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creazione dei tribuni della plebe, diritto di veto
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Il primo corpus legislativo della storia romana viene pubblicato inciso su XII tavole. Sancivano la netta separazione tra i due ordini mantenendo il divieto di contrarre matrimoni misti
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legittimità del matrimonio tra patrizi e plebei
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elezione di un console plebeo ogni anno, divieto di possedere più di 500 iugeri di terreno pubblico
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abolizione della schiavitù per debiti
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concessione ai plebei del diritto di accedere alla carica di pontefice massimo
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riconoscimento ai comizi popolari del potere di emanare leggi attraverso plebisciti
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Poco dopo i Mamertini (banda di campani) conquistano Messina, ma Gerone II li assedia dentro le mura. Chiedono aiuto prima a Cartagine e successivamente a Roma.
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I mamertini vogliono entrare nella Lega Italica, ma a Roma sono a favore solo i ceti commerciali e parte del popolo perché vogliono nuove colonie. Il console Appio Claudio Caudex si impadronisce della città e dichiara guerra a Cartagine e Siracusa (poco dopo Gerone II si unisce a Roma)
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Roma vince contro Cartagine grazie all'invenzione del corvo: un ponte mobile fornito di rampini con cui i romani agganciavano le navi, impedivano la loro manovra e se ne impadronivano
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Attilio Regolo sconfigge Cartagine a Capo Ecnomo e sbarca in Africa. I cartaginesi erano disposti alla pace, ma le condizioni di Attilio Regolo erano inaccettabili (cessione di Sicilia e Sardegna, versamento di un tributo e rinuncia alla propria sovranità) quindi Cartagine decide di resistere ad ogni costo sotto il comando dello spartano Santippe
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L'esercito romano viene distrutto con pochissimi superstiti, gli altri o morirono o divennero prigionieri (come Attilio Regolo). Anche la flotta romana inviata in soccorso venne totalmente distrutta da una tempesta
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Secondo Tito Livio Cartagine lo ha inviato a Roma perché convinca i concittadini a chiedere la pace.
Regolo aveva potuto agevolmente rendersi conto delle terribili condizioni economiche in cui giaceva la città nemica, quindi rivelò ai concittadini la condizione economico-politica dei nemici, esortando Roma a continuare a combattere, in quanto Cartagine sarebbe stata sconfitta perchè non in grado di reggere la pressione bellica. Fece ritorno a Cartagine, dove fu giustiziato. -
-Gli abitanti erano sudditi (senza libertà politica) sotto il governo di un magistrato
-I publicani (esattori) dovevano riscuotere i tributi
-Le terre furono espropriate e distribuite tra i Romani -
Prestito forzoso dei cittadini per costruire una nuova flotta con a capo Lutazio Catulo, Cartagine sconfitta chiede la pace e deve: lasciare la Sicilia, restituire i prigionieri senza riscatto e pagare una forte indennità di guerra.
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Amilcare Barca e il genero Asdrubale guidano una spedizione in Spagna e fondano Cartagena (Nuova Cartagine) e ebbero il controllo di buona parte della penisola Iberica (terra ricca di risorse minerarie e soldati mercenari)
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Il progetto di Annibale era di restituire ai popoli sottomessi a Roma la loro autonomia, però secondo le condizioni non poteva dichiarare guerra. I patti stabilivano che tutti i territori sotto il fiume Ebro siano Cartaginesi e gli altri Romani, la città di Sagunto era un'alleata romana, quindi Cartagine la attaccò per provocarli, infatti Roma dichiarò guerra a Cartagine. Annibale si spostò attraversando le alpi con dei professionisti e 37 elefanti.
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I due eserciti si scontrano sulle rive del Ticino, Publio Cornelio Scipione venne ferito e salvato dall'omonimo figlio, ritirandosi a Piacenza. I celti si unirono ad Annibale vittorioso e vinsero anche presso il Trebbia
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I romani tentarono di fermare Annibale ma caddero in un'imboscata nella quale il console Flaminio e altri 15000 soldati morirono. A Roma viene nominato dittatore Quinto Fabio Massimo, detto anche Cunctator, cioè Temporeggiatore; infatti evitò una battaglia frontale perchè avrebbe portato Annibale a Roma, che perciò si ritirò verso la Puglia e stabilì i suoi quartieri d'inverno.
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I romani subirono una sconfitta disastrosa nella quale persero 70 000 uomini compreso il console Lucio Emilio Paolo
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Le colonie greche sottomesse Lucani e Sanniti si ribellarono ai Romani e persino Capua si schierò dalla parte di Annibale. Si erano aggiunte Siracusa e la Macedonia, ma Annibale non assediò subito Roma, stabilì gli ozi di Capua.
Il governo romano chiamò alle armi tutta la popolazione atta a combattere inviò eserciti in Spagna e in Sicilia. Si alleò con le città greche nemiche di Filippo V. Gli Etruschi e molti altri popoli latini le rimasero fedeli, uno straniero sarebbe stato peggio di Roma. -
Roma assediò e sconfisse Siracusa e riconquistò Capua, che venne punita con l’uccisione di molti esponenti della sua aristocrazia.
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La svolta decisiva nella guerra, però, si ebbe nella Penisola iberica. Quando il comando fu assunto da Publio Cornelio Scipione, i Romani presero il sopravvento. La stessa capitale, Cartagena, fu conquistata.
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Dopo la conquista di Cartagena, una parte dell’esercito cartaginese, comandato da Asdrubale (fratello minore di Annibale), era riuscita a penetrare in Italia ma era stata intercettata dalle truppe di Scipione e sconfitta presso il fiume Metauro dove era morto lo stesso Asdrubale.
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La penisola Iberica diventa una nuova provincia romana
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Scipione propose al Senato di spostare il conflitto in Africa, in modo da costringere Annibale a lasciare l’Italia. Dopo accese discussioni, Scipione fu autorizzato ad arruolare un esercito di volontari da inviare in Africa
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Dopo accese discussioni, Scipione fu autorizzato ad arruolare un esercito di volontari da inviare in Africa, dove, avvenne lo sbarco delle truppe romane. Lì Scipione strinse un’alleanza con Massinissa, re della Numidia, ottenendo in cambio un contingente di cavalieri.
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Gli eserciti si affrontarono a Zama. Le truppe cartaginesi vennero distrutte dalla formazione a testuggine dei legionari romani, che avanzavano compatti proteggendosi con grandi scudi rettangolari; Scipione aveva ordinato di suonare trombe e tamburi per spaventare gli elefanti. L’esercito cartaginese andò incontro ad una rovinosa disfatta: secondo Polibio, i morti cartaginesi furono 20.000 mentre romani 2000. Annibale e pochi soldati riuscirono a fuggire, ma Cartagine aveva perso la guerra.
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Roma impose condizioni di pace durissime: Cartagine fu costretta a rinunciare alla sua flotta e a tutti i possedimenti fuori dall’Africa e a pagare una pesantissima indennità di guerra. Le fu inoltre vietato di dichiarare guerra senza il consenso di Roma. Scipione, tornato a Roma in trionfo, fu soprannominato l’Africano.