-
Si tratta di un periodo di pace all’interno di Roma. In economia si svilupparono i commerci, poiché le merci potevano essere trasportate via mare, senza la paura degli attacchi dei pirati; via terra in quanto c’erano dei ristori per i commercianti. Si commerciava anche con le popolazioni straniere. Anche l’agricoltura conobbe un progresso in quanto si diffusero le nuove tecnologie e molti terreni furono bonificati.
-
Il principato di Augusto. La sua politica era definita una finzione giuridica, perché egli faceva intendere a tutti che non voleva prendere il potere e che riconosceva la Repubblica. In realtà cercava sempre più di acquistare autorità senza che le persone se ne accorgessero.
-
Predica il suo messaggio di amore e uguaglianza tra il 27 e il 29. La religione cristiana era odiata dai governanti del tempo, perché si riconosceva una maggiore importanza a Dio, rispetto che all’imperatore.
-
I Romani guidati da Varo furono ingannati da Arminio, il capo dei Cherusci. Arminio li condusse in una trappola, e i Romani furono attaccati dei soldati germanici che non lasciarono alcuna possibilità di vittoria.
-
Il governo di Tiberio. Egli razionalizzó l’amministrazione dell’impero eliminando il panem et circense (distribuzione di grano e spettacoli gratuiti). Inoltre promosse una politica di espansione verso l’Asia minore e fece uccidere Seiano nel 31 d.c.
-
Dinastia che comprende gli imperatori: Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone.
-
Morte di Germanico in Siria per mano di Tiberio
-
Il potere divino di Caligola. Egli voleva governare in maniera assolutistica, infatti introdusse i culti e il cerimoniale egizi pretendendo onori divini per sé e per la sorella. Reintrodusse il panem et circenses. Alla sua morte fu proclamata la damnatio memoriae, ossia si decretò che il suo nome fosse cancellato da ogni iscrizione monumento così che di lui non rimanesse neanche la memoria.
-
Il governo dell’ imperatore non considerato degno del suo ruolo. Egli infatti era balbuziente e zoppo, era legato alla cultura e nessuno credeva in lui. Fu anche succube delle sue mogli: la prima Messalina, la seconda Agrippina, che lo uccise servendogli un piatto di funghi avvelenati.
-
Fondazione del porto di Ostia;
Conquista di Mauritania, Britannia, Licia, Panfilia, Giudea e Tracia -
Governano Afranio Burro, la moglie di Claudio (Agrippina), Seneca perché Nerone era troppo piccolo
-
Il potere divino di Nerone. Egli impresse una svolta autoritaria al suo governo e iniziò a pretendere di essere adorato come un sovrano orientale. Amava anche gli spettacoli e le competizioni di gladiatori, e partecipò alle Olimpiadi, vincendo sempre. Questo atteggiamento non piacque né al Senato né ai soldati. Essendo stato nominato nemico pubblico, egli si fece uccidere da un servo, e fu proclamata la damnatio memorie.
-
Incendio dovuto secondo i cristiani al fatto che Nerone volesse costruire la domus aurea; secondo Nerone è stata colpa dei cristiani (portò al martirio Pietro e Paolo).
In realtà la causa sembrerebbe una lampada ad olio caduta per caso -
-
Si tratta del periodo in cui i quattro imperatori: Sulpicio Galba, Marco Salvio Ottone, Aulo Vitellio e Tito Flavio Vespasiano, cercarono di prendere potere. Compare anche l’impressione di Tacito: la scelta dell’imperatore non spettava più al Senato ma l’esercito (segreto del potere-arcanuum imperii).
-
Dinastia che comprende gli imperatori: Vespasiano, Tito, Domiziano.
-
Il governo di Tito Flavio Vespasiano. Egli, grazie un’attenta politica economica, riassestò le casse dello Stato svuotate da Nerone. Il risanamento del bilancio, gli permise di riprendere la costruzione di edifici pubblici quali l’anfiteatro Flavio. Fece reprimere la rivolta giudaica da suo figlio Tito.
