SDA territoriale Pisa

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  • 1160

    San Ranieri, 1115-1160: il culto nel Duecento e nel Trecento

    Nel Duecento la figura di Ranieri come santo protettore dei pisani in mare tornò in auge, sì che lo statuto del Comune del 1287 proclamò il 17 giugno giorno festivo.
    All’inizio del Trecento la tomba in Duomo fu trasformata in altare (arca scolpita da Tino di Camaino); nella seconda metà del secolo, al tempo della signoria di Pietro Gambacorta, alcuni episodi della Vita e alcuni miracoli (ma non certo quelli demonologici) divennero il tema di un ciclo di affreschi sulla parete sud del Camposanto.
  • 1162

    Pulpito di Guglielmo, 1158-1162

    L'ambone fu rimontato a comporre una struttura unitaria nel presbiterio del Duomo cagliaritano. Nel XVII secolo, nel corso dei restauri all'edificio, fu nuovamente smembrato e ricomposto in due cantorie che vennero addossate alla parete di controfacciata. In tale occasione andò perduta l'iscrizione con la firma dell'artista. Di essa resta memoria documentaria in fonti 600esche: “Guglielmo, superiore nell'arte agli artisti moderni fece quest'opera in quattro anni ma nell'anno del Signore 1162”.
  • 1200

    Berlinghiero Berlinghieri, Madonna di sotto gli organi, 1200 ca.

    Navata a nord del coro, lato est.
    Verso l’ipotesi dell’ attribuzione a un maestro bizantino sembra spingere l'analisi di alcuni tratti iconografici poco frequenti nella produzione occidentale, soprattutto l'attributo del libro aperto con l'iscrizione evangelica, propria del tipo del cristo pantocrator , e l'insistita caratterizzazione del Bambino non come figura storica, ma come persona divina.
    Lumeggiature chiare (tipiche dello stile bizantino) danno volume ma rendono irreale il panneggio.
  • 1203

    l'ARCIVESCOVO Ubaldo Lanfranchi porta terra dal Golgota

    GOLGOTA:Calvario (dal latino Calvariae locus «luogo del cranio», dall'aramaico gūlgūtā «cranio, teschio») la collina appena fuori dalle mura di Gerusalemme su cui Gesù FU crocifisso. Il nome deriva dal fatto di essere il luogo della sepoltura di Adamo o per la presenza dei teschi dei condannati non seppelliti. Terra santa portata dalla III crociata (1189-92); intorno all'area dove fu posta fu edificato il Camposanto.
    Secondo la leggenda i morti sepolti qui diventavano scheletri in sole 24 ore.
  • 1223

    Nicola Pisano (1223 – 1281)

    1247-1269: Duomo di Siena, architettura e decorazione scultorea, serie delle teste-capitello e teste-mensola, con ampio impiego della bottega. In questo arco di tempo il pergamo del duomo di Siena va collocato tra il 1265 e il 1268.
    1260 circa: lunetta con la Deposizione nel portale sinistro del Duomo di Lucca.
    1260 circa: Nicola capomastro dell'Opera del Duomo a Pisa. Allo stesso periodo risale il pergamo del battistero di Pisa.
    1275-1278: Fontana Maggiore di Perugia, con il figlio Giovanni
  • 1248

    Giovanni Pisano (Pisa 1248-Siena 1315)

  • 1254

    Federico Visconti arcivescovo (1253-1277)

    Commissiona:
    lavori di adeguamento dell'assetto viario del lato sud della Piazza
    fonte Guido Bigarelli (1246)
    inizio Ospedale (Giovanni di Simone,1257)
    pulpito di Nicola in Battistero (1259-60)
    continuazione torre
    ultimazione S. Caterina e S. Francesco
  • 1257

    Ospedale di Santa Chiara, Giovanni di Simone

    Costruzione dell'ospedale nuovo avviata sul lato sud della piazza del Duomo nel 1257, quando il papa Alessandro IV revocò l'ormai decennale interdetto che pesava sulla città ghibellina. Opera di Giovanni di Simone.
  • 1260

