Veleia romana

By TimeFra
  • 158 BCE

    La fondazione

    La fondazione
    Nella valle del fiume Chero, la tribù ligure dei Veleiates, ormai sottomessa al potere di Roma, fonda una città che ben presto diventerà un importante centro amministrativo.
  • Period: 100 BCE to 300

    Una città ancora fiorente

    Per alcuni secoli Veleia, municipio romano e capoluogo amministrativo, controlla un ampio territorio tra colline e montagne emiliane.
  • 89 BCE

    Veleia è una colonia latina

    Veleia è una colonia latina
  • 50 BCE

    Il dono di Baebia Bassilla

    Il dono di Baebia Bassilla
    Baebia passeggia tra i portici di Veleia. Una giovane donna, la testa lievemente inclinata a destra; il viso è dolce, dai tratti ben delineati. Porta i capelli corti, pettinati all’indietro, fermati da una fascia sopra la fronte. CIL 11, 01189
    Baebia T(iti) f(iliae) [Bas]silla calchidicum municipibus suis dedit Donna di famiglia nobile, appartenente alla gens Baebia, finanzia a proprie spese la ristrutturazione di un edificio pubblico, il calchidicum, un ambiente porticato della basilica.
  • 49 BCE

    Veleia è un municipium romano

    Veleia è un municipium romano
  • Period: 44 BCE to 14

    Lo splendore di Veleia

    In età augustea Veleia conosce il suo momento di maggiore splendore. Lo testimoniano diversi monumenti di pregevole fattura: oltre a numerose epigrafi in bella grafia capitale quadrata, le dodici statue rappresentanti alcuni membri della famiglia giulio-claudia, che abbellivano il foro cittadino.
  • Period: 44 BCE to 68

    Due passi nel foro

    Estesa su un ripiano artificiale ottenuto con un grande lavoro di sbancamento, la terrazza del foro mette in comunicazione la parte più alta della città, fatta di quartieri residenziali, con quella più bassa, dedicata al culto.
    Ha pianta rettangolare: il portico corre lungo tre lati, occupati da botteghe e ambienti pubblici; sul quarto lato si affaccia la basilica.
    Restano tracce dei quattro pioventi, drenati da una cunetta perimetrale, e dei pozzetti angolari di decantazione.
  • Period: 44 BCE to 68

    Uno sguardo alla basilica

    La basilica sorge sul lato sud del foro. L'edificio è a navata unica, con esedre rettangolari. Era impossibile non notare le dodici grandi statue in marmo lunense raffiguranti membri della famiglia giulio-claudia: tra gli altri, Agrippina Minore, Lucio Calpurnio Pisone,Tiberio, Drusilla, Germanico, Nerone bambino, Livia Augusta, Druso Minore e Druso Maggiore.
    [http://www.3d-virtualmuseum.it/ciclo-statue-famiglia-giulio-claudia-veleia-museo-parma]
  • 10

    Un giorno in taberna

    Un giorno in taberna
    In principio deposito o bottega, presto la taberna si specializza nella consumazione di cibo e bevande - soprattutto vino - e nella vendita di prodotti.
    Lo spazio interno, spesso ridotto, è arredato con essenzialità: armadi e banchi in marmo, metallo e legno sono ideali per la conservazione della merce pronta alla vendita; sedili e panche accolgono i clienti.
    Insegne molto semplici ma di buona fattura, con disegni in argilla della merce venduta, pendono all'esterno del locale.
  • 15

    Nomi da ricordare

    Nomi da ricordare
    Il lastricato del foro, in pietra arenaria e ancora in buono stato, conserva una epigrafe: CIL 11, 01184
    L(ucius) Lucilius L(uci) f(ilius) Gal(eria) Priscus IIvir II gratui/[to 3] laminis d(e) p(ecunia) s(ua) stravit Così sappiamo che Lucio Lucilio Prisco, figlio di Lucio, appartenente alla tribù Galeria, duoviro per la seconda volta, ha finanziato personalmente la nuova pavimentazione del foro.
    [http://www.veleia.it/download/epigrafia/fn000057.pdf]
  • 50

    Il tepore delle terme

    Il tepore delle terme
    Nella zona sud-ovest del foro si notano le terme. Il complesso è formato da una successione di stanze pensate per il benessere e il piacere dei cittadini: il frigidarium, con la sua vasca di acqua fredda; il tepidarium, a temperatura moderata; il calidarium, con bacini di acqua calda.
    Al riscaldamento si provvedeva con il sistema dell'ipocausto: da una o più stufe, alimentate dagli schiavi, il calore veniva portato alle suspensurae, simili a tanti pilastrini di mattoni posti sotto il pavimento.
  • Period: 53 to 117

    La legge di Traiano

    La Tabula Alimentaria Traianea reca incise nel bronzo le disposizioni dell’imperatore Traiano per l’istituzione di un prestito ipotecario concesso direttamente dal patrimonio personale dell’imperatore: nomi dei proprietari, ubicazione dei fondi, valore in sesterzi.
    Le dimensioni sono notevoli: è la più grande iscrizione d’epoca romana, con i suoi 1,38 m di altezza per 2,86 di larghezza.
    Oggi è conservata al Museo Archeologico di Parma, mentre nell'Antiquarium di Veleia è visibile una copia.
  • 72

    Città di centenari?

