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Inizio della dinastia dei severi con Settimio Severo
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Settimio Severo era nato in Africa e aveva fatto tutta la sua carriera nell’esercito.
Adottò una serie di provvedimenti a favore dell’esercito.
Fu tollerante in campo religioso e sotto l’influenza della moglie, Giulia Domna,introdusse per la prima volta a Roma culti orientali In politica estera riprese la lotta contro i Parti,riconquistando la Mesopotamia e nel 208 partì per una campagna in Britannia, insieme con i suoi due figli Caracalla e Geta.
Settimio Severo morì in Britannia nel 211. -
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Preso il potere dopo aver eliminato il fratello Geta, Caracalla continuò sostanzialmente la politica accentatrice del padre.
Lui fece l'Editto di Caracalla in cui estese la cittadinanza romana a tutti i cittadini dell’Impero.
Governò in un momento in cui le casse dello Stato erano in dissesto, allargò la base fiscale estese il reclutamento dei cittadini a tutto l’impero.
Nonostante la difficile situazione economica, Caracalla organizzò una spedizione in Oriente, contro i Parti. -
La sua condotta in guerra fu così dissennata ed ebbe risultati così
disastrosi che nel 217 d.C., a Carre, fu ucciso per ordine del prefetto del pretorio Opellio Macrino. -
Morto Caracalla, Opellio Macrino fu proclamato imperatore dall’esercito e ottenne anche il riconoscimento del senato.
La sua politica a favore del risanamento delle finanze pubbliche provocò però malcontento nell’esercito e diede modo alle influenti donne siriache della dinastia dei Severi di tramare per far acclamare dalle truppe d’Oriente un nipote di Giulia Domna, Vario Avito Bassiano, detto Elagàbalo in quanto sacerdote del dio del sole El Gebal.Macrino fu fatto giustiziare come usurpatore . -
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Elagàbalo rafforzò la presenza dei culti orientali nella corte di Roma. I rituali orientali in cui l’imperatore partecipava pubblicamente erano però davvero troppo stravaganti per venire accettati.
Dichiarò apertamente in senato di non amare i campi di battaglia.
Fece poi scalpore l’enorme influenza che avevano a corte le donne e soprattutto la madre del principe, Soemia, vera padrona dello Stato. -
Nessuno quindi si meravigliò quando nel 222, i pretoriani uccisero l’imperatore e la madre. Il corpo del sovrano fu gettato nel Tevere, tra l’entusiasmo della folla e condannato alla damnatio memoriae.
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Dopo la morte di Elagàbalo, salì al potere il quattordicenne Severo Alessandro.
Egli, abolì i culti orientali e ripristinò il prestigio dell’aristocrazia senatoria, che ritornò a collaborare al governo.
Proseguì anche nell’opera di elaborazione del diritto romano, grazie alla collaborazione di Ulpiano.
Tuttavia, la sua politica di irrigidimento fiscale e la sua irresolutezza nella lotta contro i barbari gli alienarono il consenso perfino dell’esercito, al quale aveva ridotto gli appannaggi. -
Fu l’esercito a ribellarsi e a sancire la fine di Alessandro Severo nel 235. A organizzare la congiura fu un ufficiale di modestissime origini, proveniente dalla Tracia: Giulio Massimino, passato alla storia con il nome di Massimino il Trace.
La fine della dinastia dei Severi (235) aprì un periodo di crisi profonda nell’Impero romano, che fu conteso dai comandanti dell’esercito: è l’epoca dell’anarchia militare (235-284 d.C.)
Massimino divenne l'imperatore successivo.