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Colonia fenicia la cui regina è Didone.
Cartagine è la prima talassocrazia della storia.
Questo porta a numerosi scontri con le altre potenze del Mediterraneo. -
Stipulato nell'anno che vede Roma passare dalla monarchia alla repubblica, sancisce la limitazione dei commerci romani in Africa e Sardegna e delle azioni militari cartaginesi nella penisola.
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Cartagine sfrutta lo stato di vulnerabilità delle poleis greche, causato dalla Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), per sopraffare Agrigento.
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Stipulato alla vigilia delle Guerre Sannitiche (343-290 a.C.).
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Stipulato durante le spediozioni di Pirro nella penisola (280-275 a.C.), ribadisce il rapporto pacifico tra due potenze.
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La conseguenza è lo scontro tra Roma e Cartagine e Siracusa alleate.
Siracusa, però, si schiererà con Roma, temendo la sconfitta. -
Il casus belli è il conflitto tra Siracusa (Gerone II) e i Mamertini, i quali chiedono aiuto prima a Cartagine, poi a Roma.
Il popolo romano si divide tra l'aristocrazia terriera, contraria allo scontro e il ceto commerciale, favorevole.
Avrà la meglio la fazione "interventista" con a capo Appio Claudio -
I romani si avvalgono di una nuova invenzione in campo navale: il corvo, un ponte mobile fornito di rampini che agganciava la nave nemica e dava ai legionari la possibilità di abbordarla.
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Attilio Regolo, sconfitta la flotta Cartaginese, sbarca in africa e Cartagine si dichiara disposta alla pace.
Quando Roma tenta di sottometterla, però la potenza si ribella. -
Al comando del generale spartano Santippe, l'esercito cartaginese/greco distrugge quello romano nei pressi di Tunisi.
Ciò da inizio a una guerra di posizione che compromette fortemente la prosperità della Sicilia. -
Finanziata dall'aristocrazia, la flotta romana viene ricostruita e, al comando del console Lutazio Catulo, sconfigge quella cartaginese presso le Isole Egadi.
Cartagine chiede quindi la pace ed è costretta a cedere la Sicilia, che diviene una provincia romana, a pagare una forzosa indennità di guerra e a restituire i prigionieri.
I territori siciliani verrannò assegnati a latifondisti romani, mentre il ceto commerciale gestirà i commerci nel Mediterraneo. -
Le mire di Amilcare si concentrano sulla ricchezza mineraria della regione e sull'abilità dei suoi mercenari.
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Dopo la morte, prima del padre Amilcare, poi del genero Asdrubale, sale al potere Annibale Barca.
Egli è noto per il proprio coraggio e l'odio che prova per Roma.
Annibale sostiene di poter vincere una futura guerra contro Roma facendo leva sulle popolazione sottomesse alla Repubblica. -
Con i trattati di pace stipulati tra le due grandi potenze, a Roma erano assegnati i territori a nord dell'Ebro e a Cartagine quelli a sud del fiume.
Annibale decide di provocare Roma attaccando la città di Sagunto, in territorio cartaginese, ma alleata con la Repubblica.
Di conseguenza, Roma dichiara guerra a Cartagine e il generale Scipione capeggia una spedizione in Spagna, intanto Annibale si dirige in Italia valicando le Alpi. -
A Cartagine si fronteggiano due partiti: quello pacifista dell'aristocrazia terriera e quello espansionista costituito dall'aristocrazia militare. Di quest'ultimo fa parte la famiglia Barca, i cui discendenti guideranno la potenza per tutta la durato del conflitto.
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Per la seconda volta i romani vengono sconfitti in battaglia e sono costretti a ritirarsi a sud dell'Appennino.
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L'esercito romano è sconfitto e Cartagine conquista l'Italia settentrionale, alleandosi con i Galli.
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Nel tentaivo di sbarare l'avanzata cartaginese, il console Flaminio guida l'esercito in un'imboscata e l'esercito viene distrutto da quello avversario.
Il terrore si diffonde a Roma: vengono abbattuti i ponti sul Tevere ed eletto dittatore Quinto Fabio Massimo, detto "il Temporeggiatore" o "cunctator".