    Pulpito di Nicola, Battistero (1255/57-60);Capomastro ODD

    Esagonale. 3 colonne con leoni, 3 a base semplice;
    colonna cle con 3 telamoni e base a schiavi e animali; 12 pennacchi profeti, evang; 6 capitelli:3v.teo(Fede:cane;Car:bimbo)+F, GBATT, MICH.; 1 lett aquila;
    5 scene divise da pil.tristili:
    1.ANN, ANNP, NAT;
    2.ADOMag: M:Fedra sarc
    3.PREST(vecchio con brac su putto da crat.dionis)
    4.CROC(sguardi,sven,faris:espr)
    5.GF
    Sui capitelli;4 VCard, Batt, ArcMich; pennacchi: profeti e evang.
    Cromia (P.V.,MARMI,dett),Gotico fr. + antico (Sarc.II-IIId.C.)
  • 1277

    Camposanto, iniziato da Giovanni di Simone e Giovanni Pisano

    Iniziato sotto Federico Visconti.
    1.chiesa, dove gli ambulacri maggiori del recinto e lo spazio centrale scoperto simulavano le navate e il lato orientale, sopraelevato rispetto al piano di calpestio, una sorta di coro o presbiterio;
    2. attorno allo spazio aperto che custodiva la terra bagnata dal sangue di Cristo fu costruito un colossale reliquiario di marmi scolpiti e traforati
    3. chiesa-camposanto per l'ingresso dei sarcofagi antichi e di nuove sepolture.
  • 1277

    Camposanto, iniziato da Giovanni di Simone

    L'epigrafe di fondazione, murata a sinistra della porta est, riporta il nome di Iohanne magistro edificante, prob Giovanni di Simone. La prima fase di questo nuovo cantiere è da riconoscersi nella realizzazione dell'angolo sud-est: progettazione della pianta e esecuzione del tratto inferiore del paramento esterno sotto i 43 archi.«Nell’anno del Signore 1277, al tempo del Signore Arcivescovo Federigo, maestro Giovanni edificò»
  • 1285

    Tino di Camaino (Siena, 1285 circa – Napoli, 1337 circa)

    Figlio di Camaino di Crescentino, architetto senese, fu allievo di Giovanni Pisano, che aiutò nell'esecuzione dei rilievi per la facciata del Duomo di Siena. Seguì il suo maestro a Pisa dove fu nominato capomastro dell'Opera del Duomo per la realizzazione della cattedrale (1311). Eseguì in quel periodo il Monumento funebre di Enrico VII (1315).
    Nel 1315 dovette tornare a Siena, per aver combattuto coi guelfi contro i Pisani.
  • 1290

    Andrea Pisano (Pontedera, 1290 circa – Orvieto, 1348 o 1349)

    Formazione a Pisa:cultura di Giovanni.Firenze:Porta sud del Battistero, rilievi del Campanile di Giotto.
    Ritorno a Pisa: Madonna con Bambino della facciata della Cattedrale,
    Monumento funebre per l'Arcivescovo Simone Saltarelli in Santa Caterina
    campagna di lavori in Santa Maria della Spina.
    La bottega di Andrea, situata probabilmente nei pressi dell'antica chiesa di San Lorenzo alla Rivolta, eseguì la lunetta di San Martino e il Povero per la Chiesa di San Martino.
    Figli: Nino e Tommaso.
  • 1297

    Giovanni Pisano capomaestro dell'OdD (1297-1313 circa)

    serie di capolavori, tra cui il pergamo. Oltre ad un Crocifisso ligneo, che tuttavia egli scolpì in anni precedenti a tale incarico, ci rimangono una bellissima Madonna eburnea, la cosiddetta Madonna del colloquio, alcuni frammenti del basamento esterno del Duomo (gradule) e il gruppo costituito da una Madonna con Bambino, meglio conosciuta come la Madonna di Arrigo VII, e da una figura femminile rappresentante la città di Pisa.
  • 1300

    Lupo di Francesco, 1300-1366 ca.