    Città di centenari?
    Dal censimento indetto dall'imperatore Vespasiano emerge che a Veleia abitano 6 persone di 110 anni, 4 di 120 anni, e addirittura una persona di 140 anni (!), un certo Marcus Mutius Galerius Felix.
    Numeri incredibili, che forse vogliono alludere alla salubrità del luogo e alle proprietà curative delle acque termali.
  • Period: 77 to 78

    La voce di Plinio

    Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, ci ricorda che "sulle colline di qua da Piacenza è la città dei Veleiati" (VII, 163).
  • 300

    Il lento declino

    Il lento declino
    La crisi che colpisce tutto l'Impero di Roma non risparmia nemmeno Veleia. La città sembra avviata verso un lento declino. L'epigrafe più recente restituita dal sito si data alla seconda metà del III secolo d. C.
  • 500

    La città si spegne

    La città si spegne
    Gli ultimi reperti archeologici che ci parlano di Veleia sono alcune monete tardo-imperiali: dopo, il silenzio.
    Probabilmente contribuirono alla sua scomparsa anche una serie di rovinosi smottamenti lungo la costa del vicino monte, da sempre franoso e soggetto a infiltrazioni di acque cloruro-sodiche.
  • Period: 500 to

    Veleia è dimenticata

    La città è abbandonata e cade in rovina. Per più di mille anni riposerà nascosta sotto la terra.
  • Veleia torna dal passato

    Veleia torna dal passato
    L'arciprete della Pieve di S. Antonino trova casualmente, in località Macinesso, a ovest della chiesa, i frammenti di una tavola bronzea che reca un'iscrizione latina. Li porta in una fonderia della zona, per venderli e ricavarne del denaro, o forse per una nuova campana per la cattedrale di Fidenza. Ma un frammento giunge per caso tra le mani del conte Ronco, che ne riconosce l'antichità e propone al Canonico della Cattedrale di Piacenza, Antonio Costa, di acquistare i pezzi.
  • L'occhio di Muratori e Maffei

    L'occhio di Muratori e Maffei
    Lodovico Muratori e Scipione Maffei pubblicano l'iscrizione completa della tabula di Veleia: riconoscono nel testo la Tabula Alimentaria Traianea. Il Muratori ne deduce che nel luogo della scoperta, corrispondente per lui alla zona beneficiata dal prestito, devono trovarsi anche le rovine dell’antica città di Veleia.
  • Gli scavi del Duca

    Gli scavi del Duca
    Don Filippo I di Borbone, Duca di Parma, Piacenza e Guastalla, dà avvio ai primi scavi sistematici nella zona. Del resto il fratello Carlo III sta esplorando il sito di Pompei...
    Pochi mesi dopo fonda il Ducale Museo di Antichità, oggi noto con il nome di Museo Archeologico Nazionale di Parma.
  • Un museo già moderno

    Un museo già moderno
    Fondato da don Filippo di Borbone in concomitanza con l’avvio dell’esplorazione della città romana di Veleia, portava il nome di Ducale Museo d’antichità. Oggi è il Museo Archeologico Nazionale di Parma, ma resta un lodevole esempio di istituzione culturale legata a un’impresa archeologica. A lungo è stato il punto di riferimento per gli scavi in tutto il territorio del ducato: accoglie infatti reperti provenienti dalle campagne condotte nell'area nel corso dell’Ottocento e del Novecento.
  • Period: to

    Una sorpresa dopo l'altra

    Il sito di Veleia continua a regalare tesori: nel giro di pochi anni vengono alla luce il foro, i portici, la basilica, le dodici statue, l'impianto termale, i quartieri di abitazione.
  • Il ricordo di Baebia Bassilla

    Il ricordo di Baebia Bassilla
    Dalla polvere dello scavo emerge un volto femminile, dai tratti dolci pur se fusi nel bronzo. Il ritratto è databile alla fine del I sec. a.C., opera di un'officina emiliana, potremmo dire “provinciale”: risaltano le caratteristiche fisionomiche e naturali, secondo la tradizione centro-italica. Gli studiosi la chiamano Baebia Bassilla, legandola per sempre al nome citato in una epigrafe veleiate.
  • Nasce l'Antiquarium

    Nasce l'Antiquarium
    L'edificio raccoglie i reperti archeologici rinvenuti negli scavi dell'area. Piccolo, ma ricco di testimonianze significative che parlano della città, dei suoi monumenti, dei suoi abitanti, della loro vita quotidiana. Oltre ai calchi della Tabula Alimentaria, elementi architettonici e corredi delle sepolture: fibule, anelli, armille, balsamari, lucerne, patere, cuspidi di lancia e spade, porzioni di mosaico e alcune epigrafi.
  • Tanto ancora da scavare

    Tanto ancora da scavare
    Riprendono gli scavi per portare alla luce altre evidenze archeologiche importanti: il tempio, la necropoli, nuove porzioni dell'area dell'abitato e gli insediamenti preromani.