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Il Congresso di Vienna il 9 giugno 1815, si svolsero dei negoziati tra le maggiori potenze europee quando finì l'Impero napoleonico. Von Metternich si ispirò a dei principi, quali la legittimità e l'equilibrio politico.
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Nel 1820-’21, scoppiarono dei moti rivoluzionari. La prima ad insorgere fu Napoli (2 luglio 1820), successivamente Palermo (14-16 luglio), con il desiderio, da parte dei siciliani, di ristabilire l'autonomia dell'isola, più precisamente della stessa Palermo. Nel gennaio 1821, il re Ferdinando I chiese l'intervento austriaco e a Napoli venne sconfitto l'esercito rivoluzionario. Sempre nel mese di marzo, in Piemonte scoppiò il moto.
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Mazzini fondò a Marsiglia la Giovine Italia il 14 agosto 1831; essa era un'associazione politica che voleva superare le difficoltà della Carboneria e il cui scopo era quello di fare dell'Italia una Repubblica democratica unitaria. Però, il 5 marzo 1848, Mazzini la sciolse.
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Lo Statuto Albertino venne promulgato nel Regno di Sardegna il 4 marzo 1848, prende questo nome dal re Carlo Alberto di Savoia. Questa promulgazione segue l'esempio di altre costituzioni che erano nate nel periodo della primavera dei popoli.
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A Milano, tra il 18 e 22 marzo 1848, scoppiò una lotta tra la popolazione e le truppe austriache, conseguentemente alle rivolte scoppiate in altre zone dell'impero asburgico. Il 20 marzo venne costituito un governo provvisorio e l'armistizio con gli austriaci venne rifiutato. Il 23 marzo, Milano aprì le porte della città ai volontari che provenivano da Genova e Torino.
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La Prima Guerra d'Indipendenza si svolse fra il 23 marzo 1848 e il 22 agosto 1849 contro l’Austria. Una parte del conflitto fa parte della categoria della guerra regia e il Regno di Sardegna perse sempre. A questa guerra, avrebbero dovuto partecipare inizialmente lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, ma poco prima di iniziarla, si ritirarono, lasciando Carlo Alberto da solo.
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La Guerra di Crimea si è combattuta fra il 1853 e il 1856. L’impero ottomano, sostenuto dalla Francia, dall’Inghilterra e dal Piemonte, dichiarò guerra alla Russia. Cavour, al Congresso di pace di Parigi, poté sollevare la questione dell’indipendenza e dell’unità italiana.
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Nella Francia orientale, la notte fra il 20 e il 21 luglio 1858, si svolse un accordo segreto tra Napoleone III e Cavour, nel quale si stabilì la nuova geografia dell'Italia unita e la cessione della Savoia e di Nizza alla Francia in cambio del loro aiuto.
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Il 27 aprile 1859, scoppiò la seconda Guerra d'Indipendenza, che venne combattuta dalla Francia e dal Regno di Sardegna contro l'Austria. Quest’ultima dichiarò guerra al Regno di Sardegna, la quale non voleva smobilitare l’esercito. Questa guerra si concluse tra l’11 e il 12 luglio con l'armistizio di Villafranca e l'Austria sconfitta fu costretta a cedere la Lombardia alla Francia, che a sua volta la cedette all'Italia. Inoltre, furono annesse al Regno di Sardegna altri territori.
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Viene stipulato un accordo franco-piemontese per la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia.
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I Mille, capitanati da Garibaldi, il 5 maggio 1860, partirono da Quarto. Una volta sbarcati a Marsala, Garibaldi assunse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II e, sconfitte le truppe borboniche a Calatafimi, i garibaldini riuscirono ad occupare Palermo e tutto il sud Italia.
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Il 26 ottobre Garibaldi incontrò il re a Teano, entrando con lui a Napoli e deponendo nelle sue mani la dittatura.
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L'incapacità dello Stato di affrontare la miseria del Meridione è all'origine del fenomeno del brigantaggio, al quale lo Stato italiano risponde con una dura repressione.
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Il 17 marzo 1861 viene proclamato ufficialmente il Regno d'Italia. Il Re Vittorio Emanuele II assunse per sé e per i suoi discendenti il titolo di Re d'Italia e la capitale è Torino.
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La città di Firenze fu capitale del Regno d'Italia per un breve periodo di sei anni, dal 3 febbraio 1865 al 3 febbraio 1871.
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Dal 20 giugno 1866 al 12 agosto 1866 venne combattuta la Terza guerra d'Indipendenza tra il Regno di Sardegna e l'Impero austriaco. Al fianco dell'Italia c'era la Prussia, il cui scopo era quello di eliminare l'influenza austriaca. Anche se alla fine della guerra, l'Italia ricevette il Veneto, durante la guerra il Regno italiano ha perso la battaglia di Custoza e la battaglia di Lissa.
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Il 21 ottobre e il 22 ottobre 1866 si tenne in Veneto il plebiscito di annessione al regno d'Italia.
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Il 20 settembre 1870 venne attaccato il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria dall'esercito italiano. Il Papa ordinò al generale Kanzler di limitare la difesa il tempo necessario ad aprire le trattative di resa, ma Kanzler agì solo quando è stata aperta una breccia nelle mura e l'esercito italiano iniziava ad entrare a Roma.
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Il plebiscito di Roma del 1870 fu un plebiscito che si svolse domenica 2 ottobre 1870 per sancire l'annessione al Regno d'Italia del territorio di Roma e del Lazio dopo la presa di Roma.
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Il Papa Pio IX si dichiarò prigioniero politico dello Stato italiano dando inizio a ciò che fu definita la “Questione romana”.