    Architetto e scultore pisano, attivo tra il primo e il secondo terzo del 14° secolo.L. probabilmente collaborò con Giovanni Pisano, poi allievo di Tino di Camaino; nel 1315 subentrò a quest'ultimo nella direzione della costruzione della stessa cattedrale pisana e, nel 1325, è ricordato come il principale architetto della città. ultima il monum. di Arrigo di Tino
    Monumento esterno a Arrigo VII, 1320 (e leone stiloforo)
    Monumento funebre Della Gherardesca (San Matteo pt. sup, Camposanto pt. inf)
  • 1301

    Sarcofagi nel Camposanto

    inizio dello spostamento dei sarcofagi posti attorno alla Cattedrale in Camposanto, inizialmente nel prato; poi nel Settecento sotto le gallerie.
  • 1306

    Tino di CAMAINO, Tomba-altare di San Ranieri

    monumento che inaugurò il nuovo genere delle tombe-altari a dossale
  • 1311

    PULPITO DI Giovanni Pisano, 1302-1310

    in fondo alla navata centrale, in prossimità dell'incrocio con il braccio sinistro del transetto, ma non è questa la sua collocazione originaria: si trovava sul lato destro della crociera, a ridosso dell'originaria TRANSENNA PRESBITERIALE. 1599-1602. transenna e pulpito in seguito rimossi e smembrati. Soltanto nel 1926 essa è stata ricomposta nel luogo attuale, ma in un assetto che non rispecchia del tutto quello che le aveva conferito lo scultore pisano.
  • 1311

    Tino di Camaino Capomaestro dell'Opera, 1311-1315

  • 1312

    Pergamo di Guglielmo, Donazione

    L'ambone andò, infatti, a sostituire un più antico pergamo del XII secolo, opera dello scultore GUGLIELMO (ora conservato nella cattedrale di Cagliari alla quale fu donato nel 1312),
  • 1315

    Tino di Camaino, monumento di Arrigo VII

    in pt duomo, t.sud,in pt Museo. COmposto da edicola, altare, sarcofago con gli apostoli, su cui è posto il gisant e varie figure di dignitari, Madonna...;orig. corredato da ornamenti metallici e apparato dipinto:velario con i simboli araldici dell'imp.
    Angeli oggi su spioventi del timpano..
    Da parte cle della parete absidale, nel 1493-94 nel transetto, poi in Camposanto e di nuovo in transetto.
    Morto a Buonconvento durante viaggio a Napoli per la guerra mossa a Roberto d'Angiò.
  • 1315

    Lupo di Francesco Capomaestro dell'Opera, 1315

    nel cantiere del Camposanto nel 1299, col padre Cecco di Lupo, e dal 1315 fino ai 30s capo delle maestranze . Dopo il ritorno a Siena di Tino nel 1315, é lo scultore più quotato in città: suo il progetto di ampliamento di SM della Spina e quello della trasf a tre navate di Santa Caterina; forse suoi i frammenti di pulpito smontato di S.Michele in Borgo, oggi al S.Matteo, e il Monumento di Bonifazio e Gherardo della Gherardesca, già in S.Francesco, oggi parte in Camposanto e parte al S.Matteo;
  • 1315

    Francesco Traini attivo a Pisa 1315-1348

    non si conosce la nascita, né la morte; probabile formazione in bottega pisana attenta agli sviluppi della coeva pittura senese (Simone Martini).
    opere:
    mosaici transetto sud e nord duomo;
    affreschi in Camposanto: Crocifissione
  • 1315

    Camposanto, fase 2 Lupo di Francesco

    I lavori continuano verso ovest, prob sotto la direzione di Lupo di Francesco che dal 1315, compare in più documenti: nuovo portale orientale sormontato dall'edicola, sempre di Lupo. All'interno si pongono in opera le prime sepolture terragne.
  • 1320

    Monumento a Arrigo; Vaso del Talento, leone, colonna in porfido.

