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La Russia provò a dotarsi di una sorta di regime semi-rappresentativo, dove alcune libertà politiche e civili vennero parzialmente riconosciute. Ciò nonostante, il regime zarista si mostrò incapace di andare incontro alle sempre più crescenti richieste di contadini e operai.
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L’Impero russo entrò in guerra a fianco di Francia e Gran Bretagna, contando su una rapida vittoria contro l’Austria-Ungheria alleata della Germania. Tuttavia, dopo alcuni successi iniziali, l’esercito zarista dimostrò la stessa inadeguatezza che l’aveva portato alla sconfitta con il Giappone dieci anni prima. Nel frattempo, però, il logorio del conflitto stava colpendo non solo i soldati nelle trincee, ma anche le masse di affamati nelle città. -
Alcuni reparti militari ribelli avevano costituito un soviet.
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Nel 1917 la condizione catastrofica in cui versava l’economia dell’intero Paese, la carestia che aveva ormai provocato più di due milioni di morti e il vertiginoso aumento dei prezzi dei generi alimentari, portò nuovamente il popolo in strada a manifestare la propria esasperazione attraverso una violenta rivolta. Da Pietrogrado, le dimostrazioni di piazza dell’8 e il 9 marzo 1917, dilagarono in tutto il Paese, travolgendo il regime zarista. -
Nicola II abdicò decretando, di fatto, la fine della lunga storia imperiale della dinastia dei Romanov.
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Dopo la caduta dello zar, la successione fu assunta da un governo provvisorio liberale costituito dai membri della Duma e presieduto dall’aristocratico Georgij L’vov e da Aleksandr Kerenskij (ministro della guerra) con l’obiettivo di continuare la guerra e la ripresa economica-politica del paese ispirandosi alle strutture occidentali.