-
Il governo di Tito. Egli represse la prima rivolta giudaica (66-79 d.C.). Nel 70 riconquistò Gerusalemme e ordinò la distruzione del tempio. Alcuni ebrei si asserragliarono nella fortezza di Maserada, altri diedero origine alla diaspora. Egli fu definito da Svetonio come “delizia del genere umano”; e da Tacito come “felice nella sua brevità”.
-
Tito aiutò gli abitanti.
-
Il governo di Domiziano. Egli consolidò i confini settentrionali, e proseguì il risanamento del bilancio. Fu un despota autoritario e sanguinario, che voleva farsi chiamare da tutti dominus et deus, ovvero signore e Dio. Strutturò anche il limes, il confine dell’impero. Fu ucciso da una congiura organizzata dai suoi familiari
-
Il governo di Marco Cocceia Nerva. Egli governò per poco, e il suo principato fu chiamato di transizione perché, dopo la congiura di Domiziano, i pretoriani erano sconvolti e la plebe era indifferente su chi dovesse essere il nuovo imperatore.
-
Era un principato secondo cui il nuovo imperatore doveva essere scelto secondo un merito che aveva ricevuto, e doveva appartenere alla famiglia dei Senatori o dell’esercito. Questo fece sì che i Senatori e i soldati fossero legati all’imperatore, e che quest’ultimo fosse scelto per un merito ricevuto.
-
Il governo di Marco Ulpio Traiano. Egli era di origine spagnola, ed era un generale molto amato dai soldati. Fu un ottimo imperatore, e con lui l’impero raggiunse il periodo di massima espansione. Conquistò: la Dacia, il regno della Nabatei (Siria Meridionale e Giordania), che fu annesso all’ impero col nome di Arabia Petra, l’Armenia, e la Mesopotamia. Dovette tornare a Roma a causa della seconda rivolta giudaica.
-
-
Il governo di Adriano. Egli fu un generale di origine spagnola, ed era molto legato alle culture. Infatti viaggiò per molti anni durante il suo governo. Pose fine alla seconda, e alla terza rivolta giudaica con estrema durezza: uccidendo 600.000 ebrei, e trasformando Gerusalemme in una colonia romana con il nome di Aelia Capitolina. Con lui Roma inizio a proteggere i propri confini, fu costruito il vallo di Adriano in Bretagna e il Fossatum Africae in Africa settentrionale.
-
-
Il governo di Antonino Pio. Egli fu un governante rispettoso dei valori tradizionali del Senato. Rimase a Roma per tutto il suo governo, perché credeva che solo così potesse nascere concordia all’interno dell’impero
-
Il governo di Marco Aurelio. Egli era un seguace della filosofia stoica, e aveva compreso che non poteva difendere e organizzare un così vasto impero. Pertanto associò al trono il fratello adottivo Lucio Vero. Riuscì a sconfiggere le tribù dei Quadi e dei Marcomanni con una sola campagna militare (166).
-
I Parti invasero la Siria, e Marco Aurelio mandò tre legioni guidate da Lucio Vero che riuscirono a sconfiggerli, ma portarono a Roma una pestilenza nota come “peste antonina”.
-
Il governo di Commodo. Egli era un imperatore inadatto al compito, e pose fine al principato adottivo, tornando quindi alla successione dinastica. Si interessò all’amministrazione dell’impero preferendo dedicarsi a lussi e piaceri, e volle farsi adorare come un dio, pretendendo di farsi chiamare Ercole. Ci furono tanti complotti contro senatori pretoriani, ed infine Commodo fu ucciso in una congiura. Fu sostituito da Pertinace, ma anche questo ucciso qualche mese più tardi.
-
Il governo di Settimio Severo. Egli fu il primo imperatore di origine africana. Era un ex generale, e pertanto rivolse particolare attenzione ai soldati. Migliorò le condizioni dei legionari, aumentò le paghe, permise loro di farsi una famiglia durante gli anni della di servizio. Durante una battaglia contro i Parti e contro le popolazioni germaniche, aumentò il numero delle legioni e affidò il comando a generali appartenenti al rango equestre. Introdusse culti orientali.
