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Negli anni venti ci furono molte ribellioni che avevano lo scopo di ottenere dai sovrani la Costituzione o l'indipendenza. Iniziarono in Spagna nel gennaio 1820 e si svolsero a Napoli, Palermo, in Piemonte e Grecia.
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Partirono dalla Francia(3 gloriose giornate di luglio), nel 1830 il Belgio chiese e ottenne l'indipendenza dai Paesi Bassi e poco dopo la Polonia insorse contro la Russia, nel ducato di Modena e Parma e nello stato pontificio.
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Nel gennaio 1848 ci fu un'insurrezione nel regno delle 2 Sicilie, il 22 febbraio a Parigi fu proclamata la repubblica, nell'impero austriaco il popolo insorse il 13 marzo, in Germania il 10 marzo. Il 17 marzo insorse Venezia e gli austriaci dovettero abbandonare la città. Il 18 marzo per 5 giorni a Milano(5 giornate di Milano) i combattimenti infuriarono per le strade e gli austriaci lasciarono la città.
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Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria, i governi di Venezia, Milano, Modena e Parma proclamano l'annessione al Piemonte. Carlo Alberto viene sconfitto a Custoza, dopo un anno riprende la guerra ma viene sconfitto a Novara. La sera stessa della sconfitta abdica in favore del figlio e firma un trattato di pace. Tutte le costituzioni concesse vengono abolite, ad eccezione dello Statuto Albertino, emanato da Carlo Alberto.
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Mentre nei primi decenni dell'Ottocento cresceva la volontà di unire l'Italia presero piede 3 ipotesi: l'ipotesi repubblicana, sostenuta da Mazzini e Garibaldi, l'ipotesi federalista, sostenuta da Carlo Cattaneo, che proponeva la nascita di una repubblica federale e da Vincenzo Gioberti secondo cui il papa avrebbe dovuto mettersi a capo di una confederazione di stati. Il più grande esponente della teoria monarchica fu Camillo Benso conte di Cavour, secondo cui i Savoia dovevano unire l'Italia.
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Nel 1858 Cavour stipulò a Plombieres degli accordi segreti con Napoleone III che prevedevano l'intervento di Napoleone III in seguito a una dichiarazione di guerra dell''Austria al regno di Sardegna, la cessione di Nizza e Savoia alla Francia dopo la vittoria e la divisione dell'Italia in 4 stati. Cavour inviò l'esercitò ai confini della Lombardia e rigettò l'ultimatum austriaco, così il 29 aprile 1859 iniziò la seconda guerra d'indipendenza.
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Le truppe franco-piemontesi vinsero a Palestro e Magenta. Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrarono a Milano l'8 giugno. Firenze, Parma, Modena e Bologna proclamarono l'annessione a regno di Sardegna. Napoleone III pensò che la situazione gli sfuggisse di mano e l'11 luglio 1859, firmò a Villafranca un armistizio che segnò la fine della II guerra d'indipendenza. La Lombardia e l'Italia centrale furono annesse al regno di Sardegna che cedette Nizza e Savoia alla Francia.
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La notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, 1070 volontari guidati da Garibaldi partirono da Quarto e sbarcarono a Marsala. Occuparono Palermo i primi di giugno e in breve tempo si impadronirono di quasi tutta l'isola. Il 7 settembre entrarono a Napoli. L'ultima battaglia ci fu il primo ottobre sulle rive del Volturno. Intanto l'esercito piemontese conquistava le Marche e l'Umbria. Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II a Teano il 26 ottobre 1860 e gli consegnò i territori conquistati.
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Il 17 settembre 1861 Vittorio Emanuele II fu proclamato primo re d'Italia. Nell'aprile 1866 Italia e Prussia si allearono contro l'Austria e nel giugno 1866 la attaccarono: iniziava così la III guerra d'indipendenza. L'Italia fu sconfitta a Roma e Lissa ma i prussiani vinsero a Sadowa. Nell'agosto 1866 l'Austria cedette il veneto all'Italia. La capitale d'Italia storicamente doveva essere Roma, che fu conquistata dai bersaglieri con la "breccia di Porta Pia" il 20 settembre 1870.
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