    A Lupo di Francesco, si deve forse la sistemazione del cosiddetto VASO DEL TALENTO, sul basamento marmoreo in prossimità della porta di San Ranieri,ora copia: cratere di età traianea (96-138) con scena bacchica che i Pisani elevarono a simbolo dell'antica grandezza della città e della loro fedeltà al partito imperiale, faceva parte di un composito monumento, eretto probabilmente intorno al 1320, smontato in seguito all' INCENDIO del 1595
  • 1320

    Francesco Traini, Mosaici cattedrale, 1320-1350

    Nelle calotte delle absidi dei due bracci del transetto, sono visibili le decorazioni musive che Francesco Traini eseguì tra il terzo e il quinto decennio del Trecento. In esse sono raffigurate l' Assunzione della Vergine (transetto sud) e l' Annunciazione (transetto nord).
  • 1326

    Monumento funebre Della Gherardesca

    di LUPO DI FRANCESCO. il complesso si componeva di loggiato a due ordini tripartito da colonne decorate e pilastrini laterali, rimosso nel 1810 da S.Francesco. 3 sedi:
    1.framm.arch. nella Bigattiera e cappella neogotica di Villa Roncioni di Pugnano
    2.archi trilobati loggetta sup e Madonna col B e due Santi, MSM
    3.galleria ovest del Camposanto: cassa sorretta da 4 mensole fitomorfe, con Pietà e 6 santi, lastra con iscriz, 4 angeli, Annunciazione, gisant di Gaddo. Trace policromia e doratura.
  • 1330

    Lupo di Francesco Tabernacolo Camposanto

    arca di S.Eulalia D.di Barcellona; l'Operaio del Duomo Giovanni Rossi gli affida il pulpito minore della Cattl (perduto), base del cratere del Talento posto sulle gradule e prob anche del tabernacolo. Facciata sud del Camposanto, e nuovo ingresso est con gli angeli a bassorilievo alle estremità della lunetta, avrebbe innalzato anche il tab: analogie con arch di Nicola e Giovanni(galleria del Battistero)con il M.Gherardesca: figure con proporzioni allungate e forme squadrate di influenza tinesca
  • 1349

    Nino Pisano notizie 1349-68

    Monumento funebre del vescovo Scherlatti ora nel Museo dell'Opera del Duomo di Pisa.
    Collaborò con il padre Andrea alla tomba Saltarelli in Santa Caterina a Pisa (1343 ca), dove sue sono le figure degli angeli, simili nell'impostazione al San Francesco del Museo dell'Opera del Duomo di Pisa
    Madonna del latte (M.San Matteo)
    Madonna della Rosa fra i santi Pietro e Giovanni Battista in Santa Maria della Spina
  • 1350

    Camposanto Fase 3: Cellino di Nese, Puccio di Landuccio, Lupo di Gante

    seconda metà XIV: i lavori, affidati a Cellino di Nese, attivo anche in Battistero, a Puccio di Landuccio e a Lupo di Gante procedono con l'edificazione del lato settentrionale, dove vengono aperte quattordici arcate che avrebbero dovuto fare da ingresso a cappelle come quella realizzata per Ligo Ammannati (1359).
  • 1359

    Monumento di Ligo Ammannati, cultura di Nino Pisano

    (docente di medicina UNIPI)COMM. cappella, poi aperte 14 arcate x ingresso a nuove cappelle; ma presto furono tamponate per procedere alla decorazione pittorica della parete, tranne la Aulla.
    Se nel corso del XIV secolo le chiese cittadine(S.Francesco,s.Caterina) accoglievano monumenti funebri a parete, nel CS uso di tumulare i cadaveri nei sarcofagi antichi e sotto lastre terragne: così questo è l'unico caso di tomba a parete eseguita per il CS fino agli anni '20-'30 del XVI secolo.
  • 1359

    Monumento di Ligo Ammannati 2, cultura di Nino Pisano

    cassa tripartita sorretta da tre mensole fogliate: al centro, entro un arco trilobato, campeggia la figura di Gesù in Pietà affiancato ai lati da due stemmi del defunto; l'edicola superiore, che ingloba la cassa col gisant con un libro in mano, è sormontata da pinnacoli e da un altorilievo centrale cuspidato con la rappresentazione di un docente in cattedra con 8 scolari. Tra i lapicidi pisani chiamati figurano Francesco di Lippo, Colo Mucido di Coscio, Matteo di Tome e Puccio di Landuccio.
  • 1389

    Piero di Puccio, attivo 1357-1391

    periodo gotico, allievo di Francesco Traini, attivo principalmente a Orvieto, Pisa e Milano.
    Dal 1389 al 1391 dipinse alcuni affreschi sul muro nord del camposanto di Pisa, tra cui Storia della genesi dalla creazione al diluvio, che venne devastato dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Stessi anni: San Girolamo su pilastro della crociera del Duomo.
  • 1463