-
Dinastia che comprende gli imperatori: Settimio Severo, Caracalla, Geta, Elagabalo e Alessandro Severo
-
Il governo di Caracalla e Geta. Caracalla uccise Geta per governare da solo. Per far sì che tante persone pagassero molte più tasse, concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’impero di condizione libera (Constitutio Antoniniana-212), e quindi l’integrazione e la parificazione tra Italia e province iniziò sempre più a essere presente.
-
Il governo di Elagabalo. Egli aveva un comportamento eccentrico ed era il sacerdote della divinità del sole (Sol Invictus-El Gabal). Fu assassinato nel corso di un complotto.
-
Il governo di Alessandro Severo. Egli governò quando aveva appena 13 anni. Fu assassinato e pose fine alla dinastia dei Severi.
-
L’imperatore Valeriano fece un accordo con il re dei parti, che avevano insediato una nuova dinastia persiana, quella dei Sasanidi. Questi volevano riconquistare tutti i territori che Romani avevano sottratto ai Persiani, a cominciare da Antiochia. Valeriano però fece un accordo con il re, delimitando le zone di conquista. Il re lo fece catturare a tradimento e Valeriano morì in prigionia.
-
Periodo durante il quale si susseguirono quasi 30 imperatori tutti provenienti dall’esercito, e ci furono aspre lotte per il potere.
-
Demografica: la nuova pandemia aveva dimezzato le popolazioni.
Economica: l’esercito doveva essere pagato e le tasse erano molto alte. Tolsero oro alle monete e ci fu la svaluta, pertanto si tornò al baratto.
Militare: incursioni di Barbari e Parti.
Politica: anarchia militare. -
Il governo di Gallieno. Egli attuò una riforma militare, portando difendere all’interno dell’impero tante truppe. Si verificarono due pericolosi secessioni: Postumo, il quale fondò un regno indipendente che comprendeva la Galia, la penisola Iberica, la Bretagna; Odenato, che creò uno Stato esteso a Siria e Palestina, che avevano come capitale Palmira. Questa era sicuramente una difesa più efficace, ma iniziò a mostrare la difficoltà di Roma di difendersi.
-
Imperatore Illirico che sconfisse i Goti.
-
Imperatore Illirico che fece costruire le mura aureliane, segno che Roma non sapeva difendersi. Poiché l’impero era troppo esteso, abbandonò la provincia della Dacia e arretrò i propri confini. Fu ucciso da una congiura.
-
Imperatore Illirico che pose fine all’anarchia militare. Introdusse: la tetrarchia; riformò la successione degli imperatori; le province furono ridotte di estensione, e raccolte in diocesi governate da un vicario; la separazione fra la carriera militare e quella civile (augusto, vicario e duces per l’esercito); leva obbligatoria; la razionalizzazione del sistema fiscale aumentando il gettito; il potere divino di origine sacra (introdusse l’adoratio e si faceva chiamare Iovius).
-
Governo di quattro persone. Vi erano due augusti che governavano i due cesari, che dovevano sostituirli.Diocleziano era l’augusto insieme a Massimiano. Operavano l’uno a Nicomedia; l’altro a Milano. I due cesari erano Galerio, a Sirmio; Costanzo Cloro, a Treviri.
Cadde con Costantino. -
Si scontrarono Costantino e Massenzio per ottenere il controllo dell’Occidente.
-
Si scontrarono Licinio e Massimino D’Aia per il controllo dell’ Oriente.
-
Editto che riconosceva la liceità di tutti i culti e concedeva così ai cristiani la possibilità di professare liberamente la propria fede.
-
Si scontrarono Licinio e Costantino per il potere assoluto.
-
Il governo di Costantino. Nel 324 fondò Costantinopoli la seconda capitale dell’impero ad Oriente. Secondo alcune fonti Cristo gli apparve in sogno prima della battaglia di ponte Milvio, e pertanto ci fu un lungo processo di conversione che portò l’imperatore e la Chiesa ad avere uno stretto contatto.
