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La sua genesi risale alla fine dell'Ottocento, epoca della Rivoluzione Industriale che diede l'avvio ai grandi processi di cambiamento dell'intero mondo industriale fino ad allora conosciuto e alla nascita delle prime forme di associazionismo. Lo scopo era di contenere l'emergenza della “questione sociale” conseguente all'inurbamento delle città e all'impoverimento delle campagne. Le finalità solidaristiche erano quelle di fornire assistenza agli indigenti e prestazioni sanitarie.
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Il primo e il secondo conflitto mondiale, il regime fascista e gli anni successivi del dopoguerra, hanno visto un ridimensionamento dei sistemi associativi a causa delle conseguenze devastanti provocate dalle due grandi guerre e dal controllo pubblico sulle attività private organizzate (vigeva la legge Crispi, 1890).
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Negli anni '60 un nuovo impulso al mondo solidale è dovuto all'influenza di alcune grandi personalità. Tra queste, John Kennedy nel 1961 lanciò il programma dei Corpi di Pace.
Negli anni del boom economico italiano, l'attività associativa riflette le aspirazioni e le necessità dell'individuo: accanto alle organizzazioni con finalità solidaristiche nacquero circoli sociali e culturali che affiancavano le istituzioni nel perseguire il benessere collettivo. -
Sono anni di grandi cambiamenti sociali e di espansione dei diritti civili: creazione di un Sistema Nazionale Sanitario pubblico, emanazione della legge Basaglia per l'abolizione dei manicomi (1978), l'istituzione dei consultori. Nacquero in questi anni le prime cooperative sociali per l'inserimento lavorativo di persone disabili, per il contrasto alla povertà, tossicodipendenza e prostituzione.
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Gli anni '80 vedono il nascere di movimenti eco- pacifisti: il disastro di Cernobyl, il dibattito sull'energia e le armi nucleari, hanno portato allo sviluppo di associazioni riconosciute a livello nazionale e internazionale (Legambiente, WWF, Amici della Terra). Si diffonde tramite il volontariato, la cooperazione sociale e i movimenti eco-pacifisti, una capacità di anteporre i mezzi ai fini, costituendo unioni spontanee per il perseguimento di obiettivi sostenibili.
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La crisi del welfare, anni '80. La struttura pubblica, dopo una fortissima crescita economica a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, ha cominciato a patire le prime grandi crisi economiche. Inflazione elevata, una spesa pubblica ingente e un'economia stagnante (stagflazione) hanno provocato una stretta immediata alle risorse assegnate allo Stato del benessere, inducendo gli economisti dell'epoca a delineare una forma di correlazione inversa tra sviluppo e welfare state.
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Un attivismo condiviso e diffuso degli individui nell'ambito dei diritti civili e del benessere collettivo ha portato le istituzioni alla Riforma del Terzo Settore. Negli ultimi decenni il numero delle organizzazioni del settore, del personale impiegato, volontario e dipendente e il numero degli utenti beneficiari dei servizi ha raggiunto un livello tale da far assumere alle organizzazioni coinvolte un ruolo determinante nella sfera pubblica, configurando un modello di welfare mix.