LA STORIA DELLA MAFIA SICILIANA

Timeline created by Alyssa021
In History
  • Nasce Cosa Nostra

    Il significato criminale «Cosa nostra» nacque al ceto sociale dei massari, dei 'fattori' e dei gabellotti, che gestivano i terreni della nobiltà siciliana, avvalendosi dei braccianti che vi lavoravano.
    Cosa nostra, nacque da sempre sistema di potere e integrato con il potere politico-economico ufficiale vigente, iniziando così ad assumerne per suo conto le funzioni e le veci.
  • Prima Guerra di Mafia

  • Totò Riina diventa reggente della cosca dei Corleonesi

    Attraverso Liggio, Riina divenne "compare di anello" di Mico Tripodo, boss della 'Ndrangheta, e si legò ai fratelli Nuvoletta, camorristi napoletani affiliati a Cosa Nostra, con cui avviò un contrabbando di sigarette estere. Divenne il reggente della cosca di Corleone dopo l'arresto di Liggio e l'anno successivo fece sequestrare e uccidere Luigi Corleo, suocero di Nino Salvo, affiliato alla cosca di Salemi.
  • Pool Antimafia

    Pool Antimafia
    Antonino Caponnetto ,Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, Cassarà e Leonardo Guarnotta; basandosi su indagini bancarie e patrimoniali, vecchi rapporti di polizia e procedimenti odierni, raccolsero un abbondante materiale probatorio che andò a confermare le dichiarazioni di Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, che avevano deciso di collaborare con la giustizia poiché erano stati vittime di vendette trasversali contro i loro parenti e amici durante la «seconda guerra di mafia»
  • Seconda Guerra di Mafia

  • Assassinio Pio La Torre

    Assassinio Pio La Torre
    Nel 1972 venne eletto deputato alla Camera nel collegio Sicilia occidentale, e subito in Parlamento si occupò di agricoltura. Propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Art. 416 Bis C.P., cosiddetta Legge Rognoni-La Torre) e una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi. Rieletto alla Camera nel 1976, fu componente della Commissione Parlamentare Antimafia fino alla conclusione dei suoi lavori nel 1976
  • Assassinio Dalla Chiesa

    Assassinio Dalla Chiesa
    Alle ore 21:15 del 3 settembre 1982 la A112 sulla quale viaggiava il prefetto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, fu affiancata da una BMW, dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47, che uccisero il prefetto e la moglie.Nello stesso momento l'auto con l'autista e agente di scorta, Domenico veniva affiancata da una motocicletta, dalla quale partì un'altra micidiale raffica, il quale morì dopo 12 giorni all'ospedale di Palermo.
  • Introduzione Codice penale Art 416 bis

    L'associazione di tipo mafioso è un reato previsto dal codice penale italiano. Fattispecie autonoma dal reato di associazione per delinquere, venne introdotta dalla legge 13 settembre 1982 n. 646 (detta "Rognoni-La Torre" dal nome dei promotori) e quindi all'interno del V titolo della seconda parte del codice stesso, ossia nella parte disciplinante i delitti contro l'ordine pubblico.
  • Assassinio Chinnici

    Assassinio Chinnici
    Rocco Chinnici fu ucciso alle 8 del mattino del 29 luglio 1983 con una Fiat 126 verde imbottita con 75 kg di esplosivo parcheggiata davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo, all'età di cinquantotto anni.
    Accanto al suo corpo giacevano altre tre vittime raggiunte in pieno dall'esplosione: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile.
  • Antonino Caponnetto al Pool Antimafia (sostituto di Chinnici)

    Antonino Caponnetto al Pool Antimafia (sostituto di Chinnici)
    Dopo l'assassinio di Chinnici, il giudice Antonino Caponnetto, che lo sostituì a capo dell'Ufficio Istruzione, decise di istituire un "pool antimafia"
  • Interrogatorio Falcone - Buscetta: rapporto tra Mafia-Stato

    Interrogatorio Falcone - Buscetta: rapporto tra Mafia-Stato
    Intervista a Falcone spiegò che l’interrogatorio con Buscetta fu “una partita a scacchi, un confronto tra intelligenze, fra uomini”. Qual è il Rapporto tra Mafia-Stato?
    Buscetta irrigidito dalla domanda rispose: “io non voglio fare polveroni in cui poi si finirebbe per non distinguere più nulla”: - “so che potrebbero minare le istituzioni”. Fatto sta che dalla risposta di Buscetta di presupponga che abbia avuto contatti con uomini politici, e sicuramente di un certo livello.
  • Blitz di San Michele

    Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1984 al tribunale di Palermo si lavorò febbrilmente per spiccare 366 ordini di custodia cautelare da eseguire la mattina dopo. L'operazione di Polizia, eseguita nel giorno di San Michele (29 settembre) colse tutti di sorpresa, sia la mafia sia le istituzioni italiane, e consentì la cattura di oltre i due terzi dei ricercati
  • Dichiarazione Buscetta e Contorno

    Dichiarazione Buscetta e Contorno
    Contorno seguendo l'esempio di Tommaso Buscetta, decise di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia fornendo informazioni dettagliate sugli affari interni all'associazione mafiosa. Le sue testimonianze furono cruciali nel maxiprocesso contro la mafia siciliana di Palermo
  • Strage del Rapido 904

    Dopo le dichiarazioni di Buscetta e Contorno, la "Commissione" incaricò il boss Pippo Calò di organizzare insieme ad alcuni terroristi
    neri e camorristi la strage del Rapido 904 (23 dicembre 1984), che provocò 17 morti e 267 feriti, al fine di distogliere l'attenzione delle autorità dalle indagini del pool antimafia e dalle dichiarazioni di Buscetta e Contorno.
  • Assassinio di Giuseppe Montana

    Assassinio di Giuseppe Montana
    Il giorno prima di andare in ferie, venne ucciso a colpi di pistola da Giuseppe Lucchese, mentre era con la fidanzata a Porticello.
    Dal giorno della sua uccisione iniziò un'estate che vide la città di Palermo immersa nel sangue delle vittime della mafia: in soli dieci giorni vennero assassinati tre investigatori della squadra mobile di Palermo, particolarmente esposti perché, secondo un gran numero di fonti unanimi, questi uomini, a partire dallo stesso Cassarà, furono lasciati soli.
  • Assassinio Cassarà

    Assassinio Cassarà
    Fu il primo a cogliere l'importanza rivoluzionaria del lento declino dell'omertà e fece quanto in suo potere per accelerare il fenomeno.
    Cassarà era un poliziotto che rendeva testimonianza, non generica, ma indicando i nomi e cognomi. Ma perchè proprio Montana e Cassarà? hanno compreso l'avvicinamento della squadra mobile ai covi dei latitanti. Quindi potrebbero portarla a ottime conclusioni".
  • Inizio Maxi Processo

    Inizio Maxi Processo
    Il maxi-processo deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli imputati erano 475 (poi scesi a 460 nel corso del processo), con circa 200 avvocati difensori.
    Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione.
    Dopo un articolato processuale tali condanne furono poi quasi tutte confermate dalla Cassazione.

    Si tratta del più grande processo penale mai celebrato al mondo.
  • Art 41 bis

    L'articolo 41-bis, (comunemente chiamato carcere duro) fa riferimento a una disposizione normativa della Repubblica Italiana, previsto dall'ordinamento penitenziario italiano. Fa parte della legge Gozzini approvata il 10 ottobre 1986 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 16 ottobre 1986.
  • Fine Maxi Processo

    La Cassazione confermò tutte le condanne del Maxiprocesso, compresi i numerosi ergastoli a Riina e agli altri boss, avallando le dichiarazioni di Buscetta e Contorno.
  • Riina - Nuovi obiettivi da colpire

    In seguito alla sentenza della Cassazione, nel febbraio-marzo 1992 si tennero riunioni ristrette della "Commissione", sempre presiedute da Riina, che decisero di dare inizio agli attentati e stabilirono nuovi obiettivi da colpire
  • Assassinio Falcone

    Assassinio Falcone
    La strage di Capaci fu un attentato esplosivo compiuto da Cosa Nostra nei pressi di Capaci, per uccidere Giovanni Falcone. Gli attentatori fecero esplodere un tratto dell'autostrada A29, alle ore 17:57, mentre vi transitava con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti di Polizia, sistemati in tre Fiat Croma blindate. Oltre al giudice, morirono altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
  • Assassinio Borsellino

    Assassinio Borsellino
    La strage di via D'Amelio fu un attentato di stampo terroristico mafioso, avvenuto una domenica, all'altezza del civico 21 di via Mariano D'Amelio a Palermo, nel quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu l'agente Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni.
  • La fine del Pool Antimafia

    Caponnetto concluse la sua carriera nel 1990 e dovette assistere prima alla morte di Falcone e poco dopo di Borsellino, assassinati dalla mafia. Divenne celebre il suo amareggiato commento alle telecamere poco dopo la strage di via d'Amelio, in cui disse «È finito tutto!»
  • Arresto Totò Riina

    Arresto Totò Riina
    l 15 gennaio 1993 Riina venne arrestato dagli uomini del ROS dell'Arma dei Carabinieri. In seguito all'arresto di Riina, si creò un gruppo mafioso favorevole alla continuazione degli attentati contro lo Stato (Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano)
  • Morte di Totò Riina

    Dopo essere entrato in coma in seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute è deceduto.