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Le migrazioni sono legate alla e conseguenze della fine della Seconda Guerra Mondiale e al processo di decolonizzazione
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Sono gli stessi paesi europei a incoraggiare i flussi migratori. L'immigrazione dei paesi si connota in relazione al loro passato coloniale
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La crescita si interrompe e cambia la linea politica in campo migratorio. L'immigrazione non è più favorita, ma arginata tramite vari dispositivi di regolamentazione. Si assiste comunque a un incremento dei flussi dovuti soprattutto a forti fattori espulsivi -
La fine dell'era sovietica innesca un nuovo movimento migratorio dall'Est all'Ovest. Dagli anni '90 i flussi diminuiscono, salvo verso la fine del secolo in cui vi è un nuovo incremento di immigrazioni dovuto alla crisi del Kosovo. -
L'immigrazione in Europa cresce dell'80%. Matura una certa sperimentazione regolativa. Gran Bretagna e Irlanda hanno politiche skills oriented, mentre Germanie e Paesi nordici consentono l'immigrazione per motivi umanitari o di studio. L'Italia fa uso di interventi legislativi ex post, regolarizzando flussi irregolari già avvenuti.
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Non è di facile lettura. Eventi di segno inverso hanno condizionato le migrazioni, favorendole o rallentandole, ad esempio la Primavera Arava, il Covd-19 e la guerra Russo-Ucraina