Il processo di unificazione dell'Italia

  • In Sicilia iniziano le rivolte

    In Sicilia iniziano le rivolte
    La stagione rivoluzionaria italiana si aprì a Palermo dove i ceti popolari andarono contro l'aristocrazia perché il Regno delle Due Sicilie era rimasto chiuso a qualsiasi tipo di riforma. Questi moti possedevano lo scopo di ottenere delle costituzioni liberali e di avviare un processo di unificazione nazionale.
  • Le prime Costituzioni e lo Statuto Albertino

    Le prime Costituzioni e lo Statuto Albertino
    Da Palermo le rivoluzioni democratiche arrivarono in Toscana e nello Stato della Chiesa dove i sovrani furono costretti a concedere le prime Costituzioni. Anche nel regno di Sardegna Carlo Alberto fu costretto a concedere lo Statuto Albertino.
    Oltre a questo venne anche proclamato ovunque il cattolicesimo come religione di Stato
  • Scoppia la prima guerra d'indipendenza

    Scoppia la prima guerra d'indipendenza
    Con la pressione delle rivolte, il sovrano piemontese Carlo Alberto dichiarò guerra contro l'Austria per liberare i territori italiani in possesso austriaco. Grazie a dei rinforzi, Carlo Alberto riuscì a superare il confine austriaco ma venne sconfitto a Custoza e fu costretto a firmare l'armistizio di Salasco.
    Quando il sovrano riprese la guerra venne sconfitto di nuovo a Novara. Per questo abdicò e lasciò il potere a suo figlio Vittorio Emanuele II.
  • L'ascesa di Cavour al governo

    L'ascesa di Cavour al governo
    Quando il compito di formare un nuovo governo venne affidato al parlamentare moderato Cavour si avviò una fase di sviluppo economico e politico del regno di Sardegna. In politica estera egli voleva accrescere la visibilità di questo regno stringendo legami con Gran Bretagna e Francia per il futuro scontro con l'impero asburgico.
  • Le insurrezioni continuano

    Le insurrezioni continuano
    Durante la formazione del governo di Cavour continuarono anche le insurrezioni soprattutto quelle dei mazziniani. A Milano queste rivolte si risolsero in altrettanti fallimenti e l'intero movimento di Giuseppe Mazzini attraversò una profonda crisi.
  • Il congresso di Parigi

    Il congresso di Parigi
    A questo congresso, Cavour denunciò l'invadente presenza austriaca nel territorio italiano, causa di malcontento della popolazione. Così la situazione italiana era diventata attenzione delle altre nazioni europee.
  • Gli accordi di Plombières

    Gli accordi di Plombières
    Per ottenere l'appoggio della Francia, Cavour si accordò con Napoleone III per spingere l'Austria a dichiarare guerra al regno di Sardegna. Essi progettarono anche il futuro assetto della penisola suddivisa in quattro regni: un regno dell'Alta Italia, uno Stato della Chiesa, un regno dell'Italia Centrale e un regno dell'Italia Meridionale.
  • Scoppia la seconda guerra d'indipendenza

    Scoppia la seconda guerra d'indipendenza
    Dopo continui movimenti lungo il confine arrivò la minaccia austriaca che presentò l'occasione per Cavour di attivare l'alleanza difensiva con la Francia. L'esercito francese sconfisse quello austriaco a Magenta e ottennero importanti successi anche a San Martino e Solferino.
  • L'armistizio di VIllafranca

    L'armistizio di VIllafranca
    Dopo parecchi successi ottenuti dai piemontesi grazie all'aiuto dell'esercito francese, gli austriaci furono costretti a firmare l'armistizio di Villafranca. La Lombardia venne ceduta alla Francia che avrebbe poi dovuto cederla al regno di Sardegna e terminarono le ostilità con l'impero asburgico.
  • La spedizione dei Mille

    La spedizione dei Mille
    Per liberare la Sicilia dai Borbone, Vittorio Emanuele II e Cavour prepararono una spedizione via mare di mille soldati lombardi, liguri e veneti. Il comando di questa spedizione venne affidato a Giuseppe Garibaldi che, una volta sbarcato sull'isola, proclamò la sua dittatura con l'editto di Salemi. Egli continuò la sua avanzata fino a Napoli.
  • l'incontro di Teano

    l'incontro di Teano
    Dopo l'invasione dei territori meridionali da parte di Garibaldi, egli si incontrò con il sovrano Vittorio Emanuele II al quale cedette il comando dei territori conquistati.
  • Le prime elezioni: la Destra storica

    Le prime elezioni: la Destra storica
    Prima della proclamazione del regno d'Italia il governò passò nelle mani della Destra storica per vittoria alle prime elezioni. Essa si ritrovò ad affrontare i primi problemi di un'Italia unita cioè il brigantaggio, un arretratezza economica e l'analfabetismo. Il nuovo governo riuscì a sopprimere i briganti, rese l'istruzione obbligatoria e risanò il debito pubblico.
  • La proclamazione del regno

    La proclamazione del regno
    Grazie all'abilità politica e diplomatica di Cavour, Vittorio Emanuele II venne proclamato re d'Italia "per grazia di Dio e per volontà della Nazione" dando vita al nuovo regno.
  • La spedizione in Aspromonte

    La spedizione in Aspromonte
    Al regno d'Italia mancava ancora lo Stato della Chiesa perché il papa decise di rifiutare l'accordo di cedere i suoi territori. Per questo i seguaci di Mazzini e di Garibaldi organizzarono una spedizione di duemila soldati per dirigersi verso Roma. Per l'opposizione della Francia Vittorio Emanuele II fu costretto a fermare con la forza l'avanzata di Garibaldi in uno scontro a fuoco sull'Aspromonte. Garibaldi venne ferito e in seguito. arrestato.
  • La terza guerra d'indipendenza e l'acquisizione del Veneto

    La terza guerra d'indipendenza e l'acquisizione del Veneto
    Per l'unificazione completa dell'Italia mancava anche il Veneto che era ancora in mano agli austriaci. Il governo italiano sfruttò la guerra austro-prussiana, alleandosi con la Prussia, per l'acquisizione di questo territorio. Questa terza guerra d'indipendenza fu una delusione per le armate italiane che vennero sconfitte a Custoza e presso l'isola di Lissa. Nonostante ciò, i prussiani vinsero la guerra e il Veneto e Mantova vennero ceduti all'Italia.
  • La breccia di Porta Pia

    La breccia di Porta Pia
    Dopo l'acquisizione del Veneto, l'ultimo passo per l'unificazione totale era la conquista dello Stato della Chiesa. Il governo italiano approfittò del crollo del Secondo impero francese che sostenevano il Lazio per organizzare un attacco: l'artiglieria aprì un varco nella cinta muraria di Roma e i bersaglieri ottennero la meglio sulle truppe pontificie. L'unificazione era ora completata e dopo cinque mesi la capitale venne trasferita da Firenze a Roma.