    Camposanto fasem4: vetrate, finestre, portali

    Dopo un periodo di stasi, bisogna attendere la metà del Quattrocento per vedere completate le polifore sul lato settentrionale. E' infatti a partire dal 1463, al tempo dell'arcivescovo Filippo de' Medici che si eseguono 28 finestre e quattro portali posti sul lato nord. Tra il 1457 e il 1463, Leonardo di Bartolomeo di Scarperia e, nel 1484, Banco d'Andrea forniscono nove vetrate istoriate per proteggere gli affreschi; ma cinque anni dopo vengono smontate e utilizzate per le finestre del Duomo.
  • 1490

    Pandolfo Fancelli

    Figlio dello scalpellino settignanese Bernardo, nacque, probabilmente a Mantova, intorno all'ultimo decennio del sec. XV.
    A Pisa, duomo, inizia l'altare di S. Biagio.
    Testamento nel 1526, in pericolo per la peste.
  • 1493

    Ghirlandaio (Firenze 1448 – Firenze 1494),

    A Pisa: 1493-94: Angeli reggicortina affrescati nella lunetta per la risistemazione del monumento di Arrigo VII, transetto sud, navatella orientale, quarta campata.
    Angeli musici e oranti affrescati nell'intradosso dell'arcone trionfale dell'abside
  • 1523

    Altare di San Biagio, Pandolfo Fancelli e Stagio Stagi, 1523-28

    Transetto sud, navatella orientale, prima campata.
    Schemi architettonici quattrocenteschi, con due semicolonne su plinti che sostengono l'architrave e inquadrano la lunetta e la nicchia, rivela una qualità altissima. Rimasto interrotto alla morte del F., fu anch'esso condotto a termine dallo Stagi e fu inaugurato nel 1528. Controversa è tuttora l'assegnazione delle varie parti ai due artisti soprattutto per quanto riguarda i rilievi decorativi e le figure
  • 1523

    Stagio Stagi (Pietrasanta 1496 - Pisa 1563),

    Stagio, versiliese, figlio di Lorenzo, autore di acquasantiere, portali, ecc. caratterizzati da una bella decorazione con motivi classici, dal 1523 lavorò a Pisa, realizzando, tra l'altro, la statua di S. Biagio (con P. Fancelli) nel duomo e il monumento funebre a F. Decio nel Camposanto.
  • 1545

    Cappelle del SS. Sacramento e di San Ranieri: Stagio e Giuseppe Stagi

    Intorno al 1545 fu dato inizio ai lavori di costruzione di una gigantesca struttura architettonica in marmo nell'abside del transetto nord. L'opera fu realizzata, forse su disegno di Bartolomeo Ammannati, da Stagio Stagi e dal figlio Giuseppe. Successivamente, un'analoga struttura fu innalzata da quest'ultimo nell'abside del transetto sud. Entrambe le cappelle furono arricchite, inoltre, con sculture di Francesco Mosca e di Stoldo Lorenzi.
  • 1556

    Aurelio Lomi (Pisa, 29 febbraio 1556 – Pisa, 23 maggio 1624)

    A Genova soggiornò dal 1597 al 1604.
  • 1582

    Carlo Antonio Dal Pozzo arcivescovo(1582-1607)

    originario di BIELLA. Commissiona la cappella a est in Camposanto
  • Incendio in cattedrale; nuovo soffitto, Atticciati

    Quando ormai il vasto programma di riordinamento dell'arredo interno stava per essere ultimato, un disastroso evento colpì la cattedrale. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre del 1595 un terribile INCENDIO semidistrusse, infatti, l'edificio.
    Pergamo illeso, però smontato tra 1599 e 1602.
    Soffitto rifatto sotto Ferdinando I, con cassettoni dorati e stemma mediceo, di Domenico e Bartolomeo Atticciati, ultimato entro il 1609.
  • Incendio, interventi di Ferdinando I