-
A Nicea, Venne bandita la teoria dell’arianesimo, secondo cui Dio poteva essere o divino o uomo.
-
Ordinò la distruzione dei templi pagani.
-
Restaurò al culto degli dei pagani cancellando gli editti che ne vietavano l’adorazione, e organizzò una spedizione militare contro i Parti ma ne rimase ucciso.
-
I Visigoti chiesero a Valente il permesso di valicare il Danubio. Valente acconsentì. In cambio i Visigoti avrebbero dovuto fornire all’esercito quei soldati, di cui l’impero aveva bisogno per difendersi dalle altre tribù germaniche. Il numero dei Visigoti era sottostimato e non fu possibile far fronte al loro sostenimento. Combatteremo così contro i Romani, i quali persero tragicamente.
-
Fermò i Visigoti.
-
Editto con il quale il cristianesimo veniva dichiarata religione ufficiale dell’impero romano, e i culti pagani venivano invitati anche in forma privata.
-
Era l’imperatore dell’Oriente con capitale Costantinopoli, che non aveva subito particolari crisi e quindi sapeva difendersi meglio per questi motivi: l’esercito era più forte; le frontiere erano meno estese; pagavano dei tributi per persuadere le popolazioni germaniche ad invadere altri territori.
-
Era l’imperatore dell’Occidente, con capitale Milano, dal 402 Ravenna. L’Occidente era indebolito e impoverito a causa delle crisi del III secolo.
-
Nel 395 i Visigoti guidati dal re Alarico, si diressero in Grecia e distrussero tutto. Salirono in Italia e saccheggiarono Aquileia. Stilicone li affrontò trasformandoli in alleati: i Romani pagavano un pesante tributo, e i Visigoti non dovevano attaccare il confine e i territori.
Stilicone fu ucciso da Onorio per pregiudizi, e Alarico si sentì libero di attaccare Roma. -
Il Reno gelò e il confine naturale venne meno.
Angli, Sassoni e Juti—> conquistarono la Britannia
Altre popolazioni—> Gallia, Spagna ecc. -
I Visigoti entrarono a Roma e la saccheggiarono per tre giorni. In seguito Onorio pagò un tributo, e i Visigoti, dopo la morte di Alarico, si diffusero nella Gallia meridionale.
Sant’Agostino ne LA CITTÀ DI DIO, sosteneva che Roma ormai era giunta alla fine del suo potere, ma che la provvidenza divina la porterà poi al trionfo della città di Dio. -
Aveva fatto assassinare Ezio perché pensava che volesse impadronirsi della corona imperiale.
-
Ezio, un generale romano, guidò i Romani nella battaglia e sconfisse gli unni guidati da Attila. Papa Leone I si recò disarmati nell’accampamento degli unni e indusse Attila a tornare in Pannonia, ed egli fece ciò
-
I Vandali saccheggiarono Roma.
-
Un generale originario della Pannonia, impose sul trono il proprio figlio Romolo, un ragazzino di 13 anni che fu ironicamente soprannominato Romolo Augustolo, cioè piccolo Augusto, e che fu l’ultimo imperatore d’Occidente.
-
Un altro generale di origine barbara, depose Romolo Augustolo e inviò le insegne imperiali a Costantinopoli. Riconosceva l’imperatore d’Oriente quale ultimo di legittimo imperatore, assunse il titolo di rex gentium Italiae.
-
Fu percepita non come una catastrofe, ma come l’esito di una prolungata agonia. Fu una caduta senza rumore, e fu molto importante questa data perché segnò l’inizio dell’epoca Medievale. L’impero romano d’Occidente cadde, perché l’esercito non compì più campagne di conquista, ma doveva essere comunque mantenuto per la difesa dei confini con spese ingenti a carico delle casse dello Stato. L’economia era in crisi poiché la popolazione nelle campagne e tornava al barattolo e l’autoconsumo.