Italia dal 1848 al 1871

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In History
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    Origine dell'idea d'Italia

    Origine dell'idea d'Italia
    Dante è stato il poeta-profeta dell’unità d’Italia: Italia intesa più che nazione, come civiltà. L'identità italiana è, secondo Dante, nazionale e universale, ben delineata nei suoi confini geografici, ma espansiva nelle sue linee spirituali.
  • Congresso di Vienna

    Congresso di Vienna
    Situazione della penisola italiana:
    -Regno di Sardegna annette la repubblica di Genova. -Austria controlla quasi tutta la penisola in maniera diretta su Trentino, Venezia Giulia, Istria, Dalmazia e Trieste. In maniera indiretta sul granducato di Toscana, ducato di Parma, Lucca e Modena. -Regno di Napoli unito alla Sicilia formano il Regno delle due Sicilie sotto Ferdinando IV Borbone legato politicamente all'Austria.
  • Fondazione della "Giovine Italia"

    Fondazione della "Giovine Italia"
    Mazzini comprende l'inefficacia della struttura e dei metodi delle società segrete: andava respinta la segretezza per coinvolgere maggiormente il popolo. Secondo il modello democratico di Mazzini l'Italia doveva diventare, attraverso rivoluzioni popolari, "una, libera, indipendente e repubblicana" . Per raggiungere la liberazione dell'Italia dal governo dispotico dei sovrani si affida ad una vasta opera di propaganda. Nasce così la "Giovine Italia" con il fine di educare il popolo alla rivolta.
  • Pubblicazione "Del primato morale e civile degli italiani"

    Pubblicazione "Del primato morale e civile degli italiani"
    Il moderato Vincenzo Gioberti completa la sua opera più celebre dove auspica una confederazione fra gli stati italiani presieduta dal papa. Nasce quindi il termine neoguelfismo per la somiglianza alle posizioni filopapali dei guelfi medievali.
  • Pubblicazione de "Le speranze d'Italia"

    Pubblicazione de "Le speranze d'Italia"
    In questa sua opera, il liberale piemontese Cesare Balbo descrive il problema maggiore che ostacola il progresso della penisola italiana e la rispettiva soluzione: la presenza opprimente dell'impero asburgico. Trova come rimedio lo spostamento dell'interesse dell'impero dall'Italia verso i Balcani e migliora la visione neoguelfa togliendo il papa dalla posizione che Gioberti aveva proposto.
  • Rivolte separatiste nel Regno delle due Sicilie

    Rivolte separatiste nel Regno delle due Sicilie
    Dopo che papa Pio IX nel 1846 assume il ruolo di pontefice, grazie alle sue iniziative liberali, suscita un grande consenso popolare. Tutti gli altri regni della penisola italiano sono costretti ad imitare le azioni del papa per paura di una nuova rivolta. Ferdinando II sceglie comunque di non seguire le azioni del papa e ciò porta consequenzialmente ad una rivolta. Il re si vede costretto a proclamare l'autonomia della Sicilia e concede la Costituzione.
  • Prima guerra d'indipendenza

    Prima guerra d'indipendenza
    Il successo della rivolta del 12 gennaio porta altre città come Vienna, Venezia e Milano ad insorgere. Piemonte e Milano richiedono quindi l'intervento di Carlo Alberto che dichiara guerra all'impero asburgico. Altri eserciti italiani si uniscono, il conflitto diventa guerra federale. Sotto minacce dell'Austria gli eserciti di supporto italiani si ritirano ma Carlo alberto riesce comunque a conseguire ulteriori vittorie.
  • Armistizio tra Regno di Sardegna e Impero asburgico

    Armistizio tra Regno di Sardegna e Impero asburgico
  • Armistizio di Vignale

    Armistizio di Vignale
    Sotto le pressioni popolari Carlo Alberto sostiene la ripresa del conflitto con l'Austria ma viene ripetutamente sconfitto e decide di abdicare in favore di Vittorio Emanuele II prima dell'armistizio.
  • Regno di Sardegna come modello per tutta la penisola italica

    Regno di Sardegna come modello per tutta la penisola italica
    Con il fallimento dei moti del '48, in ogni regno, tutte le costituzioni concesse vengono abrogate. Il Regno di Sardegna è l'unico a non revocare lo Statuto Albertino e promulga le Leggi Siccardi con cui pone fine ai privilegi della Chiesa.
  • Camillo Benso presidente del consiglio

    Camillo Benso presidente del consiglio
    Il moderato Camillo Benso si distingue per l'approvazione delle leggi Siccardi e viene eletto presidente del consiglio. Questo fu il risultato di un accordo politico passato alla storia come "connubbio", concordato tra il centro destra di Cavour e il centro sinistra di Rattazzi. Una rivoluzione istituzionale in senso parlamentare.
  • Guerra di Crimea

    Guerra di Crimea
    Cavour decide di inviare un contingente di 15000 uomini per combattere contro la Russia con l'unico scopo di far assurgere il Regno di Sardegna a potenza europea. Dopo 3 anni, al congresso di pace a Parigi, Cavour approfitta del momento per far diventare l'unità d'Italia una questione europea.
  • Spedizione di Sapri

    Spedizione di Sapri
    Dopo il fallimento dell'insurrezione a Milano, Mazzini progetta la spedizione di Capri. Viene facilmente fermato e l'opinione pubblica si convince che l'unica strada per il riscatto nazionale è la via moderata e filosabauda di Cavour.
  • Attentato a Napoleone III e Accordi di Plombières

