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Gli annali attribuiscono la causa della rivolta ai problemi del debito, la cui causa prossima è la chiamata alle armi per combattere contro i lucani, dando ai plebei più potere dei patrizzi. La lex Hortensia è stata un passo in una serie di riforme che hanno assicurato la libertà politica alla plebe. Nella prima Repubblica, le leggi approvate dal Concilio plebeo non si applicavano a tutti i romani, ma solo ai plebei, perché solo i plebei potevano votare nel consiglio.
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Essendo consoli Marco Genucio Augurino e Gaio Curzio Filone un altro filone di acceso dibattito politico scoppiò a Roma fra l'ordine Patrizio e l'Ordine Plebeo.
Da anni veniva ripresentata quasi con testardaggine la Lex Terentilia che voleva mettere un limite al potere dei consoli. E solo l'anno precedente l'azione di Scapzio convinse la plebe e le tribù a rivendicare al popolo romano la proprietà di un territorio che Ardeati e Arcini si contendevano. -
Verso la fine del VI secolo a.C. all'epoca in cui Roma era dominata dalla dinastia etrusca dei Tarquini, gli Equi occupavano l'estensione superiore delle valli del fiume Anio. I Volsci invece abitavano un'area parzialmente collinosa e paludosa del sud del Latium vetus, limitata dagli Aurunci e dai Sanniti a sud, dagli Ernici ad est e all'incirca dalla linea che da Norba e Cora a nord. La loro capitale era Anzio.
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Essendo consoli Marco Genucio Augurino e Gaio Curzio Filone un altro filone di acceso dibattito politico scoppiò a Roma fra l'ordine Patrizio e l'Ordine Plebeo. Da anni veniva ripresentata quasi con testardaggine la Lex Terentilia che voleva mettere un limite al potere dei consoli. E solo l'anno precedente l'azione di Publio Scapzio convinse la plebe e le tribù a rivendicare al popolo romano la proprietà di un territorio che Ardeati e Arcini si contendevano.
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Il tribuno della plebe Gaio Terenzilio Arsa propose nel 462 a.C. la nomina di una commissione composta da appositi magistrati con l'incarico di redigere un codice di leggi scritte per sopperire all'oralità delle consuetudini allora in vigore. Il Senato, dopo un'iniziale opposizione, votò nel 454 a.C. l'invio di una commissione di tre membri nominati dai concilia plebis in Grecia, per studiare le leggi di Atene e delle altre città.
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La Secessio plebis o secessione della plebe, fu una forma di lotta politica adottata dalla plebe romana, tra il V ed il III secolo a.C., per ottenere una parificazione di diritti con i patrizi. La secessione consisteva nel fatto che la plebe abbandonava in massa la città. In questo modo tutti i negozi e le botteghe artigiane restavano chiuse ed inoltre non era possibile convocare le leve militari che in quel periodo facevano sempre più ricorso anche ai plebei.
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Nel campo romano Tito Ebuzio comandava i soldati che si opponevano a quelli guidati da Manlio, Virgino quelli che si opponevano a quelli guidati da Tarquinio e Postumio comandava il centro dello schieramento. Tarquinio il Superbo si scagliò contro Postumio ma fu ferito e ricondotto in salvo dai suoi; Ebuzio si scontrò direttamente con Ottavio Mamilio ed entrambi rimasero feriti. Marco Valerio, scorto il giovane Tarquinio spronò il cavallo e si gettò, contro Tarquinio che si ritirò.
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Il re etrusco della città di Clusium. Costui venne chiamato da Lucio Tarquinio a mediare, con i Tirreni su una controversia che vedeva imputati i Romani stessi, in quanto Tarquinio, cacciato da Roma, intendeva rientrare come re. Lucio Tarquinio non ebbe successo. Ciò danneggiò i suoi rapporti coi Tirreni e fu invitato a lasciare il campo che Porsenna aveva posto presso Roma. Porsenna restituì ai Romani i prigionieri di guerra, strinse patti di alleanza e fu ricambiato dai Romani.
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La Repubblica romana fu il sistema di governo della città di Roma nel periodo compreso tra il 509 a.C. e il 27 a.C. Essa nacque a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia della componente etrusca sulla città e al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche
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Secondo la leggenda, la città di Roma è stata fondata da Romolo, discendente dalla stirpe reale di Alba Longa. Come narra la leggenda, Ascanio, figlio di Enea, aveva fondato la città di Albalonga.
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Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l'inganno: organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire le loro donne.
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Significa sette monti. Lega difensiva tra i villaggi di pastori che abitavano le colline dell’area di Roma
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I primi insediamenti nella zona della futura città di Roma sorsero sul colle Palatino intorno al X secolo a.C. Mentre successivamente vennero occupati anche i colli Esquilino e Quirinale