    Rinnovata l'area presbiteriale, nonostante fosse quella ad aver subito minori danni. Si smontarono il pergamo di Giovanni, le transenne del XII secolo, l'altare maggiore, il ciborio quattrocentesco e il tramezzo di chiusura della sacrestia. Al posto di quest'ultimo ambiente furono realizzate due sacrestie, davanti alle quali furono eretti due nuovi altari: in quello davanti alla sacrestia di sinistra fu collocata la Madonna di Sotto gli organi, che i pisani avevano salvato dall'incendio.
  • Porte di Domenico Portigiani (1596-1604)

    Bartolomeo, figlio di Zanobi, entrando nei domenicani avrebbe più tardi mutato il nome in Domenico. Nacque intorno al 1536 a S. Miniato al Tedesco oppure a Firenze (nel contratto per la fusione delle porte del Duomo di Pisa è definito «fiorentino». Bartolomeo si dedicò anche allo studio delle «belle lettere» (p. 299); chiese di entrare nel convento fiorentino di S. Marco, e qui vestì l’abito domenicano a quindici anni. A lui sono attribuite costruzioni e restauri di edifici dei domenicani
  • Michelangelo Cinganelli (Settignano, 1558 – Firenze, 1635)

    commissione più importante ed estesa: i disegni per le pitture e la decorazione del duomo di Pisa dove lavorò tra il 1597 e il 1625: pitture dei quattro Evangelisti e degli Angeli nelle nicchie sotto la cupola (1597);Storie della Vergine,di Cristo e Padri della chiesa nel coro (1598);la decor dell'organo con grottesche, il restauro dei mosaici nella tribuna (1602);il Cartone per l'Assunta da dipingere su vetro (1602);Davide e Abimelech (1625).
  • Incendio, interventi di Ferdinando I: altare e coro(1597-1602)

    Nuovo altare maggiore, eseguito da Scipione Malaspina e dai nipoti Cosimo e Francesco Cioli:Crocifisso e due angeli cerofori in bronzo del Giambologna(1603)
    Al Malaspina e ai Cioli il compito di rinnovare la recinzione presbiteriale e di costruire al centro della parete absidale struttura per custodia delle reliquie; altare della Madonna di Sotto gli organi.
    Agostino Giolli: cattedre lignee dell'arcivescovo e del granduca e stalli del coro (reimpiegò parti consistenti di precedenti sedili).
  • Pulpito di Giovanni smembrato 1599-1602

    Nel corso della storia, se il pulpito venne risparmiato dall’incendio del 1595, non lo fu dallo sciagurato zelo innovatore dell’arcivescovo Carlo Antonio dal Pozzo che il 26 luglio 1599 ne decretava lo smontaggio e la rimozione, che furono compiuti entro il gennaio del 1602. Singoli elementi vennero collocati in parte nel Camposanto, in parte murati all'interno del duomo, mentre altri furono riutilizzati nel pulpito barocco di Pandolfo Fancelli del 1630.
  • Riapertura Duomo, Ferdinando I

    La solenne riapertura della cattedrale avvenne il 26 ottobre del 1603, nonostante i lavori non fossero ancora terminati. Successivamente, si decise di completare la decorazione della parete absidale, per la quale circa ottanta anni prima era stata realizzata una serie di dipinti raffiguranti scene del Vecchio Testamento.
  • Chiarissimo Fancelli (Settignano 1580-Firenze 1632)

    1622-25:S. Maria Maddalena e S. Cristina nella cappella dell'Annunziata, direttamente commissionate dalle allora reggenti.
    Successo, quindi allogazione di un pulpito con alcuni dei pezzi rimossi dall'antico pergamo di Giovanni(smontato 1599-1602); Terminata nel 1630, l'opera fu smontata nel 1926 in previsione del rimontaggio del pergamo del Pisano
  • San Ranieri, 1115-1160: il culto in età moderna

    La canonizzazione ufficiale da parte della Sede apostolica non sarebbe mai arrivata, ma fu sufficiente una semplice autorizzazione a tributargli un culto (concessa dalla Sacra Congregazione dei Riti, 1632 o 1649?) per far sì che, prima della fine del secolo XVII (e con la spinta determinante dei granduchi medicei), Ranieri sostituisse la Vergine Assunta come patrono principale della città e della diocesi.
    25.3.1688 traslazione del suo corpo e prima luminaria. Cosimo III de' Medici: nuova urna
  • Orazio e Girolamo Riminaldi, Cupola del Duomo, Assunzione Maria e Santi

