASSICO (PINELLI) 1510-25

    A Firenze (ma non solo) 1510-25, sperimentalismo anticlassico Che comprende ROSSO E PONTORMO: sono fenomeni che si collegano uno all’altro, hanno una filiazione e genesi comune.
    è ALLA RADICE delle opere a Roma nei 20s del Cinquecento.
    Già per ZERI68 erano ANTICLASSICI gli oppositori del CLASSICISMO PERUGINESCO.
    BERRUGUETE a Firenze; BECCAFUMI a Siena; ASPERTINI a Bologna; GIANFRANCESCO BEMBO a Cremona; COLA DELL'AMATRICE in alto Lazio, muore ad Ascoli; GENGA a Urbino, Pesaro(Villa Imperiale)
  • Period:
    1510
    to
    1571

    Niccolò dell'Abate (Modena-Fontainebleau)

  • Period:
    1510
    to
    1562

    Francesco Salviati (Firenze1510-Roma1562)

    ammiratio da Vasari. Pittore di estrema raffinatezza formale, eleganza manierata.
    A scuola da Andrea del Sarto, studia anche Michelangelo, solida formazione.
    Soggiorno a Roma 1531-39, protetto dal Card Giovanni Salviati (lui è De’ Rossi).
    Venezia, Bologna, Roma di nuovo, in contatto con Pierluigi Farnese, figlio naturale del Papa, che lo adotta come pittore di casa, ma l’idillio dura poco: uno screzio nel 1543 e l’ingombrante presenza di Vasari lo faranno decidere ti tornare a Firenze.
  • Period:
    1511
    to
    1574

    Vasari

  • Period:
    1513
    to
    1521

    Pontificato di Leone X, Giovanni di Lorenzo de'Medici

    quartogenito di Lorenzo de' Medici e Clarice Orsini. Sorta di età dell’oro che si interrompe nel 1521 con la sua morte e la guerra che contrapponeva le armate imperiali di Carlo V e quelle francesi di Francesco (Lega di Cognac istituita nel 1526 e appoggiata da Clemente VII). Stanze vaticane!
  • Period:
    1514
    to
    1546

    Antonio da Sangallo il GIovane; Michelangelo dal 1546: Palazzo Farnese

    Il progetto originario del palazzo si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane, per incarico del cardinale Alessandro Farnese.
    I lavori, iniziati nel 1514, si interruppero per il sacco di Roma nel 1527 e furono ripresi nel 1541, dopo l'ascesa al papato.
    Dopo la morte del Sangallo nel 1546, i lavori furono proseguiti sotto la direzione di Michelangelo: a lui sembra doversi il cornicione
  • Period:
    1521
    to
    1523

    Pontificato di Adriano VI, olandese

    Adriano VI, nato Adriaan(Utrecht 1459 – Roma, 14 settembre 1523). Pontefice per 20 mesi. Interrompe il clima umanistico e di recupero dell’Antico: fa interrompere i lavori del Belvedere, fa coprire le nicchie con i legnami.
    Attua un’inversione di rotta politica rispetto a Leone: moralizzazione e lotta al nepotismo, riduce lo sfarzo e con esso le commissioni artistiche.
    Nel frattempo vi è la peste del che provoca il trasferimento a Firenze di Perin del Vaga e di Giovanni da Udine poi.
  • Period:
    1523
    to
    1534

    Pontificato di Clemente VII, Giulio Zanobi di Giuliano de'Medici

    figlio naturale, poi legittimato, di Giuliano de' Medici, ucciso nella Congiura. GRAVISSIMO errore di appoggiare Francesco I di Francia invece di Carlo V d'Asburgo.
    si pone in continuità con leone X, impostando una nuova politica culturale: si crea lo stile clementino.
  • Period:
    1523
    to
    1534

    Pontificato di Clemente VII, 2: STILE CLEMENTINO

    La peste è finita, si è spostata a Firenze: da qui tornano Perino nel 1523, Rosso Fiorentino. Da Parma il giovane Parmigianino, scoperto e invitato dal datario pontificio Matteo Giberti: scuola di Raffaello, scuola toscana e maniera parmense. Lo stile (o manierismo, Chastel) clementino è molto raffinato, si caratterizza per grazia e sprezzatura, bellezza artificiosa che supera quella classica.
  • Period:
    1523
    to
    1537

    Signoria e Ducato di Alessandro de'Medici

    Figlio di Lorenzo duca di Urbino(nipote del Magnigico)
    duca di Penne dal 1522
    Signore di Firenze dal 1523 al 1527;
    poi Repubblica dal 1527 al 1530;
    duca dal 1532 (sposa Margherita D'Austria, figlia di Carlo V) all'assassinio la notte tra 5 e 6 gennaio 1537, per mano del lontano cugino Lorenzino detto Lorenzaccio, del ramo cadetto (cugino di Cosimo I).
    Lascia gestire le commissioni artistiche a Clemente VII (Sagrestia Nuova, Laurenziana).
  • Period:
    1527
    to
    1530

    Terza Repubblica e assedio di Firenze

    16-05-1527 cacciata di Alessandro de' Medici, figlio di Lorenzo duca di Urbino o di CLVII.Repubblica di stampo Piagnone, ispirata a Savonarola. 1529 Assedio di Firenze DI 2 ANNI ad opera delle truppe spagnole e tedesche inviate dall'imperatore;
    Eroica difesa della città, di Giovanni delle Bande Nere, Malatesta Baglioni e Michelangelo, fino al 20 agosto 1530:dimissioni della signoria repubblicana per carestia e tasse. Pagati80mila scudi per evitare la distruzione. Reinsediato Alessandro.
  • Period:
    1529
    to