Annibale, intanto, arriva in Puglia. -
Roma:
-consoli Emilio Paolo (prudente e favorevole alla diplomazia, di origine patrizia) e Teresio Varone (aggressivo e propenso al conflitto, di origine plebea)
-potere alternato.
-esercito fedele ma troppo numeroso
-cavalleria debole
Cartagine
-Annibale
-esercito più ristretto ma mercenario
-abili cavallieri della Numidia
Cartagine diviene padrona del Mediterraneo, nonostante il ceto aristocratico volti le spalle a Annibale
andamento della battaglia -
In territorio macedone, Roma si trova a combattere una serie di battaglie contro Filippo V di Macedonia.
La tregua è segnata dalla Pace di Fenicia (205 a.C.) -
Dopo la vittoria Cartagine stringe alleanze con Lucani, Sanniti, Colonie greche, le città di Capua e Siracusa e il re di Macedonia Filippo V.
Roma, invece, si schiera con le popolazioni dell'Italia centrale, Latini, Etruschi e le città greche nemiche a Filippo V.
Claudio Marcello assedia allora Siracusa e distrugge Capua. -
Publio Cornelio Scipione, intanto, conquista Cartagena, capitale cartaginese in Spagna.
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Asdrubale Barca, fratello di Annibale, è sconfitto presso il fiume Metarno, nelle Marche.
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Spedizione romana in Africa guidata da Scipione Africano che, alleato con i Numidi (Massinissa), acquisisce la supremazia della cavalleria vincendo la battaglia.
Cartagine, dopo aver tentato di ottenere un trattato di pace, è costretta a risarcire Roma e consegnare tutti i propri possedimenti al di fuori dell'Africa.
Cartagine non potrà dichiarare guerra senza il consenso del Senato.
andamento della battaglia -
Il casus belli è la richiesta di aiuto a Roma da parte del Regno di Pergamo e della Repubblica di Rodi (in conflitto con Filippo V di Macedonia e Antioco III di Siria) nel 200 a.C. è dichiarata guerra contro Filippo V (parte del popolo romano non è d'accordo).
Nel 197 a.C. vi è lo scontro finale a Cinoscefale, Roma, alleata con le città greche della Lega Etolica, infligge pesanti perdite al nemico.
Il console Tito Quinzio Flaminio impone a Filippo V di riconoscere la libertà delle città greche. -
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La Grecia (Lega Etolica), delusa dal trattamento ricevuto da Roma, chiede aiuto ad Antioco III di Siria che viene sconfitto dai romani nel 191 a.C.
Incoraggiati dalla vittoria, i romani (Lucio Scipione Cornelio) affrontano nuovamente i nemici e li sconfiggono a Magnesia, città turca, nel 190 a.C.
Nel 188 a.C. è stipulato un trattato di pace che impone la consegna di Annibale a Roma, egli si toglie la vita nel 183 a.C. -
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Dopo la morte di Filippo V, sale al trono il figlio Perseo, ancora incapace di affrontare i romani, i quali gli dichiarano guerra (Terza Guerra Macedonica) nel 171 a.C.
Nel 168 a.C., nella Battaglia di Pidna, l'esercito macedone è sconfitto. -
Nel 149 a.C. Andrisco, sostenendo di essere figlio di Filippo V, riunisce varie truppe e attacca di sorpresa i Romani, ma questi nel 146 a.C., con a capo il console Quinto Celio Metello, sottomettono la Macedonia in quanto provincia romana.
Intanto un moto di rivolta nella Lega Achea è soffocato dal console Lucio Mummio e nello stesso anno è rasa al suolo Corinto.
Anche la Grecia diventa provincia romana (solo Atene mantiene formalmente la propria libertà). -
Cartagine, stato-satellite romano, torna a prosperare inducendo Roma a progettarne la distruzione.
Il casus belli è la provocazione di Cartagine da parte di Massinissa (Numidi) che la porta a dichiarare guerra senza in consenso del senato, nel 149 a.C.
Dopo tre anni di assedio, nel 146 a.C., Scipione Emiliano pone fine al conflitto, radendo al suolo Cartagine che diviene la nuova provincia d'Africa. -
Scipione Emiliano è inviato in Spagna e sconfigge i Celtiberi, annettendo la regione alla repubblica.