    Tra il 1625 e il 1633, infatti, Orazio Riminaldi e il fratello Girolamo eseguirono su di essa un grandioso affresco rappresentante l'Assunzione della Vergine.
  • Giovan Battista Foggini in cattedrale (1678-86)

    4 Importanti arredi in bronzo su disegno di Giovan Battista Foggini: l'altare e il ciborio visibili nella cappella del ss. Sacramento (1678-86, di mano di Sebastiano Tamburini)
    l'altare e l'urna di San Ranieri, nella cappella di S. Ranieri.
  • Negozio dei parati di San Ranieri: quadroni: 1700-1850

    Con le elemosine raccolte a Pisa e nel contado tra il 1700 e il 1701 per iniziativa del pisano Domenico Cosi del Voglia:impresa del "negozio dei parati di San Ranieri", finalizzato alla decorazione delle pareti delle navate e dei transetti del Duomo di Pisa.
    Come nel Camposanto agiografia locale + vicende gloriose della Pisa medievale, libera e repubblicana, segno della volontà di un distacco dall'egemonia artistica e politica di Firenze; esclusione quasi totale di artisti toscani.
  • Facciata Duomo, mosaici ottocenteschi

    L'Ottocento fu essenzialmente un secolo di restauri: tale genere di lavori riguardarono sia l'interno che l'esterno della cattedrale. Sulla facciata, in particolare, furono eseguiti due nuovi mosaici (nelle lunette del portale centrale e del portale sinistro) e furono effettuate numerose sostituzioni di capitelli, colonne, cornici e tarsie.
  • Monumenti Arrigo, Scherlatti, Moricotti in Camposanto

    Durante l'Ottocento furono trasferiti, infine, in Camposanto, dove entrarono a far parte della collezione di sculture antiche, medievali e moderne che nel frattempo era stata allestita da Carlo Lasinio, alcuni monumenti funerari del Duomo, tra cui quelli trecenteschi dell'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo e degli arcivescovi Scherlatti e Moricotti.
  • Gradule rimosse da Pietro Bellini

    nel 1300: intorno al Duomo ampio basamento su cinque gradini e la collocazione di una cornice figurata, le cosiddette “gradule”, ad ornamento della parte inferiore dei muri perimetrali. Quest’ultima, la cui altezza doveva aggirarsi intorno ai 60 cm, fu rimossa tra il 1857 e il 1859 nel corso dei lavori progettati dall’Ing. Pietro Bellini per l’abbassamento del basamento.
  • PULPITO DI Giovanni in san Francesco

    Nel 1864 Giuseppe Fontana (1832-1881), scultore ed ebanista, professore di ornato nell'allora esistente Accademia di Belle Arti, riuscì a raccogliere gran parte degli elementi scultorei del pulpito di Giovanni che ancora si conservavano a Pisa riunendoli nel Museo Civico della città.
    Nel febbraio 1873 il Comune di Pisa decise iniziare il lavoro di ricomposizione, affidando l'esecuzione di alcuni elementi mancanti allo scultore Tito Sarrocchi di Siena.
  • Monumento di Arrigo in Duomo (Peleo Bacci)

    Nel 1921, per iniziativa dell'allora Soprintendente ai Monumenti di Pisa, Péleo Bacci, fu riportato in Duomo il sarcofago di Arrigo VII e ricollocato nel braccio meridionale del transetto, dove era stato trasferito nel 1493-94 quando fu rimosso dall'abside.
  • Ricomposizione del Pulpito di Giovanni

    il soprintendente Peleo Bacci ricompose nella navata centrale della cattedrale, in una posizione che comunque non era quella originale, il pergamo di Giovanni Pisano. Inaugurazione alla presenza di Mussolini (che aveva donato alcune delle colonne; discorso) e Cardninale Maffi.
  • Poliaghi, 6 angeli e 2 putti, duomo

    un gruppo in bronzo, costituito da sei angeli e da due putti, realizzato da Ludovico Poliaghi per l'altare maggiore del duomo. era stato parte della commissione per il Pulpito.