    Attentato a Napoleone III e Accordi di Plombières
    L'attentato di Felice Orsine nei confronti di Napoleone III viene astutamente utilizzato da Cavour per sottolineare la necessità di sostegno tra Franca e Regni di Sardegna. Nel luglio dello stesso anno si stringono gli accordi di Plombières: il cui punto centrale era l'intervento della Francia a sostegno del regno di sardegna in caso di attacco da parte dell'Austria.
  • Seconda guerra d'indipendenza

    Seconda guerra d'indipendenza
    Cavour provoca l'Austria mandando un contingente di truppe ai confini con l'Austria, la quale dichiara guerra. La Francia si vede costretta dagli accordi di Plombières a schierarsi con il regno di Sardegna. Dopo una serie di sconfitte dell'Austria, Napoleone III firma l'armistizio a Villafranca. Temeva un rafforzamento esagerato del regno di Sardegna e l'intervento della Prussia e della Russia in difesa dell'Austria. Il regno di Sardegna annette Emilia e Toscana, ma cede Nizza e Savoia.
  • La spedizione dei Mille

    La spedizione dei Mille
    1070 volontari guidati da Giuseppe Garibaldi danno inizio alla spedizione dei mille. L'11 maggio raggiungono Marsala e in pochi giorni ottengono importanti successi contro l'esercito borbonico. Il 20 agosto sbarcano in Calabria e il 7 settembre arrivano a Napoli. Il successo dei garibaldini è dovuto alla rapidità dell'avanzata, alla disorganizzazione dell'esercito borbone e ai generali di quest'ultimo anziani e irresoluti. Il primo di ottobre si conclude l'ultima battaglia della spedizione.
  • Incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi

    Incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi
    L'intervento di Cavour del 18 settembre blocca definitivamente l'avanzata dei garibaldini. Cavour teme che l'influenze mazziniane possano causare la proclamazione del sud Italia come repubblica. Inoltre con l'intervento di Cavour viene aperta la possibilità di annettere le Marche e l'Umbria appartenenti allo Stato pontificio. Consequenzialmente l'incontro tra Vittorio Emanuele e Garibaldi delude le speranze dei mazziniane e a Garibaldi non rimane che consegnare i territori conquistati.
  • Vittorio Emanuele II dichiarato Re d'Italia

    Vittorio Emanuele II dichiarato Re d'Italia
    A Torino si riunisce il primo Parlamento nazionale eletto secondo il sistema censitario mentre Vittorio Emanuele II viene dichiarato re d'Italia.
  • Muore Camillo Benso, conte di Cavour

  • La tentata conquista di Roma

    La tentata conquista di Roma
    Vine ripresa dai garibaldini l'iniziativa della conquista di Roma. Duramente repressa.
  • Firenze capitale

    Firenze capitale
  • Terza guerra d'indipendenza

    Terza guerra d'indipendenza
    Bismarck propone un'alleanza contro l'Austria, il suo intento non era quello la ricerca di un alleato forte, piuttosto tenere occupato l'impero asburgico su diversi fronti. L'esercito italiano subisce infatti numerose sconfitte, tuttavia l'esercito guidato da Bismarck sbaraglia quello austriaco costringendolo ad una pace forzata. Il 3 ottobre viene firmata la pace di Vienna dove l'italia ottiene il Veneto.
  • Il pareggio di bilancio e il brigantaggio

    Il pareggio di bilancio e il brigantaggio
    Vengono posti il problema del debito accumulato, il quale ammonta a più di 2 miliardi di lire e due possibili soluzioni: adottare i principi del liberismo economico e una politica economica tesa al pareggio di bilancio. Nello stesso anno vengono requisiti e poi venduti all'asta molti terreni ecclesiastici. Questa azione provoca un arricchimento dei latifondisti del Mezzogiorno e, di conseguenza, un aumento del brigantaggio.
  • Breccia di porta Pia e completamento dell'unità d'Italia

    Breccia di porta Pia e completamento dell'unità d'Italia
    Il generale Raffaele Cadorna si serve della guerra tra Francia e Prussia per conquistare Roma e nel luglio del 1871 avviene il trasferimento della capitale da Firenze a Roma
  • Period: to

    Età della Restaurazione

    In questi anni vengono ristabilite le antiche dinastie regnanti e i privilegi del clero e della nobiltà, e viene realizzato un compromesso tra il vecchio e il nuovo. Il dissenso politico è vietato o pesantemente limitato. Lo strumento di lotta politica è costituito quindi dalle società segrete progressiste, reazionarie e dalle opposizioni intellettuali
  • Period: to

    Moti del 1820-1821

    Una prima ondata di rivolte invade la Spagna di Ferdinando VII il quale si vede costretto a ripristinare la costituzione del 1812. La rivendicazione di questa costituzione liberale diventa punto di riferimento per i successivi moti sorti in Italia. Queste rivolte verranno comunque sedate dalla Santa Alleanza convinta della necessità di intervenire in Piemonte e nel Mezzogiorno.
  • Period: to

    Moti del 1830-1831

    Nel centro Italia viene innescata la congiura estense con i fini di ampliare i confini del Ducato di Modena e per la causa liberale. Viene comunque fermata dall'Austria.
  • Period: to

    Italia dominata dalla Destra Storica

    Appartenenti alla Destra storica sono i politici eredi dei principi moderati di Cavour. Aprono subito il dibattito sulla struttura della nazione. Divisione tra sostenitori di uno stato centrato come la Francia e sostenitori di uno stato decentrato come la Gran Bretagna. Viene infine scelto il modello di uno stato centrato.