    Giambologna, Douai(Alta Francia,prima Fiandre)-Firenze

    maX esponente della Maniera fiorentina: raffinatezza formale anche nel gigantismo, più che in Baccio.
    Aveva programmato un breve viaggio in Italia, ma vi resta per gran parte della sua carriera. Vasari ne parla molto nelle Vite giuntine, e Raffaello Borghini nel Riposo1584 in base a notizie certe di BVecchietti
    Figlio di notaio, formazione a Douai, provincia passata sotto il potere di CV;a bottega da Jacques Dubroc, maestro scultore della corte di Maria d’Ungheria; si specializza nel BRONZO
  • Period:
    1532
    to
    1534

    Michelangelo:perdono,ultimi anni a Firenze

    Il perdono di Clemente VII non si fece però attendere, a patto che l'artista riprendesse immediatamente i lavori a San Lorenzo dove, oltre alla Sagrestia Nuova, si era aggiunto cinque anni prima il progetto della Biblioteca. Consapevolezza di non poter rinunciare all'unico artista capace di dare forma ai sogni di gloria della sua dinastia
  • Period:
    1533
    to
    1537

    Vasari sotto Alessandro il Moro

    protetto del Cardinale Ippolito (per cui Deposizione 1532) viene assunto nel 1533 al servizio del Duca Alessandro e gli viene data una casa in via dei Servi;
    Realizza gli affreschi per la camera bassa di Palazzo Medici (Storie di Cesare) e gli apparati per l’ingresso di Carlo V per il matrimonio di Alessandro con sua figlia,Margherita d’Asburgo,1536.
    nel 1537, il duca muore, Vasari non piace al maggiordomo e consigliere di Cosimo, Pierfrancesco Riccio, e si trova costretto ad andarsene.
  • Period:
    1533
    to
    1541

    Baccio Bandinelli, Tombe di Leone X e Clemente VII, 1533-1541

    24MichxSL, affr ai lati dell'altare;POI Sacco e cacciata.SPe S.Gio dei F:lavori.SMSM:1533 CL chiama Peruzzi a restaurare AREA PRESBITERIALE. I progetto di Baccio.
    Testamento1534:progetto BB1535
    2tombe affrontate,arco trionfale.Peruzzi prob autore della struttura arch:4colonne corinzie con trab e finestre con le scene di vite dei Pontefici. Rilievi:INCONTRI DI un personaggio: leone X -Francesco I;Clemente VII-Carlo V, MA depotenziati, senza corona: vendetta dei Medici sul potere dei sovrani.
  • Period:
    1534
    to
    1549

    Paolo III Farnese pontificato

    cambia la politica culturale:Paolo III inaugura il CDT(1545-63) e nei 15 anni di pontificato provvede moltissimo al mecenatismo,Avvierà una serie imprese di largo respiro,bisogno di affermare i Farnese (duchi di Parma e Piacenza).
    ha bisogno di un’opera più squillante, celebrativa, di una pittura più nuova e fresca:stagione degli affreschi celebrativi nei palazzi sacri: Cancelleria, Collegio apostolico,Farnese, Ricci-Sacchetti.Oratori con congregazioni laicali coperti di affreschi del Santo ded
  • Period:
    1535
    to
    1541

    MICHELANGELO, Giudizio Universale

    su commissione di Papa Clemente VII per decorare la parete dietro l'altare della Cappella Sistina; iniziato nel 1535 sotto Paolo III.
  • Period:
    1536
    to
    1541

    Baccio Bandinelli,Tomba di Leone X,1536-1541, marmo,Roma, Santa Maria sopra Minerva

    tombe affrontate con rilievi.Marzo 1536-ottobre 1537: firmato il contratto, Baccio a Carrara per scegliere i marmi. Termina i lavori per i monumenti nel 1540, mancano solo i due Papi vivi, non più demi-gisant; seduti in abiti pontificali con gesti studiati:
    Leone con le chiavi della chiesa e la dx in segno di pacificazione, alzata dalla gamba.
    Santi Pietro e Paolo; Papi realistici invece le figure laterali possono citare la scultura fiorentina:San Marco di Orsanmichele e Zuccone di Donatello
  • Period:
    1536
    to
    1550

    ADSILG, Michelangelo, Cappella Paolina

    nel Palazzo Apostolico,una cappella da affiancarsi alla Sistina per la custodia del Ss Sacramento.
    1536 AdsilG archi fabbriche pontificie;ultimata 1540.
    Mich over 60: comm affr storie dei primi apostoli.Intanto lavorava alla tomba di Giulio II. L'artista dipinse 2 affreschi: la Conversione di Saulo, realizzato tra il 1542 e il 1545; il secondo la Crocifissione di Pietro, realizzato tra il 1546 e il 1550.
    Ultimata da FedeZuccari e Lorenzo Sabbatini,stucchi
  • Period:
    1543
    to
    1548

    Perin del Vaga e soci, Stanze dei Farnese in Caste Sant'Angelo.

    castellano(munizioni,archivio,decorazioni) Tiberio Crispo, V:si dilettava nelle arti e commissionò logge, camere, sale e appartamenti per ricevere il Papa;disegni di Raffa da Montelupo e ADSILG;V celebra come massima espr della Maniera.
    Mash-up: florilegio di corpi nudi, porte aperte/muri, artificio al sommo grado, quasi delirio.
    Con Perino: P.Tibaldi, Domenico Retti detto lo Zaga,M.Pino,GSDS,L.Agresti,Giacomone da Faenza
    Storie di Amore e Psiche, di Alessandro e di San Paolo