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Mosca e Kiev hanno una relazione mutevole a causa dell'alternanza tra governi filo-russi e governi più vicini all'Occidente -
Le proteste di piazza nazionaliste filo-occidentali e antirusse che prendono il nome di “EuroMaidan” mettono in fuga l’allora presidente Yanukovych -
Gli abitanti della Crimea esprimono mediante referendum la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca. La Russia non se lo fa dire due volte e sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa. La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea: ha inizio una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti. -
Con l’accordo Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti,
il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi. -
La consegna della Russia agli Stati Uniti dei suoi progetti di trattati sulle garanzie di sicurezza, in base ai quali gli Stati Uniti si devono impegnare a non schierare truppe negli stati ex sovietici non appartenenti alla NATO, escludendo qualsiasi ulteriore espansione dell’Alleanza verso est , -
Il 20 gennaio la Russia annuncia importanti esercitazioni navali delle sue flotte in tutto il mondo.
Il 26 gennaio 2022 si svolge un incontro nel “Formato Normandia” tra alti funzionari russi, ucraini, tedeschi e francesi a Parigi. Quello stesso giorno arriva la risposta ufficiale con cui gli americani respingevano la richiesta di Mosca che l’Ucraina non aderisse mai alla NATO. -
Lo stesso 26 gennaio si svolge la videoconferenza tra un’ampia delegazione governativa russa con Putin e alcuni dei maggiori gruppi industriali italiani. La Russia incassa il sostegno della Cina e inizia a strizzare l’occhio alla Turchia, con Putin che si diceva pronto ad accettare una mediazione del presidente Erdogan. Il mese di gennaio si conclude con la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con lo scambio di accuse tra Russia e Usa. -
Il 6 febbraio il cancelliere tedesco Scholz in conferenza congiunta con Biden ribadisce l’unità della Germania con i propri alleati nell’adottare tutte le misure necessarie in caso di attacco russo all’Ucraina, tra cui il gasdotto Nord Stream 2.
Il 12 febbraio gli Stati Uniti decidono il ritiro di quasi tutti i consiglieri militari presenti in Ucraina. Il giorno dopo durante l’Angelus Papa Francesco elevava una preghiera affinchè si evitasse una guerra in Ucraina. -
Il 17 febbraio l’Esercito ucraino rendeva noto che le forze separatiste nell’Ucraina orientale avevano colpito un asilo nella regione di Lugansk. La sera del 21 febbraio Putin riconosce l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, per poi ordinare l’invio di truppe nella regione del Donbass con lo scopo dichiarato di “assicurare la pace”. Usa e Ue adottavano le prime sanzioni contro la Russia. -
Si arriva così all’alba del 24 febbraio, quando poco dopo le 5:45 il presidente russo Putin in un nuovo discorso televisivo alla nazione annunciava di avere autorizzato “un’operazione militare speciale” non solo nel Donbass ma anche nell’est dell’Ucraina: l’inizio dell’invasione.