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1700 a.C. nasce il codice di Hammurabi, elaborato da un re babilonese ed inciso su delle stele di pietra. Si tratta della più importante raccolta di leggi scritte dell’Oriente antico e il suo impatto fu rivoluzionario: per la prima volta il sovrano diventava garante della giustizia. Si tratta del primo tentativo di superare le vendette proprie della giustizia privata dei clan familiari. "Occhio per occhio, dente per dente", detto usato tutt'oggi ha questa origine storica importantissima.
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A Sparta la struttura sociale ruotava costantemente intorno al mantenimento dell’organizzazione militare.
Fin dalla nascita i maschi erano educati per diventare guerrieri con negato tutto ciò che poteva essere estraneo alla formazione militare, compreso lo sviluppo culturale individuale, non necessario all’interesse supremo, cioè la difesa e la sicurezza della città.
Infine Sparta adottò sempre un regime di tipo oligarchico. Il potere, infatti, era in mano esclusivamente agli spartiati. -
Le uniche leggi di cui si ha conoscenza furono quelle adottate da Licurgo (VIII-VII sec. a.C)
A Licurgo si attribuisce la costituzione spartana, formata non da leggi scritte ma da norme tradizionali. Queste norme, che secondo la mitologia gli furono dettate direttamente dall’Oracolo di Delfi, regolavano l’ordinamento dello Stato spartano nelle sue istituzioni politiche, sociali, economiche e militari. -
La polis (città-Stato) fu nel mondo greco classico l’organizzazione politica principale.
Le due città più importanti dell’antica Grecia furono Atene e Sparta: soprattutto nella prima delle due, l’esperienza della polis espresse concetti innovativi e rivoluzionari per quei tempi: libertà, democrazia e cittadinanza. -
Nei tempi più remoti della sua storia, dall’XI al IX secolo a.C., Atene era governata da un re. La monarchia si trasformò con il tempo in oligarchia dove solo pochi uomini erano a comando. Nel caso di Atene, il governo era formato da nove arconti, eletti dai nobili. La necessità di limitare il potere dei nobili fece nascere l’esigenza di regole e così, nel 594 a.C., l’arconte Solone mise per iscritto un corpo di leggi volte a conciliare i conflitti fra gli aristocratici e il popolo.
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La polis si trasformò così in uno spazio comune, dove regnavano regole certe e condivise. Le nuove classi emergenti di cittadini ricchi (ma non nobili) ebbero quindi un loro posto nell’amministrazione della polis. Nacque la timocrazia, dove diritti e doveri del cittadino sono stabiliti dai censi. Le riforme non furono però sufficienti a limitare il malcontento degli ateniesi e si crearono i presupposti per la nascita della tirannia, con il potere nelle mani di un’unica autorità.
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Dopo questa esperienza negativa che la città subì, Clistene attuò diverse riforme trasformando in una vera e propria democrazia Atene e le altre Polis greche, diventando un modello da seguire per i secoli successivi.
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Le radici del diritto romano affondano nella tradizione dellojus civile: semplici regole di comportamento che venivano fatte rispettare dai magistrati.
Con le Dodici Tavole del 450 a.C, per la prima volta a Roma il diritto fu espresso "su carta", al fine di evitare che la giustizia dipendesse dalla sola interpretazione dei magistrati. -
In epoca imperiale, nel diritto romano assunsero sempre maggiore importanza le costituzioni degli imperatori, raccolte nel 438 d.C. da Teodosio II, imperatore di Bisanzio.
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L’imperatore bizantino Giustiniano è passato alla storia per la sua codificazione del diritto romano: il Corpus Juris Civilis. Si tratta di una raccolta di norme di diritto romano elaborata tra il 528 e il 533. Il codice di Giustiniano fu considerato come un monumento della saggezza romana e rimase in vigore nell’impero bizantino fino al IX secolo. Ancora nell’XI secolo esso era studiato nelle Università